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che bello però il Lake Tahoe, è un mio pallino da quando l'ho visto in non ricordo più quale film. Prima o poi...🤞
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Norvegia 2025: ed alla FINE fu il sole!
Monica405 ha risposto a acfraine nella discussione Diari di viaggio e live
Dopo il nostro viaggio ho pensato esattamente la stessa cosa. Personalmente, per quanto i fiordi siano meravigliosi, ho amato di più i paesaggi montani visti lungo le strade panoramiche. -
Norvegia 2025: ed alla FINE fu il sole!
Monica405 ha risposto a acfraine nella discussione Diari di viaggio e live
Bellissima anche la Gamle Strynefjellsvegen. Anche noi abbiamo rinunciato al Dalsnibba Viewpoint, sia per il pedaggio che per il tempo che si impiega per fare andata e ritorno su una strada sicuramente molto trafficata. vero, ti cade proprio la mandibola quando ti ritrovi davanti a quella vista. Molto bella anche la zona intorno a Geiranger, cavolo ogni viaggio dovrebbe durare 3 mesi per poter vedere tutto. 😫 -
Vero, se la gioca con una parte della Trollstigen . Meraviglie a 360° ovunque ci si giri. che bello, chissà che pace svegliarsi là in mezzo. scacco matto! 😬 io ci tornerei subito, un giorno spero di riuscire a vederne un altro pezzetto. Sono tornata veramente tanto entusiasta da questo viaggio. sì, soprattutto per i colori. Però, in alcuni momenti, devo ammettere che le nuvole basse e un po' di nebbiolina creavano l'atmosfera perfetta.
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Giorno 5 Gamle Lærdalsøyri, Borgund Kirke, Tindevegen, Sognefjellet Dopo colazione facciamo una breve passeggiata nella parte del campeggio che si affaccia sul fiordo. Il cielo non ha ancora deciso se rimanere sereno o cedere alle nuvole. Lasciamo il campeggio e spostiamo l’auto solo di poche centinaia di metri per visitare Gamle (Vecchia) Lærdalsøyri, un centro storico ben conservato, caratterizzato da numerosi edifici tradizionali in legno che risalgono al periodo tra il 1800 e l'inizio del 1900. Grazie alla sua posizione strategica lungo la storica Kongevegen (Strada del Re), Lærdalsøyri fu un importante porto commerciale e un centro di scambio vitale tra la Norvegia orientale e quella occidentale. La Kongevegen fu la prima strada costruita per permettere il transito di carri e cavalli tra la Norvegia orientale (Oslo/Christiania) e la Norvegia occidentale (Bergen), attraversando il passo montano del Filefjell. Fu completata nel 1793. So che pittoresco è un aggettivo un po’ abusato quando si descrivono queste tipologie di paesini, ma non saprei trovare un aggettivo che descriva meglio quello che abbiamo davanti agli occhi. Iniziamo dalla zona che potremmo definire una piccola darsena e poi continuiamo la passeggiata lungo Gamlegata e Oyragata (per buona parte pedonali). In giro non c’è anima viva e ci godiamo l’atmosfera rilassata e tranquilla. Gli edifici storici (in totale circa 170) sono adibiti sia ad abitazioni che a hotel, botteghe artigiane e ristoranti. Terminata la visita di Gamle Lærdalsøyri ci rimettiamo in marcia per una delle tappe che ci incuriosiscono di più: la chiesta in legno di Borgund. Intanto ecco qualche info dal Travelbook: La stavkirke di Borgund, costruita alla fine del XII secolo, è considerata un esempio eccezionale di architettura medievale norvegese e rappresenta il prototipo ideale di stavkirke. Nel tempo ha influenzato la progettazione e il restauro di altre chiese in legno, come la stavkirke di Fantoft a Bergen. Repliche della chiesa sono state costruite in vari luoghi, tra cui gli Stati Uniti -e figuriamoci!😂-, a Rapid City (Dakota del Sud), Lyme (Connecticut) e Washington Island (Wisconsin). Oggi non è più in uso come chiesa, ma funge da museo assieme al vicino centro visitatori che ospita mostre sulla storia e l'architettura delle chiese in legno norvegesi. Ingresso: 130 NOK (circa 11,50€) Dopo aver pagato il biglietto veniamo invitati ad andare prima alla chiesa (che dista qualche decina di metri) e poi, alla fine, a visitare il museo. Come per la maggior parte delle stavkirke, accanto alla chiesa c’è un piccolo cimitero che (quello di questa chiesa non è accessibile ai visitatori). altri appunti... L'edificio rosso è la Nye Kirkje, l'attuale chiesa parrocchiale del villaggio. Fu costruita nel 1868 perché la stavkirke medievale era diventata troppo piccola. La struttura in legno scuro in mezzo alle due chiese è il campanile. E' l'unico campanile a doghe autoportante (non collegato alla chiesa) rimasto in Norvegia. La struttura è basata su pali portanti (staver) e colonne, con una navata centrale rialzata e gallerie laterali. È costruita interamente in legno (principalmente pino), con le pareti formate da assi verticali (doghe) e originariamente senza l'uso di chiodi o raccordi in ferro. Il tipico colore marrone scuro e nero è dovuto all'utilizzo della pece che serve per l'impermeabilizzazione e la conservazione del legno. L'aspetto più riconoscibile è il suo tetto a gradoni e a più livelli e la presenza di teste di drago intagliate sulle creste del tetto (simili a quelle delle navi vichinghe), che avevano probabilmente funzione protettiva. L'interno è molto buio a causa delle poche e strette aperture, caratteristica che si ritiene aiutasse a prevenire l'ingresso degli spiriti maligni. All'interno effettivamente non si vede proprio nulla. Tengono aperta solo una minuscola porticina e non ci sono luci artificiali. Già è un miracolo non inciamparsi, figurarsi riuscire a vedere qualcosa della struttura. Per scoprire come sono gli interni, dobbiamo accontentarci di guardare le foto che facciamo con il cellulare che spara gli ISO oltre i 1200. Questo ci delude un po’ perché, capisco voler tutelare e conservare gli interni, ma anche far pagare un biglietto per non vedere nulla mi sembra un po’ una fregatura. Quindi considerate che, se non volete entrare dentro la chiesa, potete arrivarci a pochissimi metri senza pagare nulla. Arriviamo anche davanti alla Nye Kirke che purtroppo troviamo chiusa. Ritorniamo al centro visitatori e scopriamo che l’esposizione si limita a pochi reperti provenienti da alcuni scavi e a qualche informazione sulle tecniche costruttive delle stavkirke. La nostra prossima tappa è la strada panoramica Tindevegen e mi ero segnata due diversi percorsi per raggiungerla: tornare a Lærdalsøyri e poi costeggiare il Sognefjord oppure proseguire verso est e percorrere la strada che porterebbe a costeggiare il lago di Tyin. Propendiamo per la prima opzione ma, mentre per arrivare qui abbiamo percorso la statale E16, per tornare a Lærdalsøyri scegliamo la 630, che è un tratto della “Historisk Rute Kongevegen”. La strada in alcuni tratti segue il corso del torrente Lærdalselvi. Lungo il percorso ci sono diversi cartelli che segnalano view point e sentieri. Noi facciamo una sosta a Sjurhaugfossen dove il Lærdalselvi scorre in una stretta gola. Poco dopo questa fermata troviamo uno svincolo che ci riporta sulla E16 ed in pochi minuti ci lasciamo alle spalle Lærdalsøyri e viaggiamo con il Sognefjord (nello specifico il suo braccio Årdalsfjord) sulla nostra sinistra. Il meteo ci è amico e, quando sbuca il sole, vediamo finalmente l’acqua di un colore che non sia il grigio scuro. Facciamo qualche fermata per fare un po’ di foto e finiamo in un’ area di sosta molto carina, proprio in riva al fiordo. Peccato non avere pensato ad un pranzo al sacco. Fare un pic-nic qui sarebbe stato molto bello. Pranziamo invece nell’ennesima bakery (Tya Bakery a Øvre Årdal). Io prendo un piatto con 3 mini hamburger con farciture diverse e patate dolci fritte che sono una delle cose che ho apprezzato di più della cucina norvegese...e questo la dice lunga 😬. A pancia piena proseguiamo per la Scenic Route Tindevegen che comincia proprio dal paese di Øvre Årdal. La Tindevegen è una spettacolare strada montana di 32 km che collega Øvre Årdal a Turtagrø, attraversando la regione dello Jotunheimen, una delle aree montuose più imponenti del paese. E' aperta solo in estate (tra maggio e ottobre) ed è l’unica scenic route dove abbiamo pagato un pedaggio. Costa 120 NOK - poco più di 10€ - e la postazione di pagamento si trova nel bel mezzo del percorso; non preoccupatevi se non vedete il casello quando la imboccate. Il casello è automatizzato e abbiamo potuto pagare con la carta di credito dopo aver inserito la targa dell’auto. Percorrendo la strada da sud, nel primo tratto non ci sono tantissime piazzole dove fermarsi con l’auto e ci dobbiamo accontentare di guardare il panorama dal finestrino....e che panorama 🥰 Nella seconda parte invece incontriamo qualche spiazzo adibito a parcheggio e riusciamo anche a fare qualche passeggiata circondati da questa meraviglia. Le montagne sono così imponenti che fa strano pensare che siamo solo a poco più di 1300 mt di altezza. Quando passiamo davanti all’Hotel Turtagrø (un altro hotel storico con alcune parti che risalgono al 1888) decidiamo di fermarci per bere un caffè caldo; le passeggiate ci hanno quasi ibernato nonostante fossimo vestiti con parecchi strati. Qui a Turtagrø la Tindevegen incrocia un’altra Scenic Route, la Sognefjellsvegen che noi imbocchiamo per proseguire il nostro itinerario verso nord. La Sognefjellsvegen è una delle 18 Strade Turistiche Nazionali della Norvegia e attraversa il valico montano più alto dell’Europa settentrionale, raggiungendo i 1.434 metri di altitudine. Collega i villaggi di Lom e Gaupne, sempre nella regione dello Jotunheimen. E' lunga 110 km e il panorama spazia dai ghiacciai ai laghi glaciali e a vette di oltre 2.000 metri. Su questa strada ci sono molte possibilità di soste; ne avevo segnate una decina sul Travelbook, ma ne facciamo qualcuna in più perchè è davvero un percorso bellissimo. I panorami che si susseguono sono sempre più belli e maestosi anche se il meteo è in costante peggioramento e sembra quasi tutto in bianco e nero. Dalla Mefjelle Rasteplass la vista spazia sul ghiacciaio Fanaråken e sule vette circostanti...almeno per la parte non inghiottita dalle nuvole. Vi consiglio sicuramente una sosta allo Sognefjellshytta, un rifugio situato a circa 1.400 metri di altitudine con viste sui ghiacciai dello Jotunheimen. Una breve passeggiata su alcune passerelle porta proprio di fronte ad un ghiacciaio. Peccato davvero per il cielo grigio ed il freddo che ci fanno desistere dal continuare la passeggiata. Entrate anche a dare un’occhiata al rifugio; la sua struttura in legno è davvero particolare. Continuiamo su questa bellissima strada che ora inizia a scendere verso valle, cambiando nuovamente paesaggio. I laghetti iniziano ad essere più grandi e ci sono tante cascate che scendono dalle pareti delle montagne. Dalla piazzola Vegaskjelet si raggiunge una piattaforma posizionata più in alto delle cime degli alberi e che permette di ammirare la meravigliosa vallata. L’ultima fermata è per vedere la Wilhelm Rasmussen Sagasøyla Statue, nota anche come “The Saga Column”. E’ una colonna monumentale alta 34 metri situata presso l’hotel Elveseter a Leirdalen. Fu progettata dallo scultore norvegese Wilhelm Rasmussen negli anni ’20 come monumento nazionale da collocare davanti al Parlamento norvegese a Oslo per celebrare la Costituzione del 1814. La costruzione del monumento si fermò allo scoppio della Seconda guerra mondiale. Il progetto fu accantonato per decenni a causa della controversia legata al passato politico del suo autore, coinvolto col partito filo-nazista durante l’occupazione tedesca. Solo nel 1992 fu infine completata e posizionata dove si trova tutt’oggi, su iniziativa della comunità locale. La colonna è decorata con sculture e rilievi che narrano la storia della Norvegia, dalla battaglia di Hafrsfjord alla nascita della nazione moderna. In cima si trova una statua equestre di Harald Hårfagre (Harald Bellachioma), il re che unificò la Norvegia. Ai piedi del monumento si trova la rappresentazione della “King’s reef” e lungo tutta la colonna compaiono personaggi ed episodi delle saghe norvegesi. Diamo anche una veloce occhiata alla tenuta agricola Elveseter che ospita turisti fin dal 1880; da allora è stata ristrutturata e trasformata in hotel. La casa più antica, Midgard, risale al 1640. Sembra davvero un gran bel posto dove fermarsi qualche giorno. La Sognefjellet termina a Lom dove avrei voluto fermarmi almeno per vedere la chiesa in legno, ma ormai è chiusa. Tutte le soste panoramiche ci hanno fatto fare accumulare un po’ di ritardo sulla tabella di marcia e mancano ancora 40 km per arrivare all’hotel prenotato per stanotte. Oggi è stata una giornata molto lunga, ma sono sicura che dormire in questa meraviglia sarà molto riposante. Le origini del Pollfoss hotel risalgono al 1889, quando Christian A. Hjeltar installò qui due capanne per offrire riposo ai viaggiatori e ai loro cavalli. In seguito alla realizzazione della strada che attraversa la regione montuosa dello Strynefjellet, le due capanne vennero trasformate in un vero e proprio hotel. Ecco un po’ di foto degli interni; sembrava di essere in una casetta delle fiabe. Immagino la meraviglia che deve essere adesso con le decorazioni natalizie e la neve fuori. Facciamo check-in e raggiungiamo la nostra stanza tramite una minuscola scala in legno. Purtroppo la camera è un po' una delusione; è piccolissima e vetusta, idem il bagno. Questo stona con la cura con cui sono tenute le parti comuni. Immagino siano nel mezzo di una ristrutturazione, perchè le camere che sono nelle foto su internet non c'entrano proprio nulla con quella che avevamo noi. Inoltre avevo prenotato una camera con vista montagne, ma in realtà la vista era su un lastrico solare con tanto di parabole della tv e, mooolto in lontananza, le montagne. 😒 In ogni caso, se mai dovessi ripassare da queste parti, credo che sceglierei di nuovo questo hotel. Visto che le recensioni del ristorante sono buone, ho programmato di cenare qui. Verso le otto scendiamo e ci accomodiamo nella bella sala da pranzo, tutta in legno e con grandi finestre che danno sul bosco. Il menù è piuttosto striminzito. Scegliamo due piatti unici; mio marito salmone e verdure e io spezzatino di renna e verdure. Aggiungiamo acqua, due calici di vino e 1 dolce che dividiamo. Totale 97€... che può non sembrare tantissimo data la location ed il fatto che siamo pur sempre nella cara Norvegia, ma i due piatti unici erano veramente minuscoli. Nel mio c’erano 5 / 6 bocconcini di renna, 4 piccole patate al forno e un rametto di broccolo stufato. Quelle quantità da noi si usano come antipasto. 👎 Hotel Pollfoss Molto comodo per fermarsi lungo la strada che porta a Geiranger ed è al limitare di un bel bosco e vicinissimo ad alcune cascate. Proprio dall'hotel partono alcuni sentieri. Sicuramente un posto dover poter stare anche due giorni senza annoiarsi. Sono disponibili anche sauna e jacuzzi all'aperto con vista fiume, ma non abbiamo avuto tempo di sfruttarle. Mountain view room con colazione € 152
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[COMPLETO] I Panda alla conquista della Perfida Albione - Agosto 2025
Monica405 ha risposto a pandathegreat nella discussione Diari di viaggio e live
Bellissimo viaggio e bellissimo diario, come ci avete ben abituati. 👏 Anch'io sono rimasta stregata dall'Inghilterra; sicuramente uno dei luoghi che più ha superato le mie aspettative. E' davvero splendida e piena piena piena di cose interessanti. -
Islanda OTR 2025 Dove nasce l'arcobaleno
Monica405 ha risposto a Marty74 nella discussione Diari di viaggio e live
Oggi direi giornata proprio fenomenale (ginocchio a parte 🙁). Meteo meraviglioso e posti fantastici, soprattutto Selfoss. -
Norvegia 2025: ed alla FINE fu il sole!
Monica405 ha risposto a acfraine nella discussione Diari di viaggio e live
Bello Stegastein in solitudine, soprattutto anche per la strada senza ingorghi. Dai almeno in questa giornata la pioggia è arrivata solo quando eravate già in campeggio. Al Nesset Fjordcamping ci siamo stati, vero @mirko73 ? 😂 Abbiamo fatto l'aperitivo del nostro mini raduno UOTR norvegese e che ci siamo ci siamo miseramente di scordati di immortalare! Per fortuna @acfraine hai fotografato tu la panchina sulla quale eravamo seduti 😆 -
Islanda OTR 2025 Dove nasce l'arcobaleno
Monica405 ha risposto a Marty74 nella discussione Diari di viaggio e live
Che belle le balene viste così da vicino 😍 Sono nella mia wish list assieme all'aurora boreale. L'Islanda sarebbe la meta perfetta, chissà, prima o poi... -
Bellissima giornata, il canyon è davvero bellissimo.
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che meraviglia le mongolfiere in volo 😍
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Norvegia 2025: ed alla FINE fu il sole!
Monica405 ha risposto a acfraine nella discussione Diari di viaggio e live
Bellissima la Stalheimsfossen. La Skjervfossen era decisa mente più carica d'acqua quando l'avete vista voi. Del Museo della Ferrovia di Flåm invece ne ignoravo l'esistenza. Peccato l'avrei visitato volentieri. Mi ero documentata molto poco su Flåm e Gudvangen proprio perchè prevedevo che saremmo voluti fuggire dal caos il prima possibile. per un attimo ho pensato che fossero il condimento delle pizze surgelate norvegesi 😂 -
assolutamente, è stato un on the road meraviglioso. Non posso che consigliarlo senza nessun dubbio. fortunatamente basta fare qualche chilometro e si torna nella tranquillità più assoluta. E' un aspetto che mi ha fatto amare ancora di più la Norvegia. io invece non ci avevo proprio pensato a questa possibilità . Credo che comunque sarebbe piuttosto disagevole per un "due zampe" raggiungere la zona davanti alla finestra dall'esterno perchè dovrebbe stare con i piedi a mollo nel torrente. Oppure potrei pensare che i norvegesi siano stati tanto previdenti ed efficienti da installare un vetro a specchio...toccherà tornare per verificare. Qualcuno viene con me? Uno dovrà stare dentro e l'altro fuori anche qui! 😃 a noi è successo al view point di Flydalsjuvet, pareva di essere al supermercato il 24 di dicembre. 🥴
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[FOTODIARIO] Canada occidentale 2024 (con una capatina nel Montana)
Monica405 ha risposto a mirko73 nella discussione Diari di viaggio e live
Che spettacolo i prati in fiore a Trophy Mountain Meadows. -
Giorno 4: Norwegian Natur Center, Skjervfossen, Tvindefossen, Flåm, Aurlandsfjellet/Aurlandsvegen Quello che vediamo dalla finestra quando ci svegliamo sembra promettere bene, c'è addirittura dell'azzurro... Speranzosi, ci fiondiamo nella grande e luminosa sala pranzo dell’hotel dove facciamo un'ottima colazione...sempre con vista. Torniamo in camera per sistemare le valigie e preparaci al check-out e, quando guardiamo nuovamente fuori dalla finestra, la situazione fuori è leggermente peggiorata… 😩 Decisamente meno entusiasti di quando ci siamo svegliati, facciamo check-out e carichiamo le valigie in macchina. Prima di lasciare l'hotel curiosiamo un po' nelle zone comuni. Questo hotel è veramente bellissimo. Dovrete credermi sulla parola, perché alla fine ho meno foto di quanto pensassi. 🤭 Prima di lasciare Vøringsfossen facciamo comunque un giro sulle passerelle più vicine all’hotel. In giro c’è ancora meno gente di ieri e l’atmosfera è surreale. La visibilità è di pochissimi metri; intravedere la cascata è impossibile, ma sentiamo comunque il fragore dell’acqua. Sotto, un esemplare di marito che va verso l'ignoto della nebbia norvegese... Abbandonata definitivamente la speranza di rivedere la cascata, facciamo una breve visita al souvenir shop e poi ce ne andiamo. Per quanto il meteo non sia stato molto clemente, Vøringsfossen è uno dei posti che mi è rimasto di più nel cuore. Il primo pezzo di strada per ridiscendere verso Eifjord lo facciamo a passo di lumaca immersi nella nebbia, poi per fortuna la situazione migliora e la nebbia rimane sopra di noi. Dato il meteo orrendo, decidiamo di recuperare la visita al Norsk Natursenter Hardanger che avevamo saltato ieri per correre alle cascate. Quando vedo le caprette che brucano l’erba sul tetto, decido che questa scena vale il prezzo del viaggio (pure quello del noleggio auto 😂). Ma veniamo al museo…Sul Travelbook mi ero appuntata: Il Norsk Natursenter Hardanger è un moderno centro espositivo dedicato alla natura, al clima e all'ambiente della Norvegia. Distribuito su tre piani, offre mostre interattive che esplorano la storia naturale del paese, con particolare attenzione all'altopiano dell'Hardangervidda. Ci sono diverse esposizioni interattive sulla fauna e flora locali, geologia e cambiamenti climatici, con acquari che ospitano specie autoctone come la trota di montagna. Funge anche da visitor center per il Parco Nazionale Hardangervidda. Il pezzo forte del museo è il Film "Norge mitt land – Fjord, fjell, foss og Hardangervidda": un'esperienza cinematografica che conduce gli spettatori attraverso spettacolari paesaggi norvegesi, mostrando fiordi, montagne e cascate. Il film è davvero bello: su un grande schermo panoramico si vedono i paesaggi tipici di questa zona che cambiano da una stagione all’altra. Alcune scene girate con i droni sono molto coinvolgenti e sembra di precipitare lungo il salto delle cascate. Orari 10-18 / Biglietto Adulto 180 NOK (poco più di 15 €) 15 € non sono pochissimi per quello che offre, ma in caso di maltempo mi sento di consigliarlo. Di fronte, nell'edificio con le caprette sul tetto, c’è un bar/ristorante ed un grande gift shop dove abbiamo trovato oggetti anche un po’ più originali e diversi dai soliti souvenir. Dopo gli acquisti proseguiamo fino al piccolo centro di Eidfjord dove pranziamo in una bakery (Fjord & Mountain cafe and Kremmeri). Parliamo delle bakery (o bakeri...l'abbiamo trovato scritto in entrambi i modi) Durante tutto il viaggio (tranne nelle città) le bakery sono state l’unica forma di “pseudo ristorante” che abbiamo incontrato. Per me, che ho dovuto escludere tutti i piatti a base di pesce, è stato un viaggio piuttosto noioso dal punto di vista culinario (liquirizie e colazioni a parte 😋). La bakery di Eidfjord ha fortunatamente un menù abbastanza vario, anche se del pranzo di oggi ricorderò soprattutto l’ottima torta di mele servita calda. Il vantaggio di mangiare nelle bakery è che i dolci sono sempre buoni e c’è tanta scelta. Dopo pranzo ripassiamo dal tunnel/ponte/tunnel di ieri e arriviamo fino alla cascata Skjervefossen. Questa cascata si sviluppa su due livelli, con una caduta totale di 150 metri. Arrivandoci da Eidfjord ce la ritroviamo proprio lungo la strada alla nostra destra; purtroppo non troviamo posto per accostare o parcheggiare in sicurezza. Salendo un altro paio di tornanti raggiungiamo il comodo parcheggio che si trova in cima alla cascata. Da lì partono un paio di sentieri che portano a diversi punti panoramici; un sentiero credo porti fino alla base della cascata, ma noi ci accontentiamo di vederla da sopra perchè si è alzato un vento fortissimo e fa un gran freddo; inoltre parte del sentiero è molto scivoloso. Diamo anche una sbirciatina ai bagni del parcheggio. No, non abbiamo strani fetish…è che questi bagni sono famosi perchè una parte della costruzione è sospesa sul torrente. Una piccola vetrata (un pezzo anche a pavimento) permette di ammirare il panorama anche in quei momenti privati. Vi immaginate la scena se qualche animale si affacciasse e vi osservasse mentre fate pipì?!? Continuereste a fare pipì o iniziereste a fare foto?!?! Dai siate sinceri!! 😆 Incrociando le dita perchè il meteo ci assista, proseguiamo verso un’altra cascata: la Tvindefossen. Si sviluppa su più livelli, con una caduta totale che supera i 100 metri. L'acqua si disperde a ventaglio creando un effetto molto scenografico. Questa è proprio tanto bella, probabilmente la mia preferita tra quelle che vedremo durante questo viaggio. Mio marito mi deve trascinare via a forza perchè mi fermo in continuazione a fare foto e ad osservare ogni salto d'acqua. Manca giusto il cielo azzurro, ma come ho promesso un paio di post fa... lungi da me lamentarmi troppo per il meteo. 😁 Raggiungerla è facilissimo; dal parcheggio un breve sentiero asfaltato conduce ai piedi della cascata. Nel parcheggio ci sono negozi di souvenir e i servizi. Aspettatevi pullman e folle. 😩 Proseguiamo verso Gudvangen e, lungo il percorso, deviamo leggermente per raggiungere il punto panoramico vicino allo Stalheim Hotel. Da qui c'è una vista spettacolare sulla valle del Nærøydalen, circondata da montagne imponenti e prati verde evidenziatore. Ed è uscito anche un po' di sole. Torniamo sulla strada principale che, da questo punto in poi, prosegue per alcuni chilometri tra montagne punteggiate da tantissime cascate. Una meraviglia per gli occhi. Non c'è posto per fermarsi e faccio ottomila foto dall’auto in movimento. Mi sento come una bambina in un negozio di giocattoli, non so più dove guardare. Quando avvisto una cascata lassù in alto con l'acqua che, anziché scendere, va verso l'alto perché sospinta dal vento inizio ad emettere anche gridolini di giubilo. Mio marito mi guarda stranito, come a dire "sì, ma stai calma" ed io ridendo gli dico "in questo momento sono molto entusiasta del mondo, sopportami e guida!" 😜 Oggi era uno dei due giorni dove avremmo potuto fare una tratta fatta con il traghetto. Sarebbe stata la tratta Gudvangen->Kaupanger e poi avremmo proseguito con un giro leggermente diverso per arrivare comunque a percorrere la Snøvegen (Strada delle Nevi). Decidiamo di continuare con il giro via terra quindi arrivati a Gudvangen la salutiamo amichevolmente dal finestrino e proseguiamo verso Flåm. Info: il traghetto sarebbe costato circa 250€ per 2 ore e mezza di navigazione. A Flåm, dove arriva la famosa ferrovia storica Flåmsbana, ci fermiamo giusto per una sosta bagno e un caffè. Decisamente molto turistica e troppo affollata. Proseguiamo lungo la costa dell’Aurlandsfjord che, insieme al vicino Nærøyfjord, è stato inserito nel Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO nel 2005, riconosciuto per la sua bellezza unica e il suo valore ecologico. All’altezza di Aurland ci ritroviamo imbottigliati nel traffico per accedere alla Scenic Route Aurlandsfjellet. I primi tornanti fino a Stegastein sono un incubo. Tra i pulmini delle agenzie turistiche, i camper e chi non ha la minima idea di come si guidi in montagna sulle strade strette, è un delirio. In diversi momenti alcune persone sono dovute scendere per dirigere il traffico. Arrivati a Stegastein il karma ci sorride e intercettiamo una macchina che sta uscendo dall'affollatissimo parcheggio proprio mentre arriviamo. Se non si trova posto in questo parcheggio si può continuare e parcheggiare lungo la strada. Quando siamo ripartiti abbiamo visto auto parcheggiate veramente lontanissimo. Un altro po’ di info, sempre dal Travelbook: L’Aurlandsfjellet è un altopiano montuoso situato tra Aurland e Lærdal, attraversato da una delle 18 strade panoramiche nazionali della Norvegia. La strada, conosciuta anche come "Snøvegen" (la strada della neve), si estende per circa 47 km e offre panorami mozzafiato tra montagne, laghi glaciali e paesaggi lunari. Altitudine: oltre 1.300 metri sul livello del mare. Apertura: solo nei mesi estivi (tipicamente da giugno a ottobre), poiché d’inverno è coperta da neve. Paesaggi contrastanti: si passa dal verde dei fiordi alla tundra alpina, con neve presente anche in piena estate. La nostra prima sosta è il Belvedere di Stegastein, una piattaforma panoramica sospesa sul fiordo di Aurland a 650 metri di altezza. Questa struttura ha vinto diversi premi di architettura ed è stata progettata per dare l’illusione di fluttuare sopra al fiordo. In fondo alla piattaforma, infatti, la struttura in legno lascia il posto ad un parapetto in vetro trasparente. E proprio in fondo alla piattaforma si accalca tutta la gente; io che sono piccoletta devo difendermi come posso per non essere calpestata. La provenienza degli avventori più maleducati non la devo certo svelare a voi. Il panorama sicuramente merita nonostante la pessima luce; si passa dal cielo nuvoloso ai fasci di luce accecante che bucano le nuvole. Con nostra immensa gioia scopriamo che, dopo aver visto Stegastein, il 99% dei visitatori se ne torna a valle. Continuando sulla Scenic Route verso nord non incontriamo anima viva…o meglio…in realtà qualche altro essere vivente c’è, per quanto non ci degni nemmeno di uno sguardo! Percorriamo qualche chilometro di affascinante nulla in mezzo a prati verdi. Salendo ancora il paesaggio muta; la vegetazione diventa più scura e decine di laghetti spuntano intorno a noi. Facciamo diverse soste nelle numerose piazzole che troviamo ai lati della strada e comunque, dato il traffico inesistente, potremmo anche lasciare l’auto in mezzo alla strada. Unico problema…ci sono 8 gradi e il forte vento ce ne fa percepire meno 40. Man mano proseguiamo, la vegetazione lascia spazio alla roccia e compare anche la neve!!! Come si fa a resistere?!? Devo andare a camminarci sopra!! Non mi viene in mente un modo migliore di festeggiare il nostro Ferragosto norvegese! Quando esce il sole i colori cambiano ed il mondo attorno a noi torna ad essere in HDR. 😍 Adesso si ragiona! Questi sono i paesaggi che sognavo di vedere. Quando avvisto questi fiori penso subito ai nostri "soffioni". Chiamate anche voi così i fiori del tarassaco o è una cosa della mia zona? In ogni caso, guardandoli, penso che mi ricordano i i capelli dei Trolls e degli gnometti natalizi. Avranno preso ispirazione da queste piante?!? Anche il muschio è bellissimo, di un verde brillante e tanto fuffettoso. Quando la strada inizia a scendere verso Lærdal compare qualche edificio. Con gli occhi ancora pieni di meraviglia arriviamo a Lærdal, situato proprio all'inizio del Lærdalsfjorden, un ramo interno del Sognefjord. Facciamo check-in nel campeggio Lærdal Ferie- og Fritidspark dove ho prenotato un appartamento. Oggi è stata una giornata lunga e, dopo aver fatto la spesa, ci facciamo una bella doccia calda e ceniamo davanti alla piccola finestra del cucinotto osservando le attività dei campeggiatori che si preparano per la notte. Nell'aria c’è una meravigliosa sensazione di pace. Campeggio Lærdal Ferie- og Fritidspark. Appartamento con angolo cottura e biancheria inclusa, solo pernottamento € 144 Una buona soluzione rispetto ai pochi e molto cari hotel di questa zona. L'appartamento era un po' vecchiotto, ma pulito e con tutto il necessario per cucinare e ripulire prima di ripartire. Il campeggio è molto carino, proprio in riva al fiordo. Oltre alla spiaggia ci sono diverse aree giochi per bambini. All'interno è presente anche un ristorante; le cui recensioni però non sono molto positive.
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Campeggio senza nessun servizio ne ho fatto in gioventù e penso che potrei cavarmela per 2/3 giorni, ma mi manca sicuramente la preparazione fisica 😆 Con l'età poi dubbi e ansie aumentano. La cosa che mi terrorizzerebbe sarebbe passare la notte senza nessun altro essere umano nelle vicinanze, anche se suppongo che siano zone piuttosto frequentate quando aperte per gli escursionisti. Immagino che, tra l'altro, non ci sia nessun segnale dei cellulari, giusto?
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Dormire in fondo al canyon dev'essere veramente un'esperienza stupenda. Caldo a parte, avete trovato un tempo splendido. I colori del canyon sotto al cielo azzurro e le nuvolette bianche...
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Grazie per il diario. Comunque io, ogni volta che leggo di treni negli USA, penso a Sheldon Cooper! 😂
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E' molto diffusa nei paesi scandinavi. Nei supermercati ne ho trovate veramente di mille tipi e con aromi diversi. Ho provato anche queste (che sono finlandesi). Liquirizia salata e pepe piccante...ero titubante ma sono veramente buone e non piccanti come farebbero pensare le tre 🔥. devo ammettere che davanti agli scaffali degli yogurt e delle tavolette di cioccolata mi incanto per ore anche qui a casa 😂 Lo capisco, però noi ad esempio abbiamo preso molta più pioggia in Irlanda che in Norvegia quindi magari andrebbe meglio anche a voi. Oppure puoi portarlo un'estate in Texas e vedrai che per l'anno dopo te lo chiederà lui di andare al fresco 😁 diciamo che dopo aver letto della vostra esperienza e sentito i racconti di Mirko73, mi sembrerebbe immorale lamentarmi troppo del meteo che abbiamo trovato. 🤭 beh però i paesaggi sono leggermente diversi 😂
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Giorno 3: Hardangerfjord, Hardangervidda, Fossen Bratte, Steinsdalsfossen, Vøringfossen Oggi si comincia con l’on the road e con le prime meraviglie naturali. La prima fermata ovviamente è un supermercato, perchè è pur sempre un on the road, anche se non in terra americana. Scegliamo insalata e formaggio per la cena di stasera e facciamo scorta snack, frutta e bevande. Io do ufficialmente inizio alla mia missione principale della vacanza: provare tutte le marche e le varianti di liquirizia salata; la adoro e qui ce n’è davvero una varietà infinita. Quella al lampone sarà la mia preferita. Sì, potete insultarmi. 😆 Come sempre mi incanto e perdo tempo a guardare tutto ciò di uguale e diverso che popola i supermercati all’estero mentre il consorte mi segue scuotendo la testa e blaterando cose del tipo “guarda che lo yogurt c’è anche in Italia”... Io mi premuro pure di rispondergli: "Sì, ma mica questo yogurt!! E non abbiamo nemmeno il Philadelphia al caramello salato e nemmeno la birra analcolica al mango!" (che tra l’altro è buonissima!) A volte penso che non sappia proprio godersi la vita 😂 Visto che stamattina abbiamo fatto colazione in camera con giusto due biscotti e un caffè, imposto sul navigatore la Hjelle Bakeri che dovrebbe essere proprio sulla strada che ci porterà verso la regione di Hardanger. D'altronde, dopo tanti on the road, ho imparato che tenere lo stomaco del marito-autista pieno è importante quanto tenere il serbatoio dell'auto sempre almeno a metà. La Bakeri di Trengereid è un luogo perfetto per una sosta: oltre al panificio/pasticceria, c’è molto parcheggio, ci sono i bagni e, in caso abbiate un veicolo elettrico, ci sono un sacco di colonnine di ricarica. Inoltre, potete mangiarvi il vostro cinnamon bun con questo panorama davanti agli occhi 😍 La prossima tappa coincide con la prima cascata del viaggio: la Fossen Bratte. C'è un parcheggio dedicato lungo la strada principale e si arriva alla base della cascata con un breve sentiero sterrato. Questa cascata è formata dal fiume Eikedalselva che precipita per 79 metri in un unico salto. Il primo impatto con la natura norvegese non potrebbe andare meglio; c’è il sole, c’è pochissima gente e la cascata ci sembra molto bella….anche se alla fine sarà una delle meno spettacolari che vedremo. Seconda tappa e seconda cascata: la Steinsdalsfossen, una delle più note. La cascata è alta circa 50 metri ed un sentiero pavimentato permette di arrivare a camminare fino dietro al velo d'acqua. Si raggiunge in 5 minuti dal parcheggio dedicato. Nel parcheggio ci sono anche un visitor center e i servizi igienici. Poco più avanti ci sono un negozio di souvenir ed un bar. La casetta rossa, il ponticello, la cascata sullo sfondo...😍 Già lungo il sentiero dal parcheggio ci sembra di essere dentro ad una cartolina. Percorriamo poi il breve tragitto che ci porta fin dietro alla cascata. Lasciandoci alle spalle la cascata, continuiamo costeggiando l’Hardangerfjord che è il secondo fiordo più lungo della Norvegia (e il quarto al mondo); si estende per circa 179 km. Stiamo percorrendo un tratto della Scenic Route Hardanger. Arrivati nella cittadina di Granvin facciamo una breve sosta in un parchetto in riva al fiordo. Purtroppo il cielo si è rannuvolato e l’acqua appare più grigia che azzurra. Iniziamo così la lunga serie di fiordi che chiameremo affettuosamente 😡 "in bianco e nero". Niente a che vedere con le immagini di acque blu e verde intensi che siamo abituati ad associare ai fiordi. Proseguendo facciamo il nostro primo incontro con la combo tunnel/ponte/tunnel che incontreremo diverse volte. Qui nei tunnel ci sono addirittura le rotatorie 😬 Il ponte si chiama (con molta fantasia) Hardangerbrua. E’ stato costruito per sostituire l’attraversamento del fiordo con i traghetti ed è il più lungo ponte sospeso della Norvegia. (1380 metri di lunghezza totale) L'altezza massima del ponte è di 55 metri mentre le torri raggiungono i 200 metri sopra il livello del mare. Dopo averlo percorso imbocchiamo il tunnel e ci dirigiamo verso il viewpoint sul ponte (Eidsfjordveien 571, 5783 Kinsarvik). Troviamo il parcheggio pieno di pullman che scaricano orde di gente che si accalca per fare le foto. Oltre ai crocieristi, il posto pullula anche di fastidiose formiche volanti che, come dei mini kamikaze, ci si spiaccicano sulla faccia. Giusto il tempo di fare un paio di foto e scappiamo. Arriviamo al paesino di Eidfjord dove, in teoria, era prevista la visita del Norsk Natursenter Hardanger, ma, visto che anch’io come Acfraine ho sempre un occhio fisso sull’app meteo YR, decido di tirare dritto verso la cascata Vøringfossen. Questa notte dormiremo proprio nell’hotel che sovrasta le cascate e avevo programmato di visitarle domani, ma quello che vedo su YR mi convince che sia meglio anticipare ad oggi. Da Eifjord parte un’altra Scenic Route, la Hargangervidda che noi però percorriamo solo per il breve tratto che ci porta a Vøringfossen. La parte più spettacolare della strada inizia qualche chilometro dopo, quando attraversa l'Hardangervidda, il più vasto altopiano montuoso d'Europa (circa 8.600 chilometri quadrati). Dopo qualche tornante e qualche tunnel arriviamo davanti al bellissimo Fossli Hotel. Da quando l’ho visto, durante la programmazione, ho voluto assolutamente dormire qui. Il Fossli Hotel risale al 1891 ed il design è opera del rinomato architetto norvegese Konow Lund. Secondo me è bellissimo con il suo colore rosso che spicca in mezzo al verde. Facciamo check-in e portiamo le valigie in camera. La vista dal nostro terrazzino non è affatto male…davanti a noi si apre la valle di Måbødalen. Stasera invece ceneremo davanti a questa finestra 😍 Dopo pochi minuti siamo già di nuovo fuori, voglio vedere bene la cascata prima che venga a piovere e già adesso la luce è molto calata. Le guide dicono che Vøringsfossen sia la cascata più iconica della Norvegia. Io so solo che qui ci avrei trascorso molto volentieri almeno una settimana. La cascata è sicuramente molto scenografica, ma anche tutto l’ambiente che la circonda è una vera meraviglia. Sono passate le 17 e i crocieristi se ne sono già andati, c’è poca gente, si sente solo il rumore dello scroscio dell’acqua e l’aria è permeata dal profumo del bosco. La cascata principale si può ammirare da diversi punti. Dalla terrazza panoramica che si trova davanti all’hotel la vista spazia, oltre che su una parte della Vøringsfossen, anche sulla vallata e su un’altra cascata che si trova sul lato opposto. Non sono molto soddisfatta delle foto, ma spero si riesca comunque a intuire quanto sia bello questo posto. Caratteristiche della cascata: Altezza totale: 182 m; caduta libera principale di 145 m, con cinque salti complessivi. Terza cascata più alta del Paese in termini di salto verticale. Portata d’acqua media: circa 12 m3/s in estate, garantita dal regolamento idrico. Dalla terrazza si dipanano diversi sentieri e passerelle che permettono di accedere ad altri viewpoint; alcuni sono delle piattaforme sospese nel vuoto. Un sentiero poco simpatico da fare in salita con le pietre bagnate dalla pioggia. Per fortuna c'era la ringhiera. Nel 2020 è stato inaugurato un ponte a gradini (99 gradini, 47m di lunghezza) che collega i due lati del canyon ad un’altezza di circa 50 metri. Dal ponte le viste sono meravigliose. E’ tutto talmente bello che convinco facilmente mio marito a percorrerlo anche se soffre un po’ di vertigini. Raggiungiamo una alla volta tutte le piattaforme panoramiche mentre il tempo peggiora e si alza un po’ di vento. Quando inizia anche a piovere, a malincuore mi convinco a rientrare. Domani mattina ci renderemo conto di quanto abbiamo fatto bene ad anticipare la visita delle cascate a oggi. Per chi cammina più di noi: oltre ai sentieri che si snodano attorno all’Hotel Fossli ce ne sono altri che portano alla base della cascata oppure che partono direttamente dal fondo della valle. Rientriamo in hotel e ci facciamo una bella doccia calda. La nostra camera è piccolina e confortevole. Prepariamo il tavolo per cenare con vista sulla vallata, ma purtroppo la pioggia battente non ce lo permetterà. Hotel: Fossli Hotel Dormire qui è stata un'ottima scelta, se il meteo fosse stato più clemente avremmo potuto fare una bella passeggiata serale e magari, chissà, vedere anche un bel cielo stellato. Volendo si può cenare al ristorante interno. Matrimoniale Standard con vista e Colazione inclusa -> € 178
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Norvegia 2025: ed alla FINE fu il sole!
Monica405 ha risposto a acfraine nella discussione Diari di viaggio e live
Bellissimo il panorama dalla Fløibanen, mi sono pentita di non essere salita, ma il tempo è sempre così poco… questo me lo sono perso, non l'avevo trovato durante la programmazione. Peccato sembra proprio bello. ho fatto la stessa scelta per Vøringfossen e meno male! Il primo giorno abbiamo trovato un meteo simile a quello che avete trovato voi, invece la mattina successiva c'era una nebbia tremenda. In ogni caso, uno dei posti più magici che abbiamo visto durante il viaggio. -
Bellissimo il cartello dello Utah con il dinosauro 😍
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...che amarezza 😩 Che bella Washington e che temperatura meravigliosa. Noi siamo rimasti fregati entrambe le volte dal caldo allucinante. Devo dire che i prezzi dell'Hard Rock sono sempre molto economici 😨
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sì, meno male. Considerando che mio marito attira qualsiasi tipo di insetto, credo che purtroppo l'Australia non ci vedrà mai 😂 Per i midges sto già cominciando a prepararlo psicologicamente...ma d'altronde la Scozia è soprattutto un suo desiderio quindi se lo farà andare bene. 🤭 Ma il repellente non conta proprio nulla? sia per la città che per gli hot dog! 😁 L'ultimo giorno abbiamo visto un'altra parte di Bergen altrettanto bella. Merita davvero.
