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dariuz

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  1. @al3cs ha sempre piacere di affrontare la questione...
  2. Cari utenti, ho il piacere di informarvi che il nostro forum è stato il soggetto di una puntata del podcast "USA on the road - viaggi negli States", realizzato dalla nota travel writer Simona Sacri @SimoSacri. Simona è una travel writer ed una delle voci più autorevoli del turismo negli Stati Uniti. Da anni collabora con Visit USA Italia, contribuendo a raccontare le infinite sfaccettature del territorio americano attraverso reportage, podcast e approfondimenti. Le ho scritto mesi fa per una questione piuttosto surreale che vedeva protagonista il forum (ci sarebbero tante cose da dire al riguardo, ma oggi mi concentrerei sulle cose belle), in cerca di un consiglio e per un confronto; ho trovato una persona appassionata di States ed una professionista estremamente preparata. Nel corso dei mesi abbiamo scambiato diversi messaggi ed infiniti audio su svariati argomenti, finchè mi ha proposto di dedicare una puntata del suo podcast al nostro forum, alla storia di questa piattaforma ed a cosa facciamo ormai da tanti anni. Come ben sapete in oltre 17 anni di storia, il nostro forum Usa on the Road ha sempre scelto di rimanere una realtà libera e indipendente. Non abbiamo mai inseguito collaborazioni o sponsorizzazioni: il nostro obiettivo è sempre stato uno solo, condividere informazioni raccolte sul campo da chi gli Stati Uniti li vive davvero, viaggio dopo viaggio. Seguiamo il lavoro di Simona da tanti anni; nella divulgazione appassionata che la contraddistingue, abbiamo riconosciuto professionalità, competenza, credibilità ed una passione autentica per gli Stati Uniti. Valori che rispecchiano perfettamente lo spirito della nostra community. Accettare il suo invito a partecipare al podcast è stato quindi semplice, ma soprattutto un piacere. Una delle rarissime collaborazioni che abbiamo scelto di intraprendere in oltre diciassette anni di attività, perché nasce dal rispetto reciproco e dalla volontà comune di raccontare gli Stati Uniti in modo serio, indipendente e con passione... Nella puntata che trovate online sui canali di Simona (elencati di seguito), potete ascoltare gli interventi che io @dariuz (se a qualcuno fosse sfuggito chi sta scrivendo) e @acfraine abbiamo realizzato durante la registrazione della puntata. LINK DIRETTO ALLA PUNTATA SPOTIFY - USA on the road - Viaggiare negli States Sito web ps: visto che ne io ne il mio compare Derio registriamo podcast quotidianamente, abbiate pietà, ci siamo impegnati molto...
  3. Recentemente mi sono trovato a mettere in fila i ricordi che ho del forum; mercoledi ci sarà un'interessante "fuori programma" che ci vede protagonisti ed avevo bisogno di raccogliere e scrivere un pò di cose su di noi. Spero che a 43 anni e 360 giorni (come mi ha definito @al3cs sono "Dariuz il grigio") mi lascerete scrivere qualche riga tra il nostalgico ed il piacevole, quello che insomma fanno i vecchi di merda come il sottoscritto... Sono iscritto al forum dal 2010 (se non ricordo male, ma ho premesso che sono un vecchio bacucco), sono arrivato qua in cerca di informazioni per il mio viaggio sulla east coast del 2011; credo di essermi fin da subito distinto per i diari surreali che mi divertivo a scrivere, in cui fatti piuttosto insignificanti diventavano surreali iperboli mentre disgrazie catastrofiche erano comunque descritte con folle ironia (vedi il volo cancellato il pomeriggio prima della partenza nel 2014 o il bombarolo pazzo che voleva ammazzarmi a Yellowstone). Questo forum è online grazie alla passione di Claudio @KlaSan e Roberto @Shining che ormai 17 (diciassette, DICIASSETTE) anni fa misero su questo sito, senza di loro non saremmo qui oggi; D I C I A S E T T E anni dopo. Questo forum è online grazie alla passione dello staff, abbiamo visto tante persone succedersi nel gruppo ed ognuna a modo suo ha lasciato qualcosa qua sopra (salvo chi, come un bambino tignoso, si è fatto cancellare l'account...l'ho già detto che invecchiando uno ha meno remore a dire le cose?), abbiamo gestito scazzi cosmici, abbiamo organizzato meravigliosi raduni, abbiamo "mandato avanti la baracca" compatibilmente con la vita che non è rimasta ad aspettare mentre scrivevamo post e guide ed abbiamo affrontato un paio di cambi piattaforme (ricordo che l'ultimo a ipb è costato svariati anni di inferno ai molti che si sono prodigati per rimettere su tutto a tempo di record). Questo forum è online grazie a tutti gli utenti, a chi è passato solo per raccogliere qualche informazione, a chi è arrivato tramite i social e poi qua è rimasto, a chi è diventato un amico virtuale e reale, a chi ha contribuito aiutando altri utenti, a chi ha scritto un diario o semplicemente un post. Il forum è qualcosa che probabilmente appartiene al passato, forse è un covo di vecchi boomer che non si arrendono a chatgpt, ai "seguo" di Facebook ed al mondo che cambia più velocemente di quello che riusciamo a comprendere; questo forum costituisce una nicchia di appassionati che mettono a disposizione degli altri utenti tempo e conoscenze, in maniera indipendente e gratuita (vorrei sempre ricordare che qua nessuno promuoverà un ameno albergo a 40 km dalla Monument Valley, solo perchè il proprietario ci ha fatto dormire gratis in cambio di pubblicità positiva), affinchè tutti possano avere il viaggio migliore possibile; credo che al giorno d'oggi sia una cosa estremamente rara e preziosa. Il forum non è solo Stati Uniti e viaggi, ma anche amicizie indelebili con persone conosciute dall'altra parte del Paese, relazioni, amori improbabili nati tra queste pagine e che vanno avanti più o meno alla luce del sole, matrimoni ed anche figli (nel mio caso un nipote); tutte cose che senza questo spazio non sarebbero state possibili; mentre raccoglievo le mie memorie per la famosa "sorpresa work in progress" mi sono fermato a riflettere su tutte le cose che sono successe in questi anni di forum; a come sono cambiato e soprattutto a come è cambiata la mia vita, alle esperienze che ho vissuto grazie alle informazioni raccolte qua sopra e che probabilmente senza il forum non sarebbero state possibili. Sono andato a controllare prima di prendere la pastiglina e finirla con questi deliri, mi sono iscritto al forum il 15 giugno 2010, è incredibile pensare come un click su un anonimo forum di viaggi, sedici anni fa, abbiamo cambiato così tanto e radicalmente la mia vita, quella delle persone che mi sono accanto e come continui a cambiarla anche in questo momento. Credo che al di la di tutto, questo spazio sia un posto prezioso che deve essere preservato, custodito e "portato avanti", arriverà un giorno in cui entrare qua sarà come ascoltare un vecchio 33 giri dei Beatles, ma evidentemente non è ancora questo il giorno. Lunga vita al forum ❤️ Il vostro Dariuz il grigio (anche se non riesco più a partecipare come un tempo, leggo sempre quasi tutto).
  4. Conclusioni Mentre pensavo a cosa scrivere in queste conclusioni avevo in mente solo questa canzone, è stato piuttosto curioso guardare il video e scoprire che è stato girato a St. George, nello Utah... Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno letto (da leggere col tono di quelli che chiamano in radio per ringraziare tutti, dai genitori, al postino, a sto gran cazzo), commentato ed apprezzato le mie gesta; credo che ormai, dopo tanti anni, si sia capito quanto mi piaccia scrivere e quanto mi piaccia scrivere dei viaggi che faccio; purtroppo a volte il tempo e poco e non riesco a dedicarne a sufficienza ne alla scrittura e neanche al forum. Prima di scrivere queste righe sono andato a rileggere tutto il diario, un piacevole tuffo nei ricordi, ho iniziato a scrivere di questo viaggio già a fine agosto 2024, è curioso ed assurdo pensare a quante cose siano cambiate da quei giorni ad oggi, sembrano passati 15 anni e non sono nemmeno 11 mesi. Come sono cambiato io in quest'ultimo anno, come è cambiata la vita e come è cambiato quello che mi circonda; come eventi improbabili abbiano anche cambiato il mio modo di scrivere in questo diario; come le indagini hanno influenzato la reazione dei media e della società e il modo in cui i media e la società hanno influenzato le indagini...ah no, questo è Indagini di Stefano Nazzi...🤣🤣🤣🤣🤣 Di solito traggo i grandi bilanci della mia esistenza il giorno del mio compleanno (che per la cronaca sarà tra tre giorni e colgo l'occasione per ricordare che lo stesso giorno si celebrano due avvenimenti altrettanto importanti come il compleanno di Harry Potter e la giornata mondiale dell'orgasmo), visto che gli anni iniziano ad essere tanti, l'ho fatto anche rileggendo le cose deliranti che ho scritto ed è stato comunque bello ripercorrere questo viaggio, ricco di meravigliosi ricordi e grandi soddisfazioni. Le albe nel nulla alla ricerca della foto perfetta, la ricerca (spesso infruttuosa) dei miei cari orsetti, tornare in luoghi pieni di ricordi come Arches o la Monument, osservare la meraviglia di chi si addentra per la prima volta nel Lower Antelope, i tramonti che si accendono negli occhi e nel cuore, il Wallmart di Evanston ancora li dopo un decennio, il privilegio di poter vedere tutto con questi occhi, ancora una volta. Sono esattamente 20 anni che scorrazzo su e giù per l'America e pensando a questo, ai mille ricordi che si accavallano nella memoria, vorrei citare le parole con cui si conclude uno dei miei film preferiti, che ho recentemente rivisto per la millesima volta, ovvero Apollo 13 (che fu il primo film che un sexy-adolescente-nerd Dario vide al cinema con una ragazzina...): E quanto a me, i sette straordinari giorni di Apollo 13 furono i miei ultimi nello spazio. Ho osservato altri colleghi passeggiare sulla Luna e tornare sani e salvi. Seduto in sala controllo, oppure a casa nostra, a Houston. Qualche volta mi sorprendo a guardare la Luna, ricordando gli incredibili eventi del nostro lungo viaggio, pensando alle migliaia di persone che lavorarono per riportare noi tre a casa. Guardo la Luna e mi chiedo: quando ci torneremo? E chi ci andrà questa volta? Grazie a tutti quelli che hanno letto le mie deliranti parole. Ognuno, a modo suo, sa perchè. Il vostro squisito Dariuz
  5. 23 agosto: Las Vegas - Amsterdam 24 agosto: Amsterdam - Bologna Atto conclusivo delle gesta del vostro Dariuz preferito in America... Sveglia senza troppa fretta in vista delle 196 ore di viaggio verso Bologna; finisco di preparare zaino e valigia (maledicendo svariate volte l'economica passione per la fotografia) e ci riuniamo con il resto della ciurma per una veloce colazione (di cui non ho memoria, so che c'è stata perchè non ho ucciso nessuno per la fame, ma non so cosa, probabilmente è stata allo Starbucks accanto agli ascensori dell'Excalibur). Carichiamo la macchina e facciamo un ultimo giro tra i vari negozietti per comprare qualche calamita da portare a casa. Abbiamo un pò di tempo, quindi raggiungiamo un vicino Wallmart per comprare alcune penne (che evidentemente si trovavano solo li, io ero già smaronato per il rientro e non ho grandi ricordi di questo avvenimento) e soprattutto un ottimo pain au chocolat appena sfornato, che dovrebbe servire per il viaggio di rientro in aereo ma che ho finito prima di arrivare alla macchina. Il fido peluche che mi segue dal Teton Mentre siamo nel parcheggio, mio fratello dice che gli piacerebbe andare al poligono a sparare, il posto è di strada e quindi poligono sia. Il poligono è popolato da pazzi furiosi, già nel parcheggio veniamo accolti da carri armati, elicotteri e gente che gira felicemente armata come fossimo a Falluja; abbastanza perplessi andiamo dentro all'edificio principale ed un'altra psicopatica spiega le varie armi tra cui scegliere (a quanto pare ti possono anche portare nel deserto a sparare con una mitragliatrice da un'elicottero) ed i vari extra disponibili (tipo usare la foto del capo al posto del bersaglio, non sto scherzando), io continuo a guardarmi attorno decisamente perplesso da questa fiera della follia, ma ormai che siamo li... Alla fine fratello e cognata scelgono M4 ed AK, aspettiamo il nostro turno in mezzo a pazzi di ogni fattura (tutti rigorosamente con pistola in cintura), finchè non arriva Rick che è il loro istruttore di tiro; Rick è chiaramente un altro pazzo furioso, tutto entusiasta di mostrarci armi di vario tipo neanche fossè il menù di Call of Duty; quindi ci da le cuffie antirumore e ci fa entrare nel poligono vero e proprio (io nel frattempo sono stato ingaggiato come fotografo di corte). Una volta dentro fa sparare prima a colpo singolo, quindi un paio di raffiche ed infine il gran finale che è una raffica mirando alla testa del bersaglio e, cito testualmente, pensando ad una persona che vi sta sui maroni. Bossolo e bersaglio ricordo, foto di rito con le armi e via verso nuove avventure... Lo squisito bazooka (Nota a margine, lungi da me dare giudizi morali su armi, cultura americana ed affini; ho semplicemente trovato tutto più o meno abbastanza folle, soprattutto per le famiglie con bambini al seguito che andavano TUTTI felicemente a sparare). Abbiamo ancora un pò di tempo, quindi ci fermiamo a scattare una foto alla famosa insegna, simbolo di Las Vegas. Dall'insegna al noleggio auto la strada non è tanta, anche il tempo non è tanto a questo punto, ma abbiamo del margine. Il problema nasce solo al semaforo successivo, quando tutti gli incroci vengono bloccati da moto della polizia ed un paio di elicotteri iniziano a volteggiare sopra di noi. Dopo circa 20 minuti fermi noto che l'altro senso di marcia (quello verso la città) è completamente sgombro da auto già da un pò...evidentemente hanno chiuso per far passare qualcuno di importante.. Quel qualcuno non è altro che Trump, che si sta recando in città per tenere un discorso in vista della chiusura della campagna elettorale; dopo altri 15 minuti infatti vediamo passare la sua limo blindata, scortata da svariate decine di mezzi speciali. Con i minuti contati, grazie a questo meraviglioso contrattempo, arriviamo di corsa al noleggio auto e sempre di corsa raggiungiamo l'aeroporto con la navetta; fortunatamente c'è poca fila sia al banco che ai controlli di sicurezza e riusciamo ad arrivare comunque in tempo al nostro gate. Il volo verso Amsterdam me lo dormo quasi tutto, mentre mi guardo svariati Harry Potter a caso sul display di bordo ed anche il volo verso Bologna scorre liscio e senza problemi. Più o meno a metà pomeriggio del 24 agosto si conclude ufficialmente questo ennesimo viaggio in terra americana.
  6. 22 agosto: Las Vegas Scrivere di una "banale" giornata a Las Vegas non è semplice dopo le avventure dei giorni precedenti. Valuto rapidamente che spendere altri 70$ di colazione non sia la cosa più intelligente del mondo, quindi arraffo nel sacchetto degli avanzi, trovando un pò di nutella e delle pringles (connubio già ampiamente sdoganato alla base del trail del Delicate Arch, come i palati più fini ricorderanno). Visto che è abbastanza presto decido di provare a capire se è possibile riscuotere il miliardo e mezzo di punti accumulati su MyVegas nei mesi precedenti, mentre giocavo compulsivamente come un bimbo autistico coreano; trovo abbastanza facilmente il desk dove chiedere informazioni e scopro che nel loro sistema risultano tre account associati al mio nome (cosa che sinceramente non comprendo), il problema viene risolto in circa 30 minuti da una solerte addetta che mi indirizza al piano superiore per il buffet (se non ricordo male avevo due persone gratis ed alla fine ci siamo divisi il conto in 4, mangiando il fabbisogno energetico di un mese degli All Blacks) e mi consegna la tesserina con 20$ di credito per le slot, assieme ad una serie infinita di istruzioni che smetto di ascoltare dopo 3 secondi. Per riuscire ad usare la tessera ci vuole una laurea al Mit, voi probabilmente starete pensando che sia piuttosto semplice, infili la tessera, punti e riscuoti le laute vincinte, invece no, bisogna inserire un dollaro cash altrimenti la tessera non si attiva (questo tralasciando il non trascurabile fatto che la tizia me lo aveva spiegato ma non l'avevo ascoltata). Dopo questo primo momento di empasse, decidiamo di giocare le nostre fortune ad una meravigliosa "slot dei gattini", scelta solo ed esclusivamente perchè in caso di vittoria, un gattino felice saltellava urlando miaoooo. Ora qui succedere un miracolo, uno dei quei miracoli su cui la Disney potrebbe fare un film con musica pomposa e personaggi che alla fine si muovono al rallentatore mentre saltellano felici e si abbracciano... ...malgrado io abbia commesso più o meno tutti i peccati capitali, bestemmi come uno dei bambini di satana anche se mi cade una monetina a terra, desideri ardentemente l'estinzione del genere umano e ritenga che astio e cattiveria siano la base della mia esistenza, il 22 agosto dell'anno di grazia duemilaeventiquattro accade qualcosa di inspiegabile; qualcuno nell'alto dei cieli decide che è il mio momento, l'oggetto dei miei abbinamenti "divinità & animali da cortile" decide di regalarmi una gioia. Gioco totalmente a caso, attratto ed ipnotizzato dalla musichetta della slot, il gattino corre felice ed io spingo tasti, li spingo più o meno tutti ed assolutamente a caso; dopo un lasso di tempo infinito si avvicina mio fratello,osservando il punteggio e sostenendo che sia un conteggio piuttosto alto dice di provare a farci dare il voucher per vedere a quanto corrisponde...e sono 190 dollari; continuo a giocare in maniera ossessivo compulsiva e sulla scia di chi si dilettava a moltiplicare i pani ed i pesci, moltiplico denari e gattini e sono altri 200 dollari...mi piacerebbe poter dire che ero pienamente consapevole di quello che stavo facendo, maaaaaa ho spinto letteralmente tasti a caso per 30 minuti e concluso con circa 400 dollari vinti (partendo dai 20 omaggio e dal fottutissimo dollaro cash che ha dato il via a questa ordalia ludopatica). Mentre mi crogiolo nell'inebriante sensazione del trionfo, decido di giocarmi 20 dollari anche a blackjack ed anche qua si compie un autentico miracolo, vinco 8 (OTTO) mani di fila, raddoppiando, splittando e giocando con la stessa naturalezza di Dustin Hoffman in Rainman; mio fratello mi guarda allibito con la bocca spalancata; dopo queste otto mani perdo la successiva e decido che il momento di arraffare il malloppo e scappare. Cambio le fiches (a memoria sui 300 dollari) e sghignazzando per l'ultima ora oltremodo surreale, trascino l'allegra combriccola al buffet dell'Excalibur dove decidiamo che i soldi spesi devono essere mangiati fino all'ultimo centesimo e ci sfondiamo con tutte quello che troviamo. Facciamo un salto al temporary shop di Stranger Things perchè vorrei comprare un paio di calamite, quindi vista l'inaspettata vincita propongo di andare all'outlet a sperperare i denari vinti, dividendo la vincita in 4 e dando ad ognuno una quota del malloppo. All'outlet la temperatura è di circa 89 gradi all'ombra e la mia quota delle vincite viene investita in bottigliette d'acqua che bevo senza sosta... Torniamo verso la strip e considerando la nobiltà che mi ammanta, viste le ricchezze accumulate nel mattino, propongo di sfruttare il parcheggio del Bellagio (che ad onor del vero è compreso nei 20 dollari dei parcheggi del gruppo MGM, ma mi sembrava bello fare il ricco per un attimo). Ci muoviamo tra i casinò nei dintorni, in attesa di far venire l'orario dello spettacolo "O" del Cirque du Soleil. Non essendo un grande esperto di questo genere di show, mi ero fatto consigliare dagli amici del forum; sinceramente non sapevo cosa aspettarmi mentre aspettavo l'inizio, le due ore successive sono state una delle cose più belle che abbia mai visto nella mia vita, un insieme di salti, acrobazie, luci e musiche da lasciare a bocca aperta; probabilmente una delle esperienze più belle della vacanza e che mi sento assolutamente di consigliare a tutti quelli che si troveranno a passare in città in futuro. Fuori dalle porte di "O" nel frattempo passano le candidate al concordo di Miss Mondo, in città per un qualche tipo di evento e che guardo distrattamente mentre srotolo dollari dalle mie tasche. Rientriamo in albergo e ne approfitto per una breve sosta da Shake Shack (dentro al NYNY) poichè la fame incombe spaventosa. Prima di dormire ne approfitto per iniziare a sistemare i bagagli in vista del rientro previsto per domani. Anche oggi è stata una giornata meravigliosa a Las Vegas...
  7. 21 agosto: Las Vegas Mi sveglio con una irrefrenabile voglia di pancake, quindi memore che dentro ai casinò la colazione è un furto, decido di andare a farmi derubare all'esterno dell'Excalibur; apro Maps e scopro che a sole 0,5 miglia dal mio letto king con aria condizionata, coperta in lana merinos e set di pentole in acciaio inox 10/18, si trova un food truck abbastanza quotato che si chiama "Egg Shop"; le recensioni sono più che valide, quindi allaccio le scarpe e mi lancio verso questa soave colazione. Ora io devo ammettere che ogni tanto sbaglio, capita anche ai migliori, ma quando succede tendo a fare cazzate atomiche (per la cronaca, in un recente viaggio, passando per la quindicesima volta davanti allo stesso negozio, qualcuno ha avuto il coraggio di mettere in discussione il mio senso dell'orientamento), le 0,5 miglia che separano il mio letto dal pancake diventano subito 8 miglia, ovvero quelle necessarie per uscire dal casinò, una volta all'esterno scopro (con mio grande stupore) che alle 9 di mattina ci sono 43 (diconsi quarantatre) gradi; davanti al Luxor inizio ad avere le allucinazioni ed in lontananza vedo chiaramente una fontana di Coca Cola, al semaforo per attraversare la strada noto una targa che riporta "Mancò la fortuna, non il valore" che ricorda sinistramente la fuga nel deserto di El Alamein, durante la seconda guerra mondiale... Il caro Egg Shop si presenta esattamente come nelle foto, ovvero una bettola; una donnona afro, parlando la lingua di Mordor prende l'ordine, io capisco la metà delle cose che dice e lei a sua volta capisce la metà delle cose che dico io in risposta; il risultato è semplice: SETTANTASETTE fottuti dollari per dei pancake, un paninozzo ed un beverone che dovrebbe essere succo d'arancia grattato via dal ghiaccio che si forma sullo sportello del freezer quando lo scordi aperto... Il posto comunque è iper di tendenza, la gente gira dei video per tiktok nel parcheggio, ci sono diverse foto dello chef sulle tv locali di Vegas e sono tutti felici e contenti... Tornando in albergo troviamo mio fratello che vaga per tra le slot machine, io avrei da riscattare il mio credito accumulato giocando compulsivamente a MyVegas; quindi mi dirigo al servizio clienti, dove l'operazione non è esattamente così semplice; mi chiedono passaporto, cellulare, dati account, gli ultimi 4 f24 pagati e se voglio comprare delle enciclopedie e dopo circa 45 minuti mi viene consegnata la tesserina col credito da usare; essendomi rotto abbondantemente i coglioni, salto la parte in cui la tizia mi spiega come usare il credito ed infatti passo altri 30 minuti assieme a mio fratello, nel tentativo di capire come decuplicare il malloppo (cosa che avrei capito subito se avessi ascoltato la spiegazione della tizia). Ormai si è fatto tardi e decidiamo di rimandare l'appuntamento con la ricchezza al pomeriggio... Facciamo una tappa all'outlet a nord (quello all'aperto, dove è bello passeggiare mentre senti la suola delle scarpe che si fonde), quindi dopo aver sperperato denari e mangiato qualcosa torniamo in albergo a lasciare la macchina e fare una veloce doccia. Promemoria della mattina di shopping Prossimo appuntamento The Sphere per lo spettacolo Postcard from Earth; visto che abbiamo tempo, ho la brillante idea di suggerire che potremmo andare a piedi, in fin dei conti si tratta solo di due miglia; l'idea sarebbe anche intelligente se non fosse per la temperatura che oscilla dal forno crematorio acceso (all'esterno) a Natale a Reykjavik (all'interno); alla fine la "piacevole passeggiata" si rivela una marcia della morte in cui vengo insultato malamente dai miei compagni di avventura ed arriviamo al pelo alla sfera, giusto in tempo per essere insultato ancora. Da segnalare il bellissimo negozio popup a tema Stranger Things, con una marea di oggetti di scena... Lo spettacolo è stupendo, la proiezione che ti avvolge, lascia senza parole (anche perchè ad essere pignoli, di parole, brutte, me ne hanno già dette tante); il filmato dura circa 45 minuti ed a mio avviso vale veramente la pena di essere visto (e vanno bene anche i posti economici, non troppo defilati, tanto è tutto talmente enorme che si deve girare la testa in ogni caso). Una volta fuori dalla sfera vorremmo più tempo per scattare qualche foto, ma i 750 addetti cercano di far defluire le code in maniera rapida e precisa e le possibilità di scattare foto sono veramente limitate... Approfittiamo del collegamento interno col Venetian per fare un giro e già che ci siamo per mostrare a mio fratello i gondolieri, quindi inganniamo il tempo con un trancio di pizza, prima del main event della giornata, ovvero il concerto dei The Killers; seguo questo gruppo da sempre, purtroppo ho mancato la vendita diretta perchè non avevo ancora definito il programma ed ho ripiegato sugli "economici" reseller, ma vedere un concerto al Coliseum del Caesar Palace è stata una delle esperienze più belle della mia vita... Le due ore del concerto sono letteralmente volate, hanno suonato buona parte dei miei brani preferiti e penso di aver sorriso senza sosta per tutto il tempo... Video completo del concerto che ho trovato su Youtube... Approfittando del "fresco" serale, rientriamo in albergo passeggiando tra i casinò e fermandoci a scattare svariate foto, quindi hamburgerino tattico da Shake Shack e nanna (in realtà mio fratello e morosa, che sono ancora due giovinastri, hanno preso la macchina per andare a vedere la sfera by night; io volevo solo morire a letto perchè si sa che sono un vecchio di merda). Las Vegas è sempre uno dei miei posti preferiti...
  8. Eccomi, chiedo venia, periodo abbastanza complicato... Come sempre le condizioni degli sterrati variano di anno in anno, soprattutto in base al meteo ed alle eventuali piogge. La strada per arrivare al Moon è estremamente semplice per le prime sei miglia, dove puoi andare con qualunque mezzo; si tratta di una strada sterrata ben mantenuta; il problema sono le ultime due miglia scarse (ovvero quando giri a destra), qui, soprattutto nella parte iniziale, la strada fa parecchio schifo e ci sono un paio di passaggi dove è facile toccare col fondo del mezzo. Personalmente l'idea di farla con un camper non mi fa impazzire, soprattutto se abbastanza basso, comunque se uno scende a dare indicazioni al guidatore e si va piano, credo sia fattibile. Poi ripeto, basta vedere nel giro di pochi giorni (e tante piogge) le condizioni diverse trovate sulla Potash la scorsa estate, magari quando vai tu è tutta una pista da biliardo...
  9. Ciao, in realtà nessuna APP, le notifiche arrivavano direttamente sul display, senza che io avessi fatto nulla, con quel meraviglioso suono gracchiante che si sente quando un sta per finire il mondo ed il fenomeno di turno viene scelto per andare a nascondersi in un tunnel scavato nelle montagne rocciose (che è poi la trama della meravigliosa serie Paradise, che consiglio)
  10. Premesse: 1: "Chiedo scudo", come diceva il magnifico Luca Giurato, pubblico la giornata con colpevole ritardo, ma negli ultimi 45 giorni sono stato assorbito dalla scrittura di altri meravigliosi et squisiti testi, lasciando colpevolmente indietro il diariuz, mea culpa! 2: Per la giornata odierna ho solo quelle che definirei "4 foto di merda" perchè chi ha fatto le foto ai The Narrows non me le ha mai mandate ed io ero abbastanza terrorizzato dallo scoprire le l'iphone regge l'acqua come viene pubblicizzato... 20 agosto: Kanab - Zion NP (The Narrows) - Las Vegas Sveglia all'alba in quel di Kanab, dobbiamo arrivare a Zion ed abbiamo circa un'ora di strada; memore del parcheggio che si era riempito alla velocità della luce nei primi giorni di agosto, vorrei fare in modo di arrivare prima del delirio, o comunque far si che la giornata non inizi come una QUALUNQUE delle mie giornate lavorative, in cui andare alle 08:00 ho già nominato tutti i santi dal primo gennaio al 31 luglio. In realtà passato ferragosto pare che nessuno abbia più alcun interesse per Zion (a parte le meravigliose e per nulla fastidiose famigliole di francesisucchialumachesenzabidet che si riversano a frotte dai Narrows) e parcheggiamo praticamente nel posto riservato al sovrintendente del parco; sistemiamo velocemente gli zaini e raggiungiamo il vicino negozio Zion Outfitters (si può andare a piedi dal parcheggio, ricordarsi al pomeriggio di portare il pass dei parchi perchè c'è un ranger che controlla, anche se si entra a piedi nel parcheggio); qua troviamo tutto il materiale necessario per avventurarci nei Narrows, ovvero scarpe da canyoning, calzetti fetidi in neoprene e bastone di Gandalf. Dopo una veloce sosta alla macchina per cambiarci, saliamo sul primo shuttle ed in circa 30-40 minuti raggiungiamo l'ultima fermata, ovvero Temple of Sinawava (che a me suona come "Amici Ahararara" che urlavano i Fichi d'India tanti anni fa). Sexy gamba dello scrivente Percorriamo il trail (direi circa 20 minuti) che serve per arrivare al punto in cui si deve entrare in acqua, la temperatura è tutto sommato piacevole, gli uccellini si rincorrono felici nei cieli mentre gli scoiattolini saltellano giulivi sugli alberi, ma ben presto la quiete che regna lungo il fiume Virgin verrà sconvolta da un'unica, potentissima, bestemmia (pronunciata dal sottoscritto ovviamente), ma andiamo con ordine, come sempre... Mai dire mai I miei compagni di avventura decidono, con grande spirito cavalleresco, di lasciarmi entrare per primo in acqua, quindi sistemo le scarpe, chiudo lo zainetto ed impugnando il mio bel bastone di Galdalf entro in acqua, cercando di evitare gli schizzi di quegli adorabili frugoletti con la r moscia che si rincorrono come bestie ringhianti attorno a me; è tutto bellissimo, l'acqua è fredda ma dico cautamente che basterà cercare di non bagnarsi i vestiti, che dovrebbe andare tutto bene; perfetto, l'acqua arriva alle caviglie, gli uccellini mi osservano assieme agli scoiattolini, sembra una scena di Cenerentola, mancano solo le tre fatine del cazzo a canticchiare motivetti; faccio un passo e riesco a centrare ed entrare nell'unica buca presente nel raggio di 72 km, ma non una buchetta da cui puoi facilmente uscire senza grossi danni, ma proprio la cazzo di fossa delle Marianne in cui affondo come il Titanic; riemergo bagnato fradicio, bestemmiando cose inaudite e maledicendo le tre fatine del cazzo, il tutto nel giubilo generale. Bravo Dario, bellissima idea andare ai Narrows... Tolto questo piccolo inghippo iniziale, tralasciando che dopo 12 secondi sono già bagnato fradicio e che i miei maroni sono risaliti così tanto a causa del freddo che ora stanno prendendo un the coi biscotti con le tonsille, è tutto bellissimo; la camminata lungo il fiume è molto divertente, in alcuni punti la corrente è piuttosto forte e bisogna fare attenzione a non scivolare (ma tanto io ho già fatto subito, così per mettere le cose in chiaro), mentre in altri l'acqua sale parecchio arrivando ben oltre la vita e costringendo a mettere lo zaino sopra la testa (oppure a cercare di non affogare per i diversamente alti); dopo circa 30 minuti riusciamo a scrollarci dai maroni (maroni figurati, non i miei che hanno già preso la residenza appena sopra la trachea) tutte le felici comitive piene di quei meravigliosi bimbi salterini e ci godiamo in pace l'escursione. Il little fratello Trovo diversi scorci interessanti e quando posso cerco di scattare una foto, ovviamente col terrore di far cadere il telefono in acqua, ma viste le premesse di inizio giornata decido di non testare se effettivamente l'iphone regge l'acqua e dopo circa due ore di camminata arriviamo nella zona di Wall Street; appena si entra in questa sezione del fiume, è subito chiaro perchè sia consigliato ovunque di arrivare almeno fino a qui; le pareti svettano alte su di noi e ne approfittiamo per scattare foto e fare merenda; ma dovendo arrivare fino a Las Vegas (ed avendo almeno 3 ore tra camminata e bus prima di salire in auto) decidiamo di iniziare a tornare indietro. Il viaggio verso l'inizio del trail è piuttosto simile all'andata, tranne per il fatto che il tiepido sole delle nove è diventato importante e più volte mi bagno la testa in acqua (che non manca decisamente) per sfuggire al caldo. (Tralascio di essere scivolato come un pollo e di essermi NUOVAMENTE bagnato tutto) Nel tratto finale (dove l'acqua è più profonda) ci sono diverse persone che fanno il bagno, felici nel fango, in compagnia del vibrione del colera che starnazza felice nel fetido... Arriviamo quindi al parcheggio dello shuttle ed in poco meno di 40 minuti siamo davanti al negozio Zion Outfitters, dove riconsegnamo il materiale (che viene buttato in vasche dove penso usino la soda caustica per rimuovere schifo, puzza e putridume vario). Prima di partire verso Vegas ci fermiamo al Canyon Coffee, un locale piuttosto carino, tutto in legno che si trova lungo la strada per un veloce spuntino. Ultima tappa nella valle, prima di imboccare l'autostrada verso sud, una veloce sosta a Grafton, per mostrare gli edifici (restaurati parecchio, dall'ultima volta) della città fantasma ai miei compari. Non troviamo molto traffico ed arriviamo più o meno in orario a Las Vegas, per gli ultimi giorni di vacanza ho prenotato all'Excalibur; è sempre bello (ed apprezzato) vedere la distanza che c'è tra il parcheggio (dei poveri), la reception e quindi l'ascensore per la nostra torre; secondo la traccia dell'orologio ho camminato nel Casinò, più o meno come ai Narrows... Sinceramente non ricordo il perchè di questa foto inutile, ma avendone poche, ve la beccate Abbastanza provati, tra sveglia, escursione e viaggio, dopo una meravigliosa doccia calda, decidiamo di fare un giretto nei pressi dell'albergo in cerca di cibo (e per "puro caso" finiamo al tanto caro Panda Express) e poi andiamo a letto. Devo dire che questo viaggio mi ha fatto letteralmente scoprire ed innamorare di Zion, l'escursione ai The Narrows è veramente divertente, più o meno alla portata di tutti e decisamente consigliata! Excalibur Hotel and Casinò: Nulla da dire, è sempre una certezza low cost di Las Vegas, la posizione è abbastanza a sud lungo la strip, ma con la tessera le parcheggio (20$ a notte) si può entrare in ogni casinò del gruppo.
  11. Come dico sempre ci vuole tanto culo, pazienza ma soprattutto il periodo giusto; tra maggio/giugno (quando mi ero letteralmente stancato di vedere orsi) ed agosto (quando sono arrivato ad accendere un cero per chiedere la grazia di vederne uno) c'è veramente una differenza abissale dovuta alle condizioni meteo ed alla diversa necessità di trovare cibo. E poi ci vuole culo 🤣
  12. Grandissimo Luca 🤣 Io ho visitato quelle zone nel 2011, trovi qualche spunto nel mio diario... Il giro mi sembra bello e bilanciato, forse toglierei un giorno a Montreal perchè oggettivamente non è una metropoli smisurata a cui dedicherei più di un giorno (e complessivamente non ne ho un gran ricordo, al contrario di Toronto che mi ha fatto impazzire). Darei priorità assoluta a prenotare nella zona dell'Acadia perchè quello è un periodo molto gettonato anche dai locali per le vacanze Tra Montreal e Toronto suggerisco la sempre bella gita in barca a Gananoque alle 1000 Islands... A Boston (ai miei tempi, così per proseguire il trend dell'anzianità) andava di moda dormire un pò fuori, nei pressi delle fermate dei treni che vanno in città, così da non farsi dissanguare dai parcheggi cittadini (sempre se non trovi un albergo con parcheggio). Sempre per Boston... https://www.sportsmuseum.org/visit/ Vai a festeggiare l'inserimento di Ettore? 🤣 https://www.visitnepa.org/things-to-do/tours-and-sightseeing/the-office/ Mi aspetto un accurato reportage fotografico
  13. Non capisco perchè non ne abbiamo già fatto una meta di pellegrinaggio del forum, tipo rito di iniziazione... Sul Grand Canyon concordo con te; facevo comunque una riflessione con la mia allegra combriccola (tutti estasiati dal GC) e cioè che io (ma vale anche per te e tanti altri) abbiamo visto talmente tante cose nei viaggi che è difficile avere l'effetto wow che ha il viaggiatore normale quando si trova sul bordo del rim. O forse più semplicemente essendo un sociopatico che odia la gente, il GC è esattamente l'antitesi dei posti che vorrei frequentare...🤣
  14. 19 agosto: Kanab (North Rim) Per la giornata odierna avevo selezionato varie escursioni tra le varie cose che Kanab può offrire, doto attente e lunghe riflessioni i miei prodi compagni di avventura hanno scelto di andare a vedere il Grand Canyon, nello specifico il North Rim che è raggiungibile da Kanab in poco meno di due ore di viaggio. La modalità con cui affrontiamo la sveglia (e complessivamente tutta la giornata, come avrete modo di leggere) è quella che definisco "del turista tedesco mezzo ustionato dal sole che si aggira con calzetto e ciabatta in bella vista"; nello specifico nessuno di noi gira in ciabatte, ma complessivamente oggi ce la prendiamo con molta calma; partendo da una comoda colazione in albergo. La scelta è piuttosto ampia e soddisfacente (i pancake con una spolverata di Nutella che ci siamo portati dalla camera sono clamorosi), l'unico problema è che in tutta la sala (che è poi la stessa enorme hall dove si fa il check in) ci sono tipo 5 sedie e dobbiamo aspettare (come avvoltoi) qualche minuto prima di poterci accomodare al tavolo, poi diventa semplicemente un problema per qualcun altro... Dopo una sontuosa colazione saltiamo in auto (visto che sono in modalità risparmio energetico accetto di buon grado la proposta di mio fratello di prendere il loro mezzo) e percorriamo una buona parte della strada già vista ieri, fino a quando arriviamo al Jacob Lake Inn e lasciamo la 89A, imboccando la 67. Le affollate strade di Freedonia Qua il panorama si fa via via sempre più montano, alte conifere e piccoli prati verdi ci accompagnano per una buona mezz'ora, finchè non arriviamo al Grand Canyon North Rim visitor center; io sono (sempre) in modalità risparmio energetico e quando scendiamo dalla macchina impiego circa 10 minuti a capire chi sono, dove siamo e perche siamo venuti qua, finchè la mia bella mi prende sotto al braccio come fossi un povero demente e mi accompagna a comprare un paio di calamite al visitor; mio fratello commette un grosso errore da dilettante dando troppa confidenza all'ottuagenaria cassiera dello store, la quale per tutta risposta gli mostra 35 minuti (non sto scherzando) di foto scattate durante le ultime vacanze in Italia; questa pausa forzata, mentre me la sghignazzo seduto su una panchina, mi permette di riavviare il cervello, allineandomi col mondo circostante. Recupero una mappa e controllo il cartello coi trail chiusi per manutenzione, ovviamente il sentiero che porta al Bright Angel Point (che dovrebbe essere uno dei viewpoint più belli) è chiuso perchè una ventina di metri di trail sono franati non si sa bene dove più a valle... Decidiamo di muoverci tra i vari viewpoint aperti lungo il rim e che dopo pranzo ci sposteremo in macchina nella zona del Walhalla Plateau, dove sono presenti altri punti panoramici. In giro non c'è tanta gente, è tutto decisamente pulito ed ordinato e questo contribuisce decisamente a darmi un'impressione decisamente migliore di quella che ebbi al South Rim, su cui non avevo speso grandi parole quando ho fatto scegliere alla ciurma il programma della giornata (io sarei andato al Wire Pass tanto per dire 🤣)... Apro una parentesi "Unpopolar Opinion": A me il Grand Canyon, fece tendenzialmente schifo (e tendenzialmente lo annovero tra i posti da evitare), ho un bellissimo ricordo del giro in elicottero con la cavalcata delle valchirie nelle cuffie, ma tutta la zona mi sembrò ben al di sotto dei meravigliosi luoghi visitati nei parchi dell'ovest; troppa gente ovunque, troppa ressa ad ogni viewpoint e decisamente troppi asiatici con relative pose da idiota per i miei gusti; tutte cose che non ho trovato al North Rim, il cui "ritmo" decisamente poco turistico e lento mi ha fatto trascorrere una bellissima giornata, bel al di sopra delle aspettative che avevo. Già che sono nella parentesi impopolare in cui affronto scomode verità, trovo che anche la canzone One degli U2 sia fin troppo sopravvalutata e generalmente passo alla successiva quando mi salta fuori nella playlist...🤣 Mentre ci aggiriamo nella terrazza panoramica del Lodge (con meravigliose sedie sdraio che si affacciano direttamente sul rim) si diffonde nell'aria un clamoroso profumo di carne alla griglia; la voragine che si apre collettivamente nello stomaco di tutti ci fa raggiungere piuttosto velocemente il ristorante all'interno del lodge; diamo una rapida controllata ai prezzi (che si rivelano essere decisamente onesti e ben al di sotto di rapine viste un pò ovunque in questo viaggio) e ci accomodiamo in uno stupendo tavolino da 4 accanto ad una vetrata enorme, con vista sul canyon. Il pranzo è ottimo e decisamente in linea con il soave profumo che ci ha condotti li ed anche il conto finale è in linea con quanto ho scritto sopra (consiglio assolutamente questo stupendo ristorante a chi si trovasse qua di passaggio); prima di spostarci verso nuovi lidi facciamo benzina ed approfitto dello store per comprare noccioline e schifezze caramello-salate. Impieghiamo circa 30 minuti per arrivare a Cape Royal, dove praticamente siamo solamente noi a girare nel trail che porta ai vari punti panoramici, quindi riprendiamo la strada in direzione nord e ci fermiamo lungo la strada a scattare svariate fotografie. Non avendo più molto altro da vedere decidiamo di riprendere la strada verso Kanab, non prima di esserci fermati al Jacob Lake, dove Sabrina riesce a trovare una pallina di natale in vetro da aggiungere alla collezione (io mi ero fatto distrarre dai cookie). Il leggero cookie del Jacob.. Arriviamo a Kanab verso le 17, facciamo un veloce passaggio in camera, quindi io e Sabrina decidiamo di andare a fare un giretto per Kanab, mentre mio fratello si attarda in camera... Oggi a Kanab c'è decisamente più vita del pomeriggio precedente e muovendomi lungo la via principale ho tanti ricordi che riaffiorano alla memoria dalle precedenti visite... Notare la rigogliosa vita per le strade di Kanab Nei mesi precedenti alla partenza avevo fissato come uno dei punti fermi della vacanza la visita al famoso "ristorante dei procioni", luogo in cui ho mangiato ogni volta che mi sono trovato in città, dove ho scattato la foto al procione impagliato che gioca a poker che è il mio avatar un pò ovunque ormai da 3 lustri e con il quale credo di aver rotto i coglioni più o meno ad ogni essere vivente con cui ho parlato di viaggi; potrete forse capire la disperazione quando ho scoperto che il ristorante ha chiuso qualche anno fa e che buona parte del locale sia diventato un negozio di souvenir...mentre le lacrime scorrevano virili sul mio volto amareggiato, ho notato che nei pressi del vecchio ristorante è stato aperto un locale più piccolo e scorrendo tra le foto di Maps ho notato in un angolo il tavolino coi procioni, in uno scatto di qualche anno fa...questo è bastato a riaccendere la speranza, forse non tutto era perduto... Col cuore colmo di speranza mi sono affacciato alla porta del ristorante per prenotare un tavolo (cosa assolutamente non necessaria visto che saremo stati in 15 in tutta la città, ma io non potevo più attendere) e loro erano proprio li ad aspettarmi in un angolo (potrei dire anche tristemente relegati in un angolo invece che sotto ad un riflettore come meriterebbero), i miei adorati procioni erano li ad aspettarmi dopo un decennio...sono uscito dal locale saltellando e la mia bella ha capito subito che li avevo trovati (considerate che era da 20 giorni che brontolavo imbronciato che non ci sarebbero stati). Essendo ancora presto facciamo un giretto in alcuni negozi di souvenir nei paraggi, trovando alcuni adesivi veramente belli ed un paio di calamite; quindi veniamo raggiunti da mio fratello ed andiamo a cena. La cena all'Iron Horse Restaurant è veramente ottima (ma io avevo occhi solo per i miei cari procioni ed avrebbero potuto servirmi anche un hamburger al bitume) e mi sento caldamente di consigliare questo luogo meraviglioso, fulcro della mia esistenza... Prima di rientrare in albergo facciamo una passeggiata lungo la via principale della città, quindi torniamo in camera a preparare i bagagli, l'indomani avremo una sveglia piuttosto mortifera, infatti si va a Zion ed i Narrows ci aspettano gelidi... Abra Kanabra, ma di cosa stiamo parlando, io li adoro (ricordo che anni fa trovai il cartello in cui scrivevano che a Kanab si fa Kanabaret alla sera)... Amo Kanab (ed i procioni).
  15. Finalmente Halls Gap ed i Grampians, attendo gli sviluppi per vedere se le cose che ho segnato corrispondono 🤣
  16. Io valuterei di saltare SLC e fare un tappone dolomitico fino a Jackson, altrimenti così come è impostato al Teton ci fai letteralmente solo un passaggio senza neanche scendere dalla macchina 1 LV e strada fino a Saint George (non sono un grande sostenitore del guidare dopo un volo, ma arrivi presto e sono meno di due ore di macchina) 2 Saint George-Jackson (lo so, sono quasi 9 ore di macchina, ma complice il fuso orario potreste partire presto, fare una breve tappa a SLC ed essere a Jackson in tempo per il tramonto ed anche doveste mancarlo avreste tutto il giorno seguente) 3 Jackson giorno pieno al Teton 4 Teton/Yellowstone Se non vuoi fare il giorno due da 9 ore in auto (che comunque alla fine vanno comunque fatte), ti suggerisco di recuperare un giorno e dedicarlo interamente al Teton Aggiungo: Da Badlands a Moab potresti valutare una tappa intermedia dalle parti di Denver (la città si vede in fretta e poi hai un paio di outlet) e se salti il rocky mountains np puoi fare più o meno il giro che feci nel 2013, ovvero Denver/Black Canyon (con tappa ad una città fantasma lungo la strada) ed il giorno dopo vai a Moab passando per il Colorado NM e poi le la 128 prima di arrivare a Moab. La potash merita sempre (anche se disastrata come l'ho trovata io), comunque il suv ci vuole anche per andare al Moon
  17. dariuz

    [COMPLETO] Nerd erranti in Florida

    E' passato un pò di tempo e non ricordo esattamente i blog (anche perchè ho notato che ne sono stati aperti ulteriori), comunque ho visto che su google la mia ricerca era "disney orlando blog timetable planner" e da li ti si apre un mondo di pazzi furiosi 🤣 Thanks
  18. Mi ha raccontato Aldo che da un paio d'anni non fanno più combo in giornata; ha anche provato a spiegarne il motivo, ma le 2 tonnellate di carne secca che aveva in bocca non hanno facilitato la conversazione...
  19. Io sarò di parte perchè sono perdutamente innamorato di Vik, ma devi assolutamente dormire in città
  20. 18 agosto: Kanab (Coyote Buttes South) La giornata odierna è una di quelle che ho aspettato con più impazienza, si va al Coyote Buttes South con l'agenzia Dreamland di Kanab. Nei mesi precedenti il viaggio ho ovviamente tentato la lotteria per The Wave, purtroppo senza riuscire a vincere; quindi su consiglio di @antattack e di @al3cs ho iniziato a valutare seriamente la visita al Coyote Buttes South come "ripiego"; contrariamente alla lotteria per il Coyote più famoso, per visitare il CBS bisogna prendere un permesso online e considerando le difficoltà per raggiungere questa località, i pass sono generalmente sempre disponibili. Piccola parentesi logistica sul CBS: Questa zona è raggiungibile dalla House Rock Valley Road (la stessa strada sterrata che si percorre per arrivare al parcheggio di The Wave), questa è una strada sterrata generalmente ben mantenuta ma che in caso di pioggia abbondante può diventare una palude in cui rimanere impantanati; da questa strada si imbocca la traccia 1079, questa pista porta ad una prima area di parcheggio che si chiama Paw Hole e da qua è possibile muoversi a piedi per visitare la zona più a sud dell'area (ma anche quella meno scenografica); proseguendo sulla 1079 per alcune miglia e poi sulla 1062 si arriva all'area più fotografata, ovvero a Cottonwood Cove, una volta parcheggiata l'auto in meno di dieci minuti si raggiunge la zona in cui è presente questa meraviglia della natura. L'unico dettaglio da non trascurare è che dal parcheggio di Paw Hole in poi si deve guidare nella sabbia profonda, è necessario un mezzo adeguato (che non è il finto 4x4 che viene dato al noleggio) e bisogna avere la consapevolezza di quello che si sta facendo. Per questo motivo l'area viene generalmente snobbata e chi decide di raggiungere Cottonwood Cove si appoggia ad una guida specializzata (come ho fatto io). Tecnicamente Cottonwood Cove è raggiungibile anche a piedi partendo dal primo parcheggio, ma questo vuole dire camminare per ore su un terreno abbastanza difficile che alterna sabbia a roccia, generalmente con un caldo importante, avevo valutato anche questa opzione ma poi ho preferito evitare di cacciarmi nei guai. A maggio, seguendo il prezioso consiglio di @al3cs, ho contattato Dreamland Safari Tour di Kanab, questa agenzia offre (o meglio offriva ad agosto 2024) un interessante formula chiamata "Wave Conditional", praticamente si paga la quota della giornata (a memoria sui 250/275 dollari a testa) e loro tentano la walk in lottery per The Wave due giorni prima, qualora non riuscissero a vincere cercano di comprare i pass per il SCB e qualora anche questi non fossero disponibili si ripiega sull'escursione in giornata a White Pocket; ovviamente per tutte e tre le opzioni è prevista la visita con guida specializzata e mezzo idoneo; quindi a conti fatti si cade più o meno sempre in piedi. Dreamland mi ha contattato via What's Up due sere prima di questa giornata, dicendomi che non erano riusciti a vincere la lotteria per The Wave (e non eravamo riusciti neanche noi) ma che ci saremmo divertiti molto al NCB, di cui avevano i permessi, dandomi appuntamento per questa mattina, più o meno alle 5.00. Quindi che la giornata abbia finalmente inizio... Puntuali e decisamente assonnati in due minuti arriviamo al parcheggio dell'agenzia dove troviamo la nostra guida che sta finendo di preparare la macchina, ci presentiamo (ed io dimentico istantaneamente il suo nome, pertanto d'ora in avanti lo chiameremo genericamente Aldo, per gli amici Aldo) e ci spiega brevemente il programma della giornata; considerando le abbondanti piogge del pomeriggio precedente (in cui si è trovato coinvolto direttamente e di cui ho parlato nell'ultima pagina del diariuz) ritiene sia più sicuro raggiungere l'area di Cottonwood imboccando la House Rock Valley Road dal lato sud (quindi dalla 89A), passando prima da Freedonia e poi dal caratteristico Jacob Lake Inn, dove a suo dire mangeremo i cookie migliori del pianeta; secondo lui oggi quelli che andranno a The Wave avranno diversi problemi arrivando dalla 89 perchè ci sarà probabilmente molta acqua nei wash; sua la macchina (che per la cronaca è una Toyota Sequoia enorme che consuma come la portaerei Nimitz alla fonda) sue le regole, quindi ci accomodiamo e ci facciamo scarrozzare dove preferisce. I miei meravigliosi compari di viaggio si addormentano prima ancora di uscire dal parcheggio, quindi non mi rimane che fare conversazione con Aldo, scopro tante cose di questo personaggio talmente surreale da risultare mitologico, tra cui che gli piace girare scalzo e farà il trail odierno in ciabatte, che ha fatto la guida abusiva a Zion ed a Yosemite per escursionisti ed avventurieri vari (e si esalta parecchio quando gli racconto di aver fatto Subway Top-Down senza accompagnatore), che ora da qualche anno vive a Kanab dove nell'arco delle 24 ore riesce a fare la guida (non abusiva), gestire un bar (dove il caffè dal modico costo di 7 dollari non è neanche male) e fare parte della locale squadra search and rescue; passiamo quindi a parlare della giornata odierna e gli dico che sono già stato sia a The Wave che a White Pocket e che ho parecchi dubbi che quanto vedremo oggi sarà all'altezza, lui si mette a ridere e mentre mangia un pezzo di carne secca lungo mezzo metro mi dice che oggi sarà la giornata migliore delle tre escursioni che si possono fare in zona. Mentre il sole inizia ad illuminare l'orizzonte passiamo in una zona rasa al suolo da un incendio veramente importante (che lui definisce Covid-fire perchè successo durante il primo anno di pandemia), quindi attraversiamo una foresta veramente imponente (che scopro essere quella che conduce al North Rim del Grand Canyon); imbocchiamo quindi la House Rock Valley Road ad una velocità decisamente eccessiva ma Aldo si diverte e se la sghignazza ad entrare a tutta velocità nei laghi presenti al centro della strada. Arriviamo ad un parcheggio in cui ci fermiamo per una pausa bagno e per sgonfiare le gomme della macchina perchè non manca molto allo sterrato più impegnativo, ci dice che al pomeriggio ci fermeremo qua ad osservare i nidi dei condor sulla montagna a 75 milioni di anni luce di distanza; quindi continuando a mangiare carne secca dice che è il momento di provare la macchina (che ha appena comprato) sulla sabbia e con la stessa velocità con cui siamo arrivati. si lancia all'avventura. Dopo un tempo indefinito, diverse svolte su tracce non segnalate ed aver attraversato diversi cancelli per il bestiame, arriviamo al parcheggio di Cottonwood Cove; sistemiamo gli zaini mentre Aldo controlla il meteo, il radar continua ad indicare possibili rovesci per tutta la giornata ed è molto probabile che ci bagneremo, tuttavia fa molto caldo e decidiamo di lasciare le giacche in auto (che comunque non sarà mai a più di 20 minuti). Percorriamo abbastanza velocemente il sentiero sabbioso che conduce al primo gruppo di rocce ed ovviamente le foto si sprecano, ovunque mi giro a guardare c'è un sasso particolare, una collinetta o il terreno con qualche colore strano... Mentre stiamo camminando allegramente tra i sassi vedo il caro Aldo che si piega a raccogliere qualcosa, è uno strano sasso triangolare e sostiene essere una punta di freccia usata dagli indiani; ora io non ho le competenze tecniche e non farò sicuramente l'arciere alle prossime olimpiadi, quindi prendo per buono quello che ha detto; con sto sassetto in mano attacca un pippone epocale sulla presenza degli indiani nell'area e che i reperti siano tantissimi; quindi insiste perchè mi infili in tasca sto sassopuntadifreccia, per non deluderlo me la metto in tasca e lo ringrazio, probabilmente infrangendo 150 leggi federali... Ci spostiamo in una seconda area estremamente interessante e troviamo un punto che viene mostrato in tantissime foto, ovviamente non possiamo esimerci dallo scattare foto e video da tutte le angolazioni... Troviamo una pozzanghera su una piccola collinetta rocciosa, Aldo si piega (come fatto con la fantomatica punta della freccia di toro seduto) e ci mostra alcuni strani "gamberetti" che snatrazzano felici nel putrido; a suo dire sono animaletti che possono rimanere belli e sereni nel proprio uovo (o dovunque vivano prima di nascere) anche per cento anni e discendono da qualche strano organismo preistorico, poi un bel giorno fa due gocce di pioggia e nascono dentro allo stagno delle meraviglie, per poi morire entro un paio di giorni appena l'acqua si è prosciugata; l'evento più significativo della vita di questi burloni è trovarsi la faccia da culo di Dario, che si è sparato 10000 km in aereo, per essere partecipe della loro breve esistenza e che li osserva tutto eccitato... Il miracolo della vita (di sto cazzo). Nel frattempo sentiamo tuoni sempre più minacciosi ed il prode Aldo ci fa riparare sotto ad alcune rocce, giusto pochi minuti prima di un veloce temporale. Riprendiamo il nostro giro ed è veramente impossibile fotografare tutto quello che vediamo; ogni area che visitiamo offre mille spunti ed anche le nuvole che si muovono rapidamente sopra di noi contribuiscono a rendere il tutto così magico (un pò meno i tuoni sempre più minacciosi). Nelle successive due ore alterniamo sole, nuvole e pioggia leggera mentre Aldo continua a controllare il meteo sul telefono; modificando il giro in funzione dell'evolversi del meteo. Ci fermiamo sotto uno sperone roccioso e mentre aspettiamo che il tempo migliori ne approfittiamo per mangiare qualcosa, mentre il caro e vecchio Aldo ci racconta di una pseudo storia d'amore che intrattiene saltuariamente con una capra di montagna che frequenza la zona ed a cui sta dando la caccia... Passata la pioggia ci dice di prepararci per una vera chicca di questa zona di Cottonwood e ci fa arrampicare su alcune rocce, prendendo un pò di quota, credo ci sia poco da aggiungere alla bellezza unica di questa zona... Il cappello parlante di Harry Potter.. Dopo aver scattato foto da ogni angolazione, proseguiamo l'escursione su questa zona un pò più alta. Aldo nel frattempo continua a cercare la capra di montagna perchè potrebbe apparire da un momento all'altro (o forse è semplicemente il suo amico immaginario). Più o meno verso le 14 vediamo che il meteo nelle prossime due ore dovrebbe peggiorare sensibilmente e decidiamo di tornare verso la macchina, non prima di aver aggirato una zona estremamente interessante per i pattern delle rocce. Ripercorriamo il sentiero dell'andata ed arriviamo alla macchina, accanto alla quale troviamo una seconda jeep di qualche escursionista; facciamo un veloce spuntino, togliamo la sabbia dalle scarpe ed iniziamo a tornare verso Kanab. La prima parte del viaggio di ritorno è decisamente movimentata perchè Aldo (visibilmente deluso dal non essersi accoppiato con la capra di montagna) decide di entrare in ogni lago lungo la strada a velocità curvatura e vedendo che noi ci divertiamo, pensa bene di andare ancora più forte, tanto che arriviamo alla zona dei condor in circa 4 minuti netti, mentre la macchina gronda letteralmente fango. Mentre Aldo torna a gonfiare le gomme del Sequoia, mi avvicino a due arzilli vecchietti che stanno osservando il fantomatico nido del condor a 150 km di distanza; non vedono l'ora di farmi guardare attraverso il loro telescopio, ma oggettivamente non si vede una minchia, o meglio, c'è un puntino che si muove e potrebbe essere qualunque cosa, da un furetto che balla il tip tap ad uno Scania che fa retromarcia; non me la sento di deluderli e rispondo con un laconico "Awesome", ci raggiunge mio fratello ed anche lui cade nella stessa trappola tesa dagli ottuagenari, mentre guarda il famoso puntino gli suggerisco di contare fino a 10 e poi dire "Amazing"; ovviamente i nonni vanno in visibilio per averci mostrato il nulla; salutiamo e scappiamo. Breve sosta al Jacob Lodge dove effettivamente mangiamo alcuni cookie memorabili (probabilmente uno solo di quei dolcetti potrebbe soddisfare il fabbisogno calorico degli All Blacks) e compriamo un paio di calamite, quindi arriviamo senza grossi intoppi a Kanab. Dopo aver salutato Aldo (il cui saluto diventa ancora più caloroso dopo aver sentito il frusciare delle banconote della mancia) andiamo in albergo a fare la doccia ed a riposare un'oretta. E' domenica ed è praticamente tutto chiuso a Kanab, mentre giriamo in cerca di un posto dove arraffare qualcosa per cena, cerco di convincere la mia bella che le vacanze 2025 sarebbe meglio trascorrerle alle Hawaii piuttosto che in quella merda di Bali (da cui il famoso detto "non tutti i Bali vengono per nuocere")... Dopo aver salutato un'arzilla famiglia mormona vestita di tutto punto, troviamo uno dei pochi ristoranti aperti e ne approfitto per mangiare un'ottimo pulled pork. Mentre torniamo verso l'albergo c'è un meraviglioso tramonto e Kanab si conferma sempre una delle mie città preferite degli States... The Wave vs White Pocket vs Coyote Buttes South Sicuramente ognuno di questi tre luoghi è unico ed andrebbe visto almeno una volta nella vita MA se dovessi fare una scelta, devo ammettere che il coyote south è quello che mi è piaciuto maggiormente; un'incredibile varietà di panorami, formazioni rocciose uniche e la totale assenza di esseri umani ha reso la visita a questo luogo qualcosa di unico; poi The Wave rimane sempre The Wave, ma quanto visto oggi per me rimane una spanna sopra. Mi sento decisamente di consigliare l'escursione con la guida, sia per una questione di sicurezza che per una questione di comodità, con lui è sicuramente possibile vedere cose che altrimenti si faticherebbero a trovare. Coyote Buttes South...voto dieeeesci!
  21. Molto semplice, alla fine quando arrivi in fondo alla "strada" ti trovi la zona da fotografare sulla destra, c'è un sentierino che scende e poi risale sullo sperone di roccia; l'unica difficoltà è ovviamente se si soffre di vertigini, ma basta fare attenzione (ed al massimo strisciare).
  22. 17 agosto: Monument Valley - Page - Kanab Uno dei piaceri offerti dal The View è sicuramente quello di poter ammirare l'alba in pigiama, direttamente dal balcone (ed aggiungo tra parentesi senza dover interagire con la marea di dementi che si affollano nella zona); vista la presenza di svariate nuvolette decido di provare nuovamente un timelapse della valle, quindi mi godo lo spettacolo del sole mentre sorseggio un "buon" caffè solubile. Bellissimo (e modesto) reel dell'alba sulla Monument Mentre il resto della combriccola finisce di prepararsi, ne approfitto per fare un giretto tra le varie terrazze, scattando pigramente qualche foto al panorama... ...quindi arriva il momento della colazione e del tanto sognato bacon che un tempo veniva servito a profusione nel ristorante del The View; ecco era appunto servito un tempo, ora il bacon è solo un lontano ricordo ed il meraviglioso e simpatico indiano cui chiedo informazioni finge perfino di non capire il significato della parola bacon; quel briciolo di empatia che potevo aver sviluppato nei confronti degli indiani svanisce magicamente, come svanisce il sapore del bacon dalla mia bocca... Dopo aver consumato una deludente colazione (come lo sono tutte le colazioni in cui sogni il bacon e ti devi accontentare di un waffle triste) facciamo un'ultima passeggiata con vista e ci dirigiamo allo shop interno per cercare di spendere il buono da 20$ che viene consegnato al check in; purtroppo non è possibile spenderlo su tutto ed alla fine scegliamo un paio di acchiappasogni fatti a mano da qualche schiavo locale... L'interno ormai visto e rivisto del The View Carichiamo la macchina mentre inizia a diluviare in maniera importante ed a Kayenta decidiamo di fermarci a fare benzina con la speranza che le condizioni abbastanza pessime migliorino un attimo; cosa che fortunatamente succede nel giro di 20 minuti. Il viaggio verso Page è piuttosto monotono, così come il paesaggio (ricordo che ora l'arrivo a Page non è più preannunciato dalle oscene ciminiere che si stagliavano all'orizzonte per parecchi chilometri), ma arriviamo facilmente al parcheggio del Lower Antelope, dove al posto della baracca di lamiera che avevo lasciato dieci anni fa, trovo due enormi strutture in cemento, che ospitano gli uffici dei principali tour operator; nello specifico ho scelto di utilizzare Ken Tours che ha la sede proprio li. Ci rivolgiamo al desk e dopo aver mostrato la nostra prenotazione l'addetto ci dice che dovremo aspettare circa 30 minuti prima del nostro tour e che saremo chiamati a voce poco distante da li, ne approfittiamo quindi per fare un veloce giro allo shop (perchè comunque due calamite vanno sempre comprate). Con grande puntualità veniamo chiamati da chi organizza le discese nello slot canyon e divisi in gruppi; come da tradizione cerco di incollarmi alla guida perchè nel carnaio totale che c'è li sotto, di solito ti da qualche spunto fotografico interessante. Mentre ci spostiamo verso l'ingresso, osservo i nuvoloni neri all'orizzonte con la speranza che il tanto decantato sistema di avviso per gli allagamenti sia attivo (ricordo che per me questo sistema non è altro che un indiano strafatto di funghetti allucinogeni che sdraiato su una collina da qualche parte, osserva la pioggia), anche la guida non sembra particolarmente tranquilla ed infatti poco dopo inizia a spiovigginare, ma comunque scendiamo le scalette ed entriamo nel canyon. La quantità di gente è impressionante, praticamente si procede a passo d'uomo in ogni momento e le possibilità di scattare una qualunque fotografia è quasi sempre compromessa dalla presenza di qualcuno; nel frattempo scambio due parole col mio nuovo amico indiano e scopro alcuni fatti interessanti, tra cui: - non ha idea di dove si posizioni l'Italia nel mondo, avrei potuto dirgli che venivo da marte, ottenendo lo stesso risultato - gli dico che sono stato qua dieci anni fa e che ai tempi si poteva fare un pass fotografico che ti permetteva di girare senza problemi per due ore (e la gente era meno della metà), lui mi dice che fa la guida da un paio d'anni e non ne sapeva nulla, aggiunge anche che probabilmente i biglietti sono cresciuti "un pò" in questi dieci anni... - mi dice che vorrebbe imparare a sciare sulle alpi, mentre cerco di spiegargli che le alpi sono in buona parte nel paese di cui nemmeno conosce l'esistenza (mentre Sabrina mi guarda scossando la testa per l'assurda discussione che stiamo facendo) - (ultimo ma non meno importante) non è mai stato all'upper canyon; ok non sapere dove sono le alpi, passi non aver fatto la quinta elementare in cui si parla della storia della seconda guerra mondiale in cui l'Italia ha avuto un ruolo abbastanza al centro dei riflettori e magari due volte avrai letto la parola Italia su qualche libro, ma come cazzo è possibile non essere mai andato all'upper canyon, quando questo è letteralmente dall'altra parte della strada? Mentre proseguo in questa delirante conversazione continuiamo a spostarci assieme alla massa di gente, più o meno a metà ci sono delle scalette ed il mio amico giramondo mi dice che qualche giorno prima hanno dovuto chiudere per due giorni il canyon perchè completamente allagato, aggiunge che lo hanno svuotato a mano con pale e secchi e che sono servite più o meno 15 ore di lavoro per rimuovere tutto il fango... La felice gitarella continua e mentre io spiego la geografia di base all'indiano, la mia bella ha conosciuto due ragazzi italiani che si guardano attorno a bocca aperta, come sempre io odio conoscere italiani e lei lo sa, infatti decide di coinvolgermi subito nella conversazione (stronza) mentre io fingo di non conoscerla e soprattutto di non sapere l'italiano, dopo aver ricevuto la mia razione quotidiana di insulti, la conversazione (che si rivela piuttosto delirante) si sposta sul viaggio dei nostri nuovi amici e scopro che sono partiti il giorno prima da Los Angeles, hanno fatto tappa a Las Vegas e sono arrivati qua senza aver visto nulla nei dintorni; mentre cerco di reprimere un misto tra vomito e crisi epilettica, cerco di spiegare loro come arrivare all'Horseshoe Bend, assicurandomi che lo salvino istantaneamente su Maps, così da vedere ALMENO una seconda cosa nei dintorni; chiusa la parentesi da travel blogger (mi raccomando, seguitemi per altri consigli di viaggio) arriviamo all'uscita; allungo la mancia al giovane Magellano (assieme ad una cartina muta del mondo, da colorare a suo piacere) e dopo una sosta nel bagno più fatiscente degli States (con quello che costa il tour oggi, potrebbero almeno dedicarsi all'essenziale per un bagno, come pomelli dorati, un quartetto di musicisti classici ed asciugamani caldi) arriviamo alla macchina e facciamo il punto, considerato che abbiamo circa un'ora e mezza prima del secondo tour ad Antelope X, decidiamo di fare un salto nel ridente e meraviglioso centro abitato di Page in cerca di cibo. Simpatico asiatico con mocassini di velluto... Dopo aver percorso tutta la via delle chiese (la cui dislocazione continua ad essere un mistero affascinante quasi quanto lo slot canyon) vediamo l'insegna di Subway, dove ci fermiamo per un panino, mentre inizia a piovere piuttosto forte; mentre osserviamo sconsolati il meteo, ordino un panino all'indiana meno simpatica della storia di questo gagliardo popolo, la suddetta ha una curiosa peculiarità che la rende ancora più adorabile, parla senza muovere alcun muscolo della faccia e senza aprire la bocca, le manca solo un fottuto peluche sul braccio e potrebbe essere tranquillamente uno sketch comico con un ventriloquo che fabbrica panini; dopo vari tentativi a gesti riesco ad avere il mio panino al pollo e cose varie. Un grande classico di Page La pioggia cala mentre raggiungiamo la sede del tour per Antelope X, sono abbastanza convinto che il tour verra annullato, ma visto che siamo li andiamo comunque a vedere; all'arrivo troviamo una baracca di lamiera, il solito vagone carico del brio e della solita simpatia che accompagna la vita degli indiani ed alcuni furgoncini; non solo il tour è confermato, ma se vogliamo possiamo partire un pò prima con il giro che sta partendo in questo momento. Per arrivare ad Antelope X ci si muove per circa 10 minuti di strada su questi van, quindi si percorre una breve discesa su sabbia (con la pendenza del Mortirolo) ed una volta sul letto del fiume scopro che in realtà i canyon visitabili sono due, distanti pochi minuti l'uno dall'altro. La fantasiosa X che da il nome al canyon La gitarella è decisamente piacevole, la guida si prodiga nel farci vedere cose tra le rocce, una roccia assomiglia alla testa di un'aquila, un'altra un leone che attacca, la mia musa non ne riconosce neanche una e quando "Aldo l'indiano" le indica una roccia che sembra una vertebra di moffetta, sbrocca definitivamente ed inizia a dire si a tutto (anche a cose che Aldo sta palesemente inventando), mentre io me la sghignazzo nelle retrovie; il tour è decisamente divertente e malgrado offra probabilmente meno spunti rispetto al Lower, la quasi totale assenza di turisti compensa e permette di trovare spunti interessanti piuttosto belli. Torniamo ai van più o meno dopo un'oretta ed in pochi minuti siamo nuovamente alle macchine; prima di iniziare a muoverci verso Kanab ci fermiamo alla stazione di benzina dietro cui si trova un'interessante formazione rocciosa da fotografare; ormai questo posto è diventato virale (e generalmente il video inizia con il beota di turno che sottovoce dice "sto per mostrarvi come arrivare nel posto più segreto degli States" e conclude con il solito "seguitemi per altri preziosi segreti di viaggio") ma è anche segnalato su Maps, quindi non è che serva la mappa del tesoro per arrivarci. Probabilmente a causa del meteo non c'è nessuno in giro e possiamo goderci questo anfratto in santa pace, scattando foto e facendo video stupidi... Nei 30 minuti che trascorrono da quando abbiamo parcheggiato l'auto, il cielo all'orizzonte è diventato clamorosamente nero, pertanto ci affrettiamo a tornare alla macchina per andare all'Horseshoe Bend, prima che arrivi il diluvio. Ricordo ancora quel giorno di tanti anni fa (da leggere con tono del vecchio che racconta l'aneddoto ai nipotini) quando andai per la prima volta all'Horseshoe, ED ERA TUTTA CAMPAGNA (ecco, non l'ho mai detto, ma ho sempre sognato di farlo (quasi-cit per pochi)) si parcheggiava lungo la statale ad una certa distanza da Page e poi si seguiva una traccia nella sabbia, ecco ora il parcheggio dell'Horseshoe (oltre a costare 10 dollari) sembra il P1 fuori da Malpensa, ci sono due caselli, una meravigliosa colata di asfalto ed una romantica passerella di cemento per arrivare al canyon; mentre scendo dalla macchina noto che il meteo è peggiorato drasticamente in quei pochi minuti e le nuvole sono ormai sopra di noi, tanto che a metà del percorso inizia a grandinare; troviamo riparo sotto una tettoia mentre vediamo un temporale veramente importante in direzione Kanab; quando il meteo concede 5 minuti di tregua voliamo (letteralmente visto il vento) sul bordo del canyon dove ci fermiamo a scattare qualche foto nella parte sprovvista di ringhiera... ...diversi fulmini ed il ricominciare della pioggia ci fanno scappare piuttosto velocemente ed arriviamo alla macchina mentre la grandine ricomincia a cadere; ci asciughiamo come possiamo e decidiamo di partire subito verso Kanab. La pioggia sarà una costante dei primi 30 minuti di strada, così come gli alert sul telefono relativi ai possibili flash flood; diversi punti della strada sono allagati e bisogna fare veramente molta attenzione; finalmente il cielo inizia ad aprirsi e la visibilità migliora, arriviamo nella mia amata Kanab poco dopo le 21 e troviamo facilmente il nostro albergo. Vista la sveglia prevista per l'indomani più o meno alle 4.30, decidiamo di cenare in camera, mentre prepariamo il necessario per il giorno successivo; è stata decisamente una giornata ricca di emozioni! Nota a margine: il giorno seguente abbiamo visitato il South Coyote con la guida di Dreamland, questo curioso personaggio si trovava a The Wave proprio poco prima del temporale che noi abbiamo visto all'Horseshoe e si è allontanato appena in tempo, cosa che non hanno fatto altri visitatori; lui è anche un membro delle squadre di soccorso ed infatti ha attivato le ricerche di tutti quelli che non erano ancora tornati alla macchina durante il temporale (ha scattato una foto al famoso registro delle presenze che si trova ad inizio trail ed a tutte le targhe delle auto ancora presenti al parcheggio, quando è scappato); mi ha fatto vedere alcuni video girati mentre stava tornando indietro, sulla strada sterrata, dove ha attraversato autentici fiumi di fango che portavano giù di tutto... Alla fine tutti sono tornati a casa ma c'è chi se l'è vista molto brutta (e qualche giorno dopo qualcuno dal Grand Canyon invece a casa non è tornato, sempre a causa degli allagamenti). Soprattutto nel mese di agosto dove ormai il monsone estivo è una realtà quotidiana bisogna veramente fare attenzione prima di muoversi in aree remote, perchè il meteo cambia in pochissimo tempo e le conseguenze possono non essere piacevoli. La Quinta by Wyndham: Albergo piuttosto nuovo situato in centro a Kanab, stanze enormi e molto curate, è presente una piccola lavanderia ed alla mattina viene offerta la colazione (non c'è tanto spazio per sedersi rispetto al numero di stanze); decisamente consigliato. Antelope 2010+2012+2014 vs Antelope 2024: Il Lower Antelope è una macchina da soldi (e neanche pochi, visto il prezzo); lo spiazzo lungo la strada con una baracchina di lamiera e qualche indiano che per pochi dollari ti porta a scoprire questo luogo è decisamente un lontano ricordo; sicuramente io non sono un grande amante delle folle oceaniche, ma il Lower ora è letteralmente invaso dalla gente; il luogo rimane stupendo e magico, ma si passa la maggior parte del tempo in fila a fissare la testa di quello che è davanti, spesso in maniera abbastanza claustrofobica. Questo è il motivo per cui ho trovato molto più piacevole la gita ad Antelope X, sicuramente gli spunti fotografici sono più scarsi e l'esperienza in generale è più breve all'interno dei due slot, ma la suddivisione in piccoli gruppi, tutti distanziati tra loro, permette di vivere un'esperienza molto interessante ed "old-style" senza avere costantemente qualcuno che ti sbuffa sul collo. Malgrado tutto il Lower rimane ancora il mio slot canyon preferito, MA Antelope X è sicuramente un ottimo ripiego se si cerca qualcosa di meno affollato...
  23. Probabilmente il vento ha ripulito tutto piuttosto velocemente, anche perchè alle 8 il cielo era limpido (e di base non avevo una gran voglia di alzarmi 🤣)
  24. Confermo tutto! Landma puoi fare la 225 e trovi due guadi divertenti (di cui il primo ha anche la bandella che ti indica quale rotta tenere in acqua, che non è cosi scontato anzi); volendo dalla 225 hai una deviazione carina per un vulcano pittoresco... La 208N è senza guadi fino al campeggio, poi ne trovi due che non devi necessariamente fare (ma sono molto divertenti). Al Kerlinga è una pista piuttosto divertente senza acqua. Importante ricordare di tenere una velocità costante in acqua, cercando di non spanciare quando entri perchè è il momento in cui annaffi il motore
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