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67
Su dariuz

- Compleanno 31/07/1982
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Sito internet
http://500px.com/DarioBosi
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Sesso
Non so
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Città
Minas Morgul (Bologna)
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4267 visite nel profilo
Obiettivi di dariuz
Avventuriero (9/11)
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USA on the road - Puntata del podcast
dariuz ha risposto a dariuz nella discussione Benvenuti su UOTR
@al3cs ha sempre piacere di affrontare la questione... -
Cari utenti, ho il piacere di informarvi che il nostro forum è stato il soggetto di una puntata del podcast "USA on the road - viaggi negli States", realizzato dalla nota travel writer Simona Sacri @SimoSacri. Simona è una travel writer ed una delle voci più autorevoli del turismo negli Stati Uniti. Da anni collabora con Visit USA Italia, contribuendo a raccontare le infinite sfaccettature del territorio americano attraverso reportage, podcast e approfondimenti. Le ho scritto mesi fa per una questione piuttosto surreale che vedeva protagonista il forum (ci sarebbero tante cose da dire al riguardo, ma oggi mi concentrerei sulle cose belle), in cerca di un consiglio e per un confronto; ho trovato una persona appassionata di States ed una professionista estremamente preparata. Nel corso dei mesi abbiamo scambiato diversi messaggi ed infiniti audio su svariati argomenti, finchè mi ha proposto di dedicare una puntata del suo podcast al nostro forum, alla storia di questa piattaforma ed a cosa facciamo ormai da tanti anni. Come ben sapete in oltre 17 anni di storia, il nostro forum Usa on the Road ha sempre scelto di rimanere una realtà libera e indipendente. Non abbiamo mai inseguito collaborazioni o sponsorizzazioni: il nostro obiettivo è sempre stato uno solo, condividere informazioni raccolte sul campo da chi gli Stati Uniti li vive davvero, viaggio dopo viaggio. Seguiamo il lavoro di Simona da tanti anni; nella divulgazione appassionata che la contraddistingue, abbiamo riconosciuto professionalità, competenza, credibilità ed una passione autentica per gli Stati Uniti. Valori che rispecchiano perfettamente lo spirito della nostra community. Accettare il suo invito a partecipare al podcast è stato quindi semplice, ma soprattutto un piacere. Una delle rarissime collaborazioni che abbiamo scelto di intraprendere in oltre diciassette anni di attività, perché nasce dal rispetto reciproco e dalla volontà comune di raccontare gli Stati Uniti in modo serio, indipendente e con passione... Nella puntata che trovate online sui canali di Simona (elencati di seguito), potete ascoltare gli interventi che io @dariuz (se a qualcuno fosse sfuggito chi sta scrivendo) e @acfraine abbiamo realizzato durante la registrazione della puntata. LINK DIRETTO ALLA PUNTATA SPOTIFY - USA on the road - Viaggiare negli States Sito web ps: visto che ne io ne il mio compare Derio registriamo podcast quotidianamente, abbiate pietà, ci siamo impegnati molto...
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Recentemente mi sono trovato a mettere in fila i ricordi che ho del forum; mercoledi ci sarà un'interessante "fuori programma" che ci vede protagonisti ed avevo bisogno di raccogliere e scrivere un pò di cose su di noi. Spero che a 43 anni e 360 giorni (come mi ha definito @al3cs sono "Dariuz il grigio") mi lascerete scrivere qualche riga tra il nostalgico ed il piacevole, quello che insomma fanno i vecchi di merda come il sottoscritto... Sono iscritto al forum dal 2010 (se non ricordo male, ma ho premesso che sono un vecchio bacucco), sono arrivato qua in cerca di informazioni per il mio viaggio sulla east coast del 2011; credo di essermi fin da subito distinto per i diari surreali che mi divertivo a scrivere, in cui fatti piuttosto insignificanti diventavano surreali iperboli mentre disgrazie catastrofiche erano comunque descritte con folle ironia (vedi il volo cancellato il pomeriggio prima della partenza nel 2014 o il bombarolo pazzo che voleva ammazzarmi a Yellowstone). Questo forum è online grazie alla passione di Claudio @KlaSan e Roberto @Shining che ormai 17 (diciassette, DICIASSETTE) anni fa misero su questo sito, senza di loro non saremmo qui oggi; D I C I A S E T T E anni dopo. Questo forum è online grazie alla passione dello staff, abbiamo visto tante persone succedersi nel gruppo ed ognuna a modo suo ha lasciato qualcosa qua sopra (salvo chi, come un bambino tignoso, si è fatto cancellare l'account...l'ho già detto che invecchiando uno ha meno remore a dire le cose?), abbiamo gestito scazzi cosmici, abbiamo organizzato meravigliosi raduni, abbiamo "mandato avanti la baracca" compatibilmente con la vita che non è rimasta ad aspettare mentre scrivevamo post e guide ed abbiamo affrontato un paio di cambi piattaforme (ricordo che l'ultimo a ipb è costato svariati anni di inferno ai molti che si sono prodigati per rimettere su tutto a tempo di record). Questo forum è online grazie a tutti gli utenti, a chi è passato solo per raccogliere qualche informazione, a chi è arrivato tramite i social e poi qua è rimasto, a chi è diventato un amico virtuale e reale, a chi ha contribuito aiutando altri utenti, a chi ha scritto un diario o semplicemente un post. Il forum è qualcosa che probabilmente appartiene al passato, forse è un covo di vecchi boomer che non si arrendono a chatgpt, ai "seguo" di Facebook ed al mondo che cambia più velocemente di quello che riusciamo a comprendere; questo forum costituisce una nicchia di appassionati che mettono a disposizione degli altri utenti tempo e conoscenze, in maniera indipendente e gratuita (vorrei sempre ricordare che qua nessuno promuoverà un ameno albergo a 40 km dalla Monument Valley, solo perchè il proprietario ci ha fatto dormire gratis in cambio di pubblicità positiva), affinchè tutti possano avere il viaggio migliore possibile; credo che al giorno d'oggi sia una cosa estremamente rara e preziosa. Il forum non è solo Stati Uniti e viaggi, ma anche amicizie indelebili con persone conosciute dall'altra parte del Paese, relazioni, amori improbabili nati tra queste pagine e che vanno avanti più o meno alla luce del sole, matrimoni ed anche figli (nel mio caso un nipote); tutte cose che senza questo spazio non sarebbero state possibili; mentre raccoglievo le mie memorie per la famosa "sorpresa work in progress" mi sono fermato a riflettere su tutte le cose che sono successe in questi anni di forum; a come sono cambiato e soprattutto a come è cambiata la mia vita, alle esperienze che ho vissuto grazie alle informazioni raccolte qua sopra e che probabilmente senza il forum non sarebbero state possibili. Sono andato a controllare prima di prendere la pastiglina e finirla con questi deliri, mi sono iscritto al forum il 15 giugno 2010, è incredibile pensare come un click su un anonimo forum di viaggi, sedici anni fa, abbiamo cambiato così tanto e radicalmente la mia vita, quella delle persone che mi sono accanto e come continui a cambiarla anche in questo momento. Credo che al di la di tutto, questo spazio sia un posto prezioso che deve essere preservato, custodito e "portato avanti", arriverà un giorno in cui entrare qua sarà come ascoltare un vecchio 33 giri dei Beatles, ma evidentemente non è ancora questo il giorno. Lunga vita al forum ❤️ Il vostro Dariuz il grigio (anche se non riesco più a partecipare come un tempo, leggo sempre quasi tutto).
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Conclusioni Mentre pensavo a cosa scrivere in queste conclusioni avevo in mente solo questa canzone, è stato piuttosto curioso guardare il video e scoprire che è stato girato a St. George, nello Utah... Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno letto (da leggere col tono di quelli che chiamano in radio per ringraziare tutti, dai genitori, al postino, a sto gran cazzo), commentato ed apprezzato le mie gesta; credo che ormai, dopo tanti anni, si sia capito quanto mi piaccia scrivere e quanto mi piaccia scrivere dei viaggi che faccio; purtroppo a volte il tempo e poco e non riesco a dedicarne a sufficienza ne alla scrittura e neanche al forum. Prima di scrivere queste righe sono andato a rileggere tutto il diario, un piacevole tuffo nei ricordi, ho iniziato a scrivere di questo viaggio già a fine agosto 2024, è curioso ed assurdo pensare a quante cose siano cambiate da quei giorni ad oggi, sembrano passati 15 anni e non sono nemmeno 11 mesi. Come sono cambiato io in quest'ultimo anno, come è cambiata la vita e come è cambiato quello che mi circonda; come eventi improbabili abbiano anche cambiato il mio modo di scrivere in questo diario; come le indagini hanno influenzato la reazione dei media e della società e il modo in cui i media e la società hanno influenzato le indagini...ah no, questo è Indagini di Stefano Nazzi...🤣🤣🤣🤣🤣 Di solito traggo i grandi bilanci della mia esistenza il giorno del mio compleanno (che per la cronaca sarà tra tre giorni e colgo l'occasione per ricordare che lo stesso giorno si celebrano due avvenimenti altrettanto importanti come il compleanno di Harry Potter e la giornata mondiale dell'orgasmo), visto che gli anni iniziano ad essere tanti, l'ho fatto anche rileggendo le cose deliranti che ho scritto ed è stato comunque bello ripercorrere questo viaggio, ricco di meravigliosi ricordi e grandi soddisfazioni. Le albe nel nulla alla ricerca della foto perfetta, la ricerca (spesso infruttuosa) dei miei cari orsetti, tornare in luoghi pieni di ricordi come Arches o la Monument, osservare la meraviglia di chi si addentra per la prima volta nel Lower Antelope, i tramonti che si accendono negli occhi e nel cuore, il Wallmart di Evanston ancora li dopo un decennio, il privilegio di poter vedere tutto con questi occhi, ancora una volta. Sono esattamente 20 anni che scorrazzo su e giù per l'America e pensando a questo, ai mille ricordi che si accavallano nella memoria, vorrei citare le parole con cui si conclude uno dei miei film preferiti, che ho recentemente rivisto per la millesima volta, ovvero Apollo 13 (che fu il primo film che un sexy-adolescente-nerd Dario vide al cinema con una ragazzina...): E quanto a me, i sette straordinari giorni di Apollo 13 furono i miei ultimi nello spazio. Ho osservato altri colleghi passeggiare sulla Luna e tornare sani e salvi. Seduto in sala controllo, oppure a casa nostra, a Houston. Qualche volta mi sorprendo a guardare la Luna, ricordando gli incredibili eventi del nostro lungo viaggio, pensando alle migliaia di persone che lavorarono per riportare noi tre a casa. Guardo la Luna e mi chiedo: quando ci torneremo? E chi ci andrà questa volta? Grazie a tutti quelli che hanno letto le mie deliranti parole. Ognuno, a modo suo, sa perchè. Il vostro squisito Dariuz
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23 agosto: Las Vegas - Amsterdam 24 agosto: Amsterdam - Bologna Atto conclusivo delle gesta del vostro Dariuz preferito in America... Sveglia senza troppa fretta in vista delle 196 ore di viaggio verso Bologna; finisco di preparare zaino e valigia (maledicendo svariate volte l'economica passione per la fotografia) e ci riuniamo con il resto della ciurma per una veloce colazione (di cui non ho memoria, so che c'è stata perchè non ho ucciso nessuno per la fame, ma non so cosa, probabilmente è stata allo Starbucks accanto agli ascensori dell'Excalibur). Carichiamo la macchina e facciamo un ultimo giro tra i vari negozietti per comprare qualche calamita da portare a casa. Abbiamo un pò di tempo, quindi raggiungiamo un vicino Wallmart per comprare alcune penne (che evidentemente si trovavano solo li, io ero già smaronato per il rientro e non ho grandi ricordi di questo avvenimento) e soprattutto un ottimo pain au chocolat appena sfornato, che dovrebbe servire per il viaggio di rientro in aereo ma che ho finito prima di arrivare alla macchina. Il fido peluche che mi segue dal Teton Mentre siamo nel parcheggio, mio fratello dice che gli piacerebbe andare al poligono a sparare, il posto è di strada e quindi poligono sia. Il poligono è popolato da pazzi furiosi, già nel parcheggio veniamo accolti da carri armati, elicotteri e gente che gira felicemente armata come fossimo a Falluja; abbastanza perplessi andiamo dentro all'edificio principale ed un'altra psicopatica spiega le varie armi tra cui scegliere (a quanto pare ti possono anche portare nel deserto a sparare con una mitragliatrice da un'elicottero) ed i vari extra disponibili (tipo usare la foto del capo al posto del bersaglio, non sto scherzando), io continuo a guardarmi attorno decisamente perplesso da questa fiera della follia, ma ormai che siamo li... Alla fine fratello e cognata scelgono M4 ed AK, aspettiamo il nostro turno in mezzo a pazzi di ogni fattura (tutti rigorosamente con pistola in cintura), finchè non arriva Rick che è il loro istruttore di tiro; Rick è chiaramente un altro pazzo furioso, tutto entusiasta di mostrarci armi di vario tipo neanche fossè il menù di Call of Duty; quindi ci da le cuffie antirumore e ci fa entrare nel poligono vero e proprio (io nel frattempo sono stato ingaggiato come fotografo di corte). Una volta dentro fa sparare prima a colpo singolo, quindi un paio di raffiche ed infine il gran finale che è una raffica mirando alla testa del bersaglio e, cito testualmente, pensando ad una persona che vi sta sui maroni. Bossolo e bersaglio ricordo, foto di rito con le armi e via verso nuove avventure... Lo squisito bazooka (Nota a margine, lungi da me dare giudizi morali su armi, cultura americana ed affini; ho semplicemente trovato tutto più o meno abbastanza folle, soprattutto per le famiglie con bambini al seguito che andavano TUTTI felicemente a sparare). Abbiamo ancora un pò di tempo, quindi ci fermiamo a scattare una foto alla famosa insegna, simbolo di Las Vegas. Dall'insegna al noleggio auto la strada non è tanta, anche il tempo non è tanto a questo punto, ma abbiamo del margine. Il problema nasce solo al semaforo successivo, quando tutti gli incroci vengono bloccati da moto della polizia ed un paio di elicotteri iniziano a volteggiare sopra di noi. Dopo circa 20 minuti fermi noto che l'altro senso di marcia (quello verso la città) è completamente sgombro da auto già da un pò...evidentemente hanno chiuso per far passare qualcuno di importante.. Quel qualcuno non è altro che Trump, che si sta recando in città per tenere un discorso in vista della chiusura della campagna elettorale; dopo altri 15 minuti infatti vediamo passare la sua limo blindata, scortata da svariate decine di mezzi speciali. Con i minuti contati, grazie a questo meraviglioso contrattempo, arriviamo di corsa al noleggio auto e sempre di corsa raggiungiamo l'aeroporto con la navetta; fortunatamente c'è poca fila sia al banco che ai controlli di sicurezza e riusciamo ad arrivare comunque in tempo al nostro gate. Il volo verso Amsterdam me lo dormo quasi tutto, mentre mi guardo svariati Harry Potter a caso sul display di bordo ed anche il volo verso Bologna scorre liscio e senza problemi. Più o meno a metà pomeriggio del 24 agosto si conclude ufficialmente questo ennesimo viaggio in terra americana.
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22 agosto: Las Vegas Scrivere di una "banale" giornata a Las Vegas non è semplice dopo le avventure dei giorni precedenti. Valuto rapidamente che spendere altri 70$ di colazione non sia la cosa più intelligente del mondo, quindi arraffo nel sacchetto degli avanzi, trovando un pò di nutella e delle pringles (connubio già ampiamente sdoganato alla base del trail del Delicate Arch, come i palati più fini ricorderanno). Visto che è abbastanza presto decido di provare a capire se è possibile riscuotere il miliardo e mezzo di punti accumulati su MyVegas nei mesi precedenti, mentre giocavo compulsivamente come un bimbo autistico coreano; trovo abbastanza facilmente il desk dove chiedere informazioni e scopro che nel loro sistema risultano tre account associati al mio nome (cosa che sinceramente non comprendo), il problema viene risolto in circa 30 minuti da una solerte addetta che mi indirizza al piano superiore per il buffet (se non ricordo male avevo due persone gratis ed alla fine ci siamo divisi il conto in 4, mangiando il fabbisogno energetico di un mese degli All Blacks) e mi consegna la tesserina con 20$ di credito per le slot, assieme ad una serie infinita di istruzioni che smetto di ascoltare dopo 3 secondi. Per riuscire ad usare la tessera ci vuole una laurea al Mit, voi probabilmente starete pensando che sia piuttosto semplice, infili la tessera, punti e riscuoti le laute vincinte, invece no, bisogna inserire un dollaro cash altrimenti la tessera non si attiva (questo tralasciando il non trascurabile fatto che la tizia me lo aveva spiegato ma non l'avevo ascoltata). Dopo questo primo momento di empasse, decidiamo di giocare le nostre fortune ad una meravigliosa "slot dei gattini", scelta solo ed esclusivamente perchè in caso di vittoria, un gattino felice saltellava urlando miaoooo. Ora qui succedere un miracolo, uno dei quei miracoli su cui la Disney potrebbe fare un film con musica pomposa e personaggi che alla fine si muovono al rallentatore mentre saltellano felici e si abbracciano... ...malgrado io abbia commesso più o meno tutti i peccati capitali, bestemmi come uno dei bambini di satana anche se mi cade una monetina a terra, desideri ardentemente l'estinzione del genere umano e ritenga che astio e cattiveria siano la base della mia esistenza, il 22 agosto dell'anno di grazia duemilaeventiquattro accade qualcosa di inspiegabile; qualcuno nell'alto dei cieli decide che è il mio momento, l'oggetto dei miei abbinamenti "divinità & animali da cortile" decide di regalarmi una gioia. Gioco totalmente a caso, attratto ed ipnotizzato dalla musichetta della slot, il gattino corre felice ed io spingo tasti, li spingo più o meno tutti ed assolutamente a caso; dopo un lasso di tempo infinito si avvicina mio fratello,osservando il punteggio e sostenendo che sia un conteggio piuttosto alto dice di provare a farci dare il voucher per vedere a quanto corrisponde...e sono 190 dollari; continuo a giocare in maniera ossessivo compulsiva e sulla scia di chi si dilettava a moltiplicare i pani ed i pesci, moltiplico denari e gattini e sono altri 200 dollari...mi piacerebbe poter dire che ero pienamente consapevole di quello che stavo facendo, maaaaaa ho spinto letteralmente tasti a caso per 30 minuti e concluso con circa 400 dollari vinti (partendo dai 20 omaggio e dal fottutissimo dollaro cash che ha dato il via a questa ordalia ludopatica). Mentre mi crogiolo nell'inebriante sensazione del trionfo, decido di giocarmi 20 dollari anche a blackjack ed anche qua si compie un autentico miracolo, vinco 8 (OTTO) mani di fila, raddoppiando, splittando e giocando con la stessa naturalezza di Dustin Hoffman in Rainman; mio fratello mi guarda allibito con la bocca spalancata; dopo queste otto mani perdo la successiva e decido che il momento di arraffare il malloppo e scappare. Cambio le fiches (a memoria sui 300 dollari) e sghignazzando per l'ultima ora oltremodo surreale, trascino l'allegra combriccola al buffet dell'Excalibur dove decidiamo che i soldi spesi devono essere mangiati fino all'ultimo centesimo e ci sfondiamo con tutte quello che troviamo. Facciamo un salto al temporary shop di Stranger Things perchè vorrei comprare un paio di calamite, quindi vista l'inaspettata vincita propongo di andare all'outlet a sperperare i denari vinti, dividendo la vincita in 4 e dando ad ognuno una quota del malloppo. All'outlet la temperatura è di circa 89 gradi all'ombra e la mia quota delle vincite viene investita in bottigliette d'acqua che bevo senza sosta... Torniamo verso la strip e considerando la nobiltà che mi ammanta, viste le ricchezze accumulate nel mattino, propongo di sfruttare il parcheggio del Bellagio (che ad onor del vero è compreso nei 20 dollari dei parcheggi del gruppo MGM, ma mi sembrava bello fare il ricco per un attimo). Ci muoviamo tra i casinò nei dintorni, in attesa di far venire l'orario dello spettacolo "O" del Cirque du Soleil. Non essendo un grande esperto di questo genere di show, mi ero fatto consigliare dagli amici del forum; sinceramente non sapevo cosa aspettarmi mentre aspettavo l'inizio, le due ore successive sono state una delle cose più belle che abbia mai visto nella mia vita, un insieme di salti, acrobazie, luci e musiche da lasciare a bocca aperta; probabilmente una delle esperienze più belle della vacanza e che mi sento assolutamente di consigliare a tutti quelli che si troveranno a passare in città in futuro. Fuori dalle porte di "O" nel frattempo passano le candidate al concordo di Miss Mondo, in città per un qualche tipo di evento e che guardo distrattamente mentre srotolo dollari dalle mie tasche. Rientriamo in albergo e ne approfitto per una breve sosta da Shake Shack (dentro al NYNY) poichè la fame incombe spaventosa. Prima di dormire ne approfitto per iniziare a sistemare i bagagli in vista del rientro previsto per domani. Anche oggi è stata una giornata meravigliosa a Las Vegas...
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Mi toccherà tornare, farò questa fatica..
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21 agosto: Las Vegas Mi sveglio con una irrefrenabile voglia di pancake, quindi memore che dentro ai casinò la colazione è un furto, decido di andare a farmi derubare all'esterno dell'Excalibur; apro Maps e scopro che a sole 0,5 miglia dal mio letto king con aria condizionata, coperta in lana merinos e set di pentole in acciaio inox 10/18, si trova un food truck abbastanza quotato che si chiama "Egg Shop"; le recensioni sono più che valide, quindi allaccio le scarpe e mi lancio verso questa soave colazione. Ora io devo ammettere che ogni tanto sbaglio, capita anche ai migliori, ma quando succede tendo a fare cazzate atomiche (per la cronaca, in un recente viaggio, passando per la quindicesima volta davanti allo stesso negozio, qualcuno ha avuto il coraggio di mettere in discussione il mio senso dell'orientamento), le 0,5 miglia che separano il mio letto dal pancake diventano subito 8 miglia, ovvero quelle necessarie per uscire dal casinò, una volta all'esterno scopro (con mio grande stupore) che alle 9 di mattina ci sono 43 (diconsi quarantatre) gradi; davanti al Luxor inizio ad avere le allucinazioni ed in lontananza vedo chiaramente una fontana di Coca Cola, al semaforo per attraversare la strada noto una targa che riporta "Mancò la fortuna, non il valore" che ricorda sinistramente la fuga nel deserto di El Alamein, durante la seconda guerra mondiale... Il caro Egg Shop si presenta esattamente come nelle foto, ovvero una bettola; una donnona afro, parlando la lingua di Mordor prende l'ordine, io capisco la metà delle cose che dice e lei a sua volta capisce la metà delle cose che dico io in risposta; il risultato è semplice: SETTANTASETTE fottuti dollari per dei pancake, un paninozzo ed un beverone che dovrebbe essere succo d'arancia grattato via dal ghiaccio che si forma sullo sportello del freezer quando lo scordi aperto... Il posto comunque è iper di tendenza, la gente gira dei video per tiktok nel parcheggio, ci sono diverse foto dello chef sulle tv locali di Vegas e sono tutti felici e contenti... Tornando in albergo troviamo mio fratello che vaga per tra le slot machine, io avrei da riscattare il mio credito accumulato giocando compulsivamente a MyVegas; quindi mi dirigo al servizio clienti, dove l'operazione non è esattamente così semplice; mi chiedono passaporto, cellulare, dati account, gli ultimi 4 f24 pagati e se voglio comprare delle enciclopedie e dopo circa 45 minuti mi viene consegnata la tesserina col credito da usare; essendomi rotto abbondantemente i coglioni, salto la parte in cui la tizia mi spiega come usare il credito ed infatti passo altri 30 minuti assieme a mio fratello, nel tentativo di capire come decuplicare il malloppo (cosa che avrei capito subito se avessi ascoltato la spiegazione della tizia). Ormai si è fatto tardi e decidiamo di rimandare l'appuntamento con la ricchezza al pomeriggio... Facciamo una tappa all'outlet a nord (quello all'aperto, dove è bello passeggiare mentre senti la suola delle scarpe che si fonde), quindi dopo aver sperperato denari e mangiato qualcosa torniamo in albergo a lasciare la macchina e fare una veloce doccia. Promemoria della mattina di shopping Prossimo appuntamento The Sphere per lo spettacolo Postcard from Earth; visto che abbiamo tempo, ho la brillante idea di suggerire che potremmo andare a piedi, in fin dei conti si tratta solo di due miglia; l'idea sarebbe anche intelligente se non fosse per la temperatura che oscilla dal forno crematorio acceso (all'esterno) a Natale a Reykjavik (all'interno); alla fine la "piacevole passeggiata" si rivela una marcia della morte in cui vengo insultato malamente dai miei compagni di avventura ed arriviamo al pelo alla sfera, giusto in tempo per essere insultato ancora. Da segnalare il bellissimo negozio popup a tema Stranger Things, con una marea di oggetti di scena... Lo spettacolo è stupendo, la proiezione che ti avvolge, lascia senza parole (anche perchè ad essere pignoli, di parole, brutte, me ne hanno già dette tante); il filmato dura circa 45 minuti ed a mio avviso vale veramente la pena di essere visto (e vanno bene anche i posti economici, non troppo defilati, tanto è tutto talmente enorme che si deve girare la testa in ogni caso). Una volta fuori dalla sfera vorremmo più tempo per scattare qualche foto, ma i 750 addetti cercano di far defluire le code in maniera rapida e precisa e le possibilità di scattare foto sono veramente limitate... Approfittiamo del collegamento interno col Venetian per fare un giro e già che ci siamo per mostrare a mio fratello i gondolieri, quindi inganniamo il tempo con un trancio di pizza, prima del main event della giornata, ovvero il concerto dei The Killers; seguo questo gruppo da sempre, purtroppo ho mancato la vendita diretta perchè non avevo ancora definito il programma ed ho ripiegato sugli "economici" reseller, ma vedere un concerto al Coliseum del Caesar Palace è stata una delle esperienze più belle della mia vita... Le due ore del concerto sono letteralmente volate, hanno suonato buona parte dei miei brani preferiti e penso di aver sorriso senza sosta per tutto il tempo... Video completo del concerto che ho trovato su Youtube... Approfittando del "fresco" serale, rientriamo in albergo passeggiando tra i casinò e fermandoci a scattare svariate foto, quindi hamburgerino tattico da Shake Shack e nanna (in realtà mio fratello e morosa, che sono ancora due giovinastri, hanno preso la macchina per andare a vedere la sfera by night; io volevo solo morire a letto perchè si sa che sono un vecchio di merda). Las Vegas è sempre uno dei miei posti preferiti...
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Eccomi, chiedo venia, periodo abbastanza complicato... Come sempre le condizioni degli sterrati variano di anno in anno, soprattutto in base al meteo ed alle eventuali piogge. La strada per arrivare al Moon è estremamente semplice per le prime sei miglia, dove puoi andare con qualunque mezzo; si tratta di una strada sterrata ben mantenuta; il problema sono le ultime due miglia scarse (ovvero quando giri a destra), qui, soprattutto nella parte iniziale, la strada fa parecchio schifo e ci sono un paio di passaggi dove è facile toccare col fondo del mezzo. Personalmente l'idea di farla con un camper non mi fa impazzire, soprattutto se abbastanza basso, comunque se uno scende a dare indicazioni al guidatore e si va piano, credo sia fattibile. Poi ripeto, basta vedere nel giro di pochi giorni (e tante piogge) le condizioni diverse trovate sulla Potash la scorsa estate, magari quando vai tu è tutta una pista da biliardo...
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Ciao, in realtà nessuna APP, le notifiche arrivavano direttamente sul display, senza che io avessi fatto nulla, con quel meraviglioso suono gracchiante che si sente quando un sta per finire il mondo ed il fenomeno di turno viene scelto per andare a nascondersi in un tunnel scavato nelle montagne rocciose (che è poi la trama della meravigliosa serie Paradise, che consiglio)
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Premesse: 1: "Chiedo scudo", come diceva il magnifico Luca Giurato, pubblico la giornata con colpevole ritardo, ma negli ultimi 45 giorni sono stato assorbito dalla scrittura di altri meravigliosi et squisiti testi, lasciando colpevolmente indietro il diariuz, mea culpa! 2: Per la giornata odierna ho solo quelle che definirei "4 foto di merda" perchè chi ha fatto le foto ai The Narrows non me le ha mai mandate ed io ero abbastanza terrorizzato dallo scoprire le l'iphone regge l'acqua come viene pubblicizzato... 20 agosto: Kanab - Zion NP (The Narrows) - Las Vegas Sveglia all'alba in quel di Kanab, dobbiamo arrivare a Zion ed abbiamo circa un'ora di strada; memore del parcheggio che si era riempito alla velocità della luce nei primi giorni di agosto, vorrei fare in modo di arrivare prima del delirio, o comunque far si che la giornata non inizi come una QUALUNQUE delle mie giornate lavorative, in cui andare alle 08:00 ho già nominato tutti i santi dal primo gennaio al 31 luglio. In realtà passato ferragosto pare che nessuno abbia più alcun interesse per Zion (a parte le meravigliose e per nulla fastidiose famigliole di francesisucchialumachesenzabidet che si riversano a frotte dai Narrows) e parcheggiamo praticamente nel posto riservato al sovrintendente del parco; sistemiamo velocemente gli zaini e raggiungiamo il vicino negozio Zion Outfitters (si può andare a piedi dal parcheggio, ricordarsi al pomeriggio di portare il pass dei parchi perchè c'è un ranger che controlla, anche se si entra a piedi nel parcheggio); qua troviamo tutto il materiale necessario per avventurarci nei Narrows, ovvero scarpe da canyoning, calzetti fetidi in neoprene e bastone di Gandalf. Dopo una veloce sosta alla macchina per cambiarci, saliamo sul primo shuttle ed in circa 30-40 minuti raggiungiamo l'ultima fermata, ovvero Temple of Sinawava (che a me suona come "Amici Ahararara" che urlavano i Fichi d'India tanti anni fa). Sexy gamba dello scrivente Percorriamo il trail (direi circa 20 minuti) che serve per arrivare al punto in cui si deve entrare in acqua, la temperatura è tutto sommato piacevole, gli uccellini si rincorrono felici nei cieli mentre gli scoiattolini saltellano giulivi sugli alberi, ma ben presto la quiete che regna lungo il fiume Virgin verrà sconvolta da un'unica, potentissima, bestemmia (pronunciata dal sottoscritto ovviamente), ma andiamo con ordine, come sempre... Mai dire mai I miei compagni di avventura decidono, con grande spirito cavalleresco, di lasciarmi entrare per primo in acqua, quindi sistemo le scarpe, chiudo lo zainetto ed impugnando il mio bel bastone di Galdalf entro in acqua, cercando di evitare gli schizzi di quegli adorabili frugoletti con la r moscia che si rincorrono come bestie ringhianti attorno a me; è tutto bellissimo, l'acqua è fredda ma dico cautamente che basterà cercare di non bagnarsi i vestiti, che dovrebbe andare tutto bene; perfetto, l'acqua arriva alle caviglie, gli uccellini mi osservano assieme agli scoiattolini, sembra una scena di Cenerentola, mancano solo le tre fatine del cazzo a canticchiare motivetti; faccio un passo e riesco a centrare ed entrare nell'unica buca presente nel raggio di 72 km, ma non una buchetta da cui puoi facilmente uscire senza grossi danni, ma proprio la cazzo di fossa delle Marianne in cui affondo come il Titanic; riemergo bagnato fradicio, bestemmiando cose inaudite e maledicendo le tre fatine del cazzo, il tutto nel giubilo generale. Bravo Dario, bellissima idea andare ai Narrows... Tolto questo piccolo inghippo iniziale, tralasciando che dopo 12 secondi sono già bagnato fradicio e che i miei maroni sono risaliti così tanto a causa del freddo che ora stanno prendendo un the coi biscotti con le tonsille, è tutto bellissimo; la camminata lungo il fiume è molto divertente, in alcuni punti la corrente è piuttosto forte e bisogna fare attenzione a non scivolare (ma tanto io ho già fatto subito, così per mettere le cose in chiaro), mentre in altri l'acqua sale parecchio arrivando ben oltre la vita e costringendo a mettere lo zaino sopra la testa (oppure a cercare di non affogare per i diversamente alti); dopo circa 30 minuti riusciamo a scrollarci dai maroni (maroni figurati, non i miei che hanno già preso la residenza appena sopra la trachea) tutte le felici comitive piene di quei meravigliosi bimbi salterini e ci godiamo in pace l'escursione. Il little fratello Trovo diversi scorci interessanti e quando posso cerco di scattare una foto, ovviamente col terrore di far cadere il telefono in acqua, ma viste le premesse di inizio giornata decido di non testare se effettivamente l'iphone regge l'acqua e dopo circa due ore di camminata arriviamo nella zona di Wall Street; appena si entra in questa sezione del fiume, è subito chiaro perchè sia consigliato ovunque di arrivare almeno fino a qui; le pareti svettano alte su di noi e ne approfittiamo per scattare foto e fare merenda; ma dovendo arrivare fino a Las Vegas (ed avendo almeno 3 ore tra camminata e bus prima di salire in auto) decidiamo di iniziare a tornare indietro. Il viaggio verso l'inizio del trail è piuttosto simile all'andata, tranne per il fatto che il tiepido sole delle nove è diventato importante e più volte mi bagno la testa in acqua (che non manca decisamente) per sfuggire al caldo. (Tralascio di essere scivolato come un pollo e di essermi NUOVAMENTE bagnato tutto) Nel tratto finale (dove l'acqua è più profonda) ci sono diverse persone che fanno il bagno, felici nel fango, in compagnia del vibrione del colera che starnazza felice nel fetido... Arriviamo quindi al parcheggio dello shuttle ed in poco meno di 40 minuti siamo davanti al negozio Zion Outfitters, dove riconsegnamo il materiale (che viene buttato in vasche dove penso usino la soda caustica per rimuovere schifo, puzza e putridume vario). Prima di partire verso Vegas ci fermiamo al Canyon Coffee, un locale piuttosto carino, tutto in legno che si trova lungo la strada per un veloce spuntino. Ultima tappa nella valle, prima di imboccare l'autostrada verso sud, una veloce sosta a Grafton, per mostrare gli edifici (restaurati parecchio, dall'ultima volta) della città fantasma ai miei compari. Non troviamo molto traffico ed arriviamo più o meno in orario a Las Vegas, per gli ultimi giorni di vacanza ho prenotato all'Excalibur; è sempre bello (ed apprezzato) vedere la distanza che c'è tra il parcheggio (dei poveri), la reception e quindi l'ascensore per la nostra torre; secondo la traccia dell'orologio ho camminato nel Casinò, più o meno come ai Narrows... Sinceramente non ricordo il perchè di questa foto inutile, ma avendone poche, ve la beccate Abbastanza provati, tra sveglia, escursione e viaggio, dopo una meravigliosa doccia calda, decidiamo di fare un giretto nei pressi dell'albergo in cerca di cibo (e per "puro caso" finiamo al tanto caro Panda Express) e poi andiamo a letto. Devo dire che questo viaggio mi ha fatto letteralmente scoprire ed innamorare di Zion, l'escursione ai The Narrows è veramente divertente, più o meno alla portata di tutti e decisamente consigliata! Excalibur Hotel and Casinò: Nulla da dire, è sempre una certezza low cost di Las Vegas, la posizione è abbastanza a sud lungo la strip, ma con la tessera le parcheggio (20$ a notte) si può entrare in ogni casinò del gruppo.
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Come dico sempre ci vuole tanto culo, pazienza ma soprattutto il periodo giusto; tra maggio/giugno (quando mi ero letteralmente stancato di vedere orsi) ed agosto (quando sono arrivato ad accendere un cero per chiedere la grazia di vederne uno) c'è veramente una differenza abissale dovuta alle condizioni meteo ed alla diversa necessità di trovare cibo. E poi ci vuole culo 🤣
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Grandissimo Luca 🤣 Io ho visitato quelle zone nel 2011, trovi qualche spunto nel mio diario... Il giro mi sembra bello e bilanciato, forse toglierei un giorno a Montreal perchè oggettivamente non è una metropoli smisurata a cui dedicherei più di un giorno (e complessivamente non ne ho un gran ricordo, al contrario di Toronto che mi ha fatto impazzire). Darei priorità assoluta a prenotare nella zona dell'Acadia perchè quello è un periodo molto gettonato anche dai locali per le vacanze Tra Montreal e Toronto suggerisco la sempre bella gita in barca a Gananoque alle 1000 Islands... A Boston (ai miei tempi, così per proseguire il trend dell'anzianità) andava di moda dormire un pò fuori, nei pressi delle fermate dei treni che vanno in città, così da non farsi dissanguare dai parcheggi cittadini (sempre se non trovi un albergo con parcheggio). Sempre per Boston... https://www.sportsmuseum.org/visit/ Vai a festeggiare l'inserimento di Ettore? 🤣 https://www.visitnepa.org/things-to-do/tours-and-sightseeing/the-office/ Mi aspetto un accurato reportage fotografico
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Non capisco perchè non ne abbiamo già fatto una meta di pellegrinaggio del forum, tipo rito di iniziazione... Sul Grand Canyon concordo con te; facevo comunque una riflessione con la mia allegra combriccola (tutti estasiati dal GC) e cioè che io (ma vale anche per te e tanti altri) abbiamo visto talmente tante cose nei viaggi che è difficile avere l'effetto wow che ha il viaggiatore normale quando si trova sul bordo del rim. O forse più semplicemente essendo un sociopatico che odia la gente, il GC è esattamente l'antitesi dei posti che vorrei frequentare...🤣
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19 agosto: Kanab (North Rim) Per la giornata odierna avevo selezionato varie escursioni tra le varie cose che Kanab può offrire, doto attente e lunghe riflessioni i miei prodi compagni di avventura hanno scelto di andare a vedere il Grand Canyon, nello specifico il North Rim che è raggiungibile da Kanab in poco meno di due ore di viaggio. La modalità con cui affrontiamo la sveglia (e complessivamente tutta la giornata, come avrete modo di leggere) è quella che definisco "del turista tedesco mezzo ustionato dal sole che si aggira con calzetto e ciabatta in bella vista"; nello specifico nessuno di noi gira in ciabatte, ma complessivamente oggi ce la prendiamo con molta calma; partendo da una comoda colazione in albergo. La scelta è piuttosto ampia e soddisfacente (i pancake con una spolverata di Nutella che ci siamo portati dalla camera sono clamorosi), l'unico problema è che in tutta la sala (che è poi la stessa enorme hall dove si fa il check in) ci sono tipo 5 sedie e dobbiamo aspettare (come avvoltoi) qualche minuto prima di poterci accomodare al tavolo, poi diventa semplicemente un problema per qualcun altro... Dopo una sontuosa colazione saltiamo in auto (visto che sono in modalità risparmio energetico accetto di buon grado la proposta di mio fratello di prendere il loro mezzo) e percorriamo una buona parte della strada già vista ieri, fino a quando arriviamo al Jacob Lake Inn e lasciamo la 89A, imboccando la 67. Le affollate strade di Freedonia Qua il panorama si fa via via sempre più montano, alte conifere e piccoli prati verdi ci accompagnano per una buona mezz'ora, finchè non arriviamo al Grand Canyon North Rim visitor center; io sono (sempre) in modalità risparmio energetico e quando scendiamo dalla macchina impiego circa 10 minuti a capire chi sono, dove siamo e perche siamo venuti qua, finchè la mia bella mi prende sotto al braccio come fossi un povero demente e mi accompagna a comprare un paio di calamite al visitor; mio fratello commette un grosso errore da dilettante dando troppa confidenza all'ottuagenaria cassiera dello store, la quale per tutta risposta gli mostra 35 minuti (non sto scherzando) di foto scattate durante le ultime vacanze in Italia; questa pausa forzata, mentre me la sghignazzo seduto su una panchina, mi permette di riavviare il cervello, allineandomi col mondo circostante. Recupero una mappa e controllo il cartello coi trail chiusi per manutenzione, ovviamente il sentiero che porta al Bright Angel Point (che dovrebbe essere uno dei viewpoint più belli) è chiuso perchè una ventina di metri di trail sono franati non si sa bene dove più a valle... Decidiamo di muoverci tra i vari viewpoint aperti lungo il rim e che dopo pranzo ci sposteremo in macchina nella zona del Walhalla Plateau, dove sono presenti altri punti panoramici. In giro non c'è tanta gente, è tutto decisamente pulito ed ordinato e questo contribuisce decisamente a darmi un'impressione decisamente migliore di quella che ebbi al South Rim, su cui non avevo speso grandi parole quando ho fatto scegliere alla ciurma il programma della giornata (io sarei andato al Wire Pass tanto per dire 🤣)... Apro una parentesi "Unpopolar Opinion": A me il Grand Canyon, fece tendenzialmente schifo (e tendenzialmente lo annovero tra i posti da evitare), ho un bellissimo ricordo del giro in elicottero con la cavalcata delle valchirie nelle cuffie, ma tutta la zona mi sembrò ben al di sotto dei meravigliosi luoghi visitati nei parchi dell'ovest; troppa gente ovunque, troppa ressa ad ogni viewpoint e decisamente troppi asiatici con relative pose da idiota per i miei gusti; tutte cose che non ho trovato al North Rim, il cui "ritmo" decisamente poco turistico e lento mi ha fatto trascorrere una bellissima giornata, bel al di sopra delle aspettative che avevo. Già che sono nella parentesi impopolare in cui affronto scomode verità, trovo che anche la canzone One degli U2 sia fin troppo sopravvalutata e generalmente passo alla successiva quando mi salta fuori nella playlist...🤣 Mentre ci aggiriamo nella terrazza panoramica del Lodge (con meravigliose sedie sdraio che si affacciano direttamente sul rim) si diffonde nell'aria un clamoroso profumo di carne alla griglia; la voragine che si apre collettivamente nello stomaco di tutti ci fa raggiungere piuttosto velocemente il ristorante all'interno del lodge; diamo una rapida controllata ai prezzi (che si rivelano essere decisamente onesti e ben al di sotto di rapine viste un pò ovunque in questo viaggio) e ci accomodiamo in uno stupendo tavolino da 4 accanto ad una vetrata enorme, con vista sul canyon. Il pranzo è ottimo e decisamente in linea con il soave profumo che ci ha condotti li ed anche il conto finale è in linea con quanto ho scritto sopra (consiglio assolutamente questo stupendo ristorante a chi si trovasse qua di passaggio); prima di spostarci verso nuovi lidi facciamo benzina ed approfitto dello store per comprare noccioline e schifezze caramello-salate. Impieghiamo circa 30 minuti per arrivare a Cape Royal, dove praticamente siamo solamente noi a girare nel trail che porta ai vari punti panoramici, quindi riprendiamo la strada in direzione nord e ci fermiamo lungo la strada a scattare svariate fotografie. Non avendo più molto altro da vedere decidiamo di riprendere la strada verso Kanab, non prima di esserci fermati al Jacob Lake, dove Sabrina riesce a trovare una pallina di natale in vetro da aggiungere alla collezione (io mi ero fatto distrarre dai cookie). Il leggero cookie del Jacob.. Arriviamo a Kanab verso le 17, facciamo un veloce passaggio in camera, quindi io e Sabrina decidiamo di andare a fare un giretto per Kanab, mentre mio fratello si attarda in camera... Oggi a Kanab c'è decisamente più vita del pomeriggio precedente e muovendomi lungo la via principale ho tanti ricordi che riaffiorano alla memoria dalle precedenti visite... Notare la rigogliosa vita per le strade di Kanab Nei mesi precedenti alla partenza avevo fissato come uno dei punti fermi della vacanza la visita al famoso "ristorante dei procioni", luogo in cui ho mangiato ogni volta che mi sono trovato in città, dove ho scattato la foto al procione impagliato che gioca a poker che è il mio avatar un pò ovunque ormai da 3 lustri e con il quale credo di aver rotto i coglioni più o meno ad ogni essere vivente con cui ho parlato di viaggi; potrete forse capire la disperazione quando ho scoperto che il ristorante ha chiuso qualche anno fa e che buona parte del locale sia diventato un negozio di souvenir...mentre le lacrime scorrevano virili sul mio volto amareggiato, ho notato che nei pressi del vecchio ristorante è stato aperto un locale più piccolo e scorrendo tra le foto di Maps ho notato in un angolo il tavolino coi procioni, in uno scatto di qualche anno fa...questo è bastato a riaccendere la speranza, forse non tutto era perduto... Col cuore colmo di speranza mi sono affacciato alla porta del ristorante per prenotare un tavolo (cosa assolutamente non necessaria visto che saremo stati in 15 in tutta la città, ma io non potevo più attendere) e loro erano proprio li ad aspettarmi in un angolo (potrei dire anche tristemente relegati in un angolo invece che sotto ad un riflettore come meriterebbero), i miei adorati procioni erano li ad aspettarmi dopo un decennio...sono uscito dal locale saltellando e la mia bella ha capito subito che li avevo trovati (considerate che era da 20 giorni che brontolavo imbronciato che non ci sarebbero stati). Essendo ancora presto facciamo un giretto in alcuni negozi di souvenir nei paraggi, trovando alcuni adesivi veramente belli ed un paio di calamite; quindi veniamo raggiunti da mio fratello ed andiamo a cena. La cena all'Iron Horse Restaurant è veramente ottima (ma io avevo occhi solo per i miei cari procioni ed avrebbero potuto servirmi anche un hamburger al bitume) e mi sento caldamente di consigliare questo luogo meraviglioso, fulcro della mia esistenza... Prima di rientrare in albergo facciamo una passeggiata lungo la via principale della città, quindi torniamo in camera a preparare i bagagli, l'indomani avremo una sveglia piuttosto mortifera, infatti si va a Zion ed i Narrows ci aspettano gelidi... Abra Kanabra, ma di cosa stiamo parlando, io li adoro (ricordo che anni fa trovai il cartello in cui scrivevano che a Kanab si fa Kanabaret alla sera)... Amo Kanab (ed i procioni).
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