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misterb3

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Obiettivi di misterb3

Turista da agenzia

Turista da agenzia (4/11)

  1. Ultimamente amo pianificare viaggi con obiettivi del genere, che sia Star Wars, che sia Tarantino in California, che sia a Seattle sulle tracce del grunge... SPOILER 😃 Io sono di Bologna e i bolognesi che abitano nel mio palazzo dicono che a Bologna non è mai stato cosi caldo 😉 Scherzi a parte, nel deserto di giorno 40/45°C facili facili, secchi con massimo 20% di umidità e talvolta con un po' di aria che insieme all'ombra dava ristoro, idem la sera dove calava sensibilmente. Nelle citta sulla costa invece l'inferno: 35/40°C con minimo 60% quindi la sera poca escursione e ancora umidità... in pratica come qui fino a qualche giorno fa
  2. Salve a tutti OTRFriends! 😎 Eccomi qui a raccontare il mio viaggio in una... Galassia Lontana Lontana... Innanzitutto mi scuso per l'assenza e per aver fatto il diario postumo anziché live, ma la costanza purtroppo negli ultimi tempi è una dote di cui dovrei fare rifornimento. Ordunque, negli ultimi tempi ho avuto poca possibilità di viaggiare con la famiglia per impegni vari così ci siamo ridotti all'ultimo a organizzare questo viaggio che avevo in mente da tempo, non è la prima volta che visito locations di Star Wars (anche solo in Italia da Caserta al lago di Como, alle cime di Lavaredo, etc...) ma in questo caso è davvero un en plein. Tunisia! A mio parere per fare un bel giro della Tunisia occorrono almeno 10/14 giorni, ma si sa che non si può discutere quel che passa il convento, quindi amen, faremo un po' di corsa. Come conseguenza di questo ho pensato di volare su Tunisi e rientrare da Djerba senza tornare a nord, solo da Djerba ci sono molti meno voli, quindi 8 giorni pieni e belli tirati. È deciso! Altro motivo per cui ho evitato di fare un anello è per usare meno la macchina, che è stata per distacco la spesa più sproporzionata della vacanza. Per intenderci un taxi per 40 minuti mi ha preso circa 15€, la spesa media a notte per gli alloggi 85€, una cena in 4 50€, mentre l'auto a noleggio, modestissima e senza possibilità di fare una assicurazione full, costata quasi 90€ al giorno. Altra problematica ovviamente è andare in nord africa ad agosto... Anche qui le possibilità di girare in primavera stanno a zero causa lavoro di mia moglie. Quindi ci prepariamo ad affrontare un clima a dir poco ostile... Che poi si è rivelato leggermente MIGLIORE di quello di Bologna Ma bando alle ciance... Giorni 1 e 2 Tunisi Siamo atterrati nel tardo pomeriggio a Tunisi senza nessun intoppo, taxi per l'hotel preso di fianco alla Medina e al "centro" di Tunisi. Essendo a piedi ci siamo limitati a un giretto nei paraggi e a cenare con dell'ottimo shawarma poi a nanna. L'indomani abbiamo preso un taxi per andare a visitare le rovine di Cartagine, un sito archeologico veramente imponente se visitato nella sua interezza. Insomma "delenda est" mica tanto. Infatti abbiamo visitato i bagni di Antonino, senza pagare il biglietto causa mancanza provvisoria della biglietteria, poi il porto antico. Ci siamo persi la zona delle ville romane causa acquazzone, che non ci ha però impedito di visitare l'adiacente Sidi Bou Said, delizioso paesino dai colori bianchi e azzurri, rinomato anche per i bambalouni, dolci di pasta fritta non propriamente estivi. Ultimata la visita sempre in taxi siamo tornati in albergo, giusto il tempo di rinfrescarci, per così dire visto che l'aria condizionata del hotel era decisamente poco efficiente, per poi andare a vedere la medina e il suo souk (mercato), in cui ci si perde con piacere. In queste stradine è stata girata qualche scena di Indiana Jones. La sera abbiamo cenato da Al Majlis, molto pittoresco e abbastanza costoso, infatti in 4 abbiamo speso ben 50€ mancia compresa. Poi per chiudere, come giusto che sia, tè alla menta e frutti secchi a fiumi e shishà in uno dei milioni di bar che la sera ospitano fino a tardi i locali impegnati nella stessa attività. Tutti gentilissimi va detto. Giorno 3 Inizia il viaggio verso sud Nella mia testa era semplice ma qualche dubbio in effetti c'era: noleggiare l'auto alla mattina in aeroporto tappa ad Hammamet tappa a Monastir tappa a Sousse visita al El Jem pernottamento a Sfax Anche senza guardare la mappa è palese che qualcosa sarebbe andato sacrificato, senza contare che già la città di Qayrawan, molto importante soprattutto a livello religioso, era già stata eliminata. E infatti così è stato, partiamo alla volta di Sousse direttamente. Hammamet e Monastir le terrò, insieme ad altre tappe a nord, per un'altra volta. Anche perché entrambe, oltre alla medina e il souk hanno delle belle spiagge quindi vale la pena fermarsi come si deve. Da segnalare la fermata alla stazione di servizio poco dopo Hammamet, dove in pratica era allestito un mercato. E anche qui fiumi di te e dolcetti. Sousse è una città famosa specialmente per la sua Medina moooolto bella. Anch'essa bianca e con le porte tutte colorate. Nonostante il caldo umidissimo ci siamo concessi una sosta al mercato e nel bellissimo bar "Kasbah", uno dei tanti coloratissimi bar di Sousse. Ho già detto che abbiamo preso litri di tè anche qui? Ok siamo a metà giornata e manca ancora molta strada oggi. La tappa successiva però è niente meno che El Jem con il suo anfiteatro romano, fratellino del più famoso "Colosseo". Noto per essere stato il set del film Il Gladiatore, è conservato benissimo ma soprattutto è completamente visitabile. Il tramonto l'abbiamo passato qui. Tra l'altro a El Jem si tiene, proprio in questo anfiteatro, un importante festival musicale alla fine di agosto. Tempo di vedere anche il bellissimo paesino e siamo ripartiti alla volta di Sfax. Tappa essenziale per prepararsi all'ultimo pezzo di viaggio verso la Galassia lontana lontana. A Sfax poco da segnalare, una città più moderna, pulita e viva rispetto a Tunisi. Cena leggera, qualche tè e a nanna. Giorno 4 Tozeur e la forza Allora qui il programma ha subito un cambiamento rispetto a quanto previsto. La mattina siamo partiti alla volta di Tozeur, città/oasi nel mezzo del deserto. Prima tappa a Gebes, una cittadina con un mercato noto per le spezie e per l'henné, che mia figlia voleva proprio prendere per fare qualche "tatuaggio". Tè, dolcetto tipico al miele e a forma di corno e si riparte. Ora il piano prevedeva una bella tirata con tappa a Kebili, altra città oasi, ma quando ho letto "Matmata" nelle indicazioni stradali la tentazione di deviare, allungando di un oretta, è stata forte, così ho virato e preso la strada che porta a questa prima serie di paesini berberi (o meglio dire amazigh, visto che è il loro vero nome e chiamarli barbari non è molto carino) con abitazioni di forma circolare scavate sostanzialmente sotto terra e caratterizzate da una corte comune anch'essa scavata al centro. Lungo la strada ci siamo fermati a un viewpoint dove, tra i cammelli, c'era una guida che ci ha proposto di guidarci a visitare una di queste abitazioni. E così abbiamo fatto, per una somma di circa 7€ a testa abbiamo visitato la casa di una signora che ovviamente ci ha offerto tè e pane col miele, poi abbiamo proseguito al famoso hotel Sidi Idriss, location usata per girare gli interni della casa di Luke Skywalker e che ai tempi delle riprese era già un hotel e Lucas alloggiò qui con la sua squadra. Brividoni! Il paese di Matmata invece, altra delle tante location, l'abbiamo saltato perché la strada era ancora moooolto lunga. Per arrivare a Tozeur si passa per quasi 50km sul Chot (lago salato) El jerid, che logicamente d'estate è secco e rende la traversata una cosa mistica: una strada sopra a una infinita stesa di sabbia bianca salata a perdita d'occhio dove ovviamente ci siamo fermati per qualche foto, stando attenti perché la sabbia non è sempre stabile, sotto seppur poca e seppur non sempre c'è comunque l'acqua. In serata siamo arrivati nel nostro bellissimo alloggio di Tozeur, un po' turistico ma qualche confort ogni tanto ci sta. Mia moglie nel frattempo ha cercato online un tour nel deserto che prevedesse alcune delle location di Star Wars e non solo. Cenetta con pizza locale, bizzarra per quantità e dimensioni poi il letto non ce l'ha tolto nessuno. Giorno 5 off-road a Tozeur La guida a bordo del suo 4x4 da battaglia è passata presto la mattina, ci ha anche proposto di cambiare il programma previsto sul sito facendo una gita alla mattina e una nel tardo pomeriggio così da non girare nelle ore più calde e riposarci un po'. Così abbiamo fatto. La mattina ci ha fatto visitare l'oasi stupenda Chebika, dopo una bel giro nel Chot a nord di Tozeur, successivamente il canyon di Mides e infine le cascatine di Tamaghza. Tè e in hotel per rilassarsi in piscina. Nel pomeriggio invece un lungo viaggio tipo montagne russe sulle dune per arrivare a Ong Jmal, una grande roccia che sembra appunto un dorso di cammello (traduzione di Ong Jmal). Bellissimi panorami ma soprattutto nei paraggi ho riconosciuto un'altra location da Episodio I. Infine, giusto in tempo per il tramonto, siamo arrivati a Mos Espa, un paesino nel mezzo del deserto creato ad hoc per Star Wars e rimasto tutt'ora come attrazione. La forza scorreva forte in me mentre sorseggiavo il mio tè nel deserto al tramonto. Giorno 6 il pianeta Tatouine La guida Rami è stata impeccabile ma era evidente che non fosse appassionato di Guerre Stellari quanto me, altrimenti non avrebbe omesso due luoghi simbolo come il canyon di Sidi Bouhlel (ambientazione iniziale del primo film) e la casa "igloo" di Luke. Ora se a quest'ultima ho dovuto rinunciare visto che la nostra auto non era attrezzata per affrontare le dune in cui si trovava la casetta, per il canyon ho provveduto mentre ripartivamo da Tozeur alla volta di Djerba. Il viaggio è lungo così siamo partiti ma senza fretta, avevamo 9 ore per farne 6 di auto. Devo dire che le strade in generale in Tunisia sono assolutamente dignitose, hanno una passione per i dossi ma non altrettanta cura nel segnalarli a dovere e in generale, fatta eccezione per qualche duna birbante in strada nei pressi di Tatouine abbiamo viaggiato lisci come l'olio. Meravigliosi invece fuori da tutti i negozi i "distributori" di miscela per motorini, in sostanza un treppiede con in cima una tanica e un tubino per fare rapidamente rifornimento ai tantissimi motorini che da noi giravano negli anni 90. Lungo la via segnalo il particolare Bar Jellel posto all'interno di una serie di "dune dure" ovvero rocce friabili di sabbia e il cafè Jilili dove madre e figlia ci hanno servito il consueto tè offrendoci un pane ripieno che mi ha fatto commuovere per la bontà. In tutti i luoghi degli ultimi giorni ho trovato adesivi di tanti Motoclub, specialmente italiani. In effetti è un viaggio che si due ruote, e magari in primavera, deve essere stupendo. Comunque. Prossima tappa il paese "berbero" di Ksar Hadada. Anche questo è un "ksar" ovvero un paese/granaio, ma a differenza di quelli scavati questo fa parte di una serie di paesini costruiti o meglio "impilati" in modo caratteristico. Il tempo stringe così appunto invece di vederli tutti mi concentro su Ksar Hadada. Ora è sostanzialmente una attrazione e credo si possa anche soggiornare, ovviamente un tempo era uno "ksar", neanche troppo tempo fa. Ancora una volta la forza mi ha guidato bene. A malincuore ripartiamo per andare a Djerba, aeroporto, a riconsegnare l'auto entro le 19, orario di chiusura. Ansia perché il traffico aumenta e arriviamo alle 19.05. Ma l'ufficio ci fa rilassare con poche scartoffie e nessun rimprovero nonostante non abbia fatto non tempo a fare il pieno alla macchina. 30€ di "sanzione" e siamo già prendere un taxi per l'ultimo hotel, che poi è un appartamento. Giorni 7 e 8 Djerba Il piano era semplice: due giorni di cazzeggio totale, con buona pace del OTR. Appartamento di fianco a hotel costoso, zona di spiagge belle, che tradotto vuol dire lontano dal porto e dalla cittadina di Houmt Souk (lontano calcolando che eravamo senza auto) quindi primo giorno al mare e con qualche attività tipo para sailing e giro in dune buggy, poi cena nell'adiacente ristorante (e a seguire gran varietà di tè e shishà, così... Per cambiare) L'ultimo giorno invece, sfidiamo il caldo per visitare Houmt Souk, ma tristemente il caldo ha la meglio, fortunatamente si fa l'ora in cui le ragazze hanno un giro a cavallo in programma cosi io vado alla scoperta delle ultime due location: la casa di Ben Kenobi (Sidi Jemour Mosque) e la "Cantina" (si Google maps si trovano cercando "Bakery ruins"). Per farlo ho dovuto spiegare al tassista che non volevo fare un tour di un giorno con lui a Tatauine ma che queste due chicche per turisti "nerd" erano a 20 minuti da noi. La cosa l'ha infervorato e l'ha aggiunta alla carpetta piena di proposte scritte in inglese per i turisti. La cosa buffa è che neanche un barista che aveva il bar esattamente di fronte alla "Cantina" sapeva niente di questa potenziale attrazione. Ci siamo fatti due chiacchiere sorseggiando un tè io, lui, mia figlia e il tassista. L'indomani presto il nostro aereo ci ha riportato a Bologna, con un volo molto turbolento e i consueti servizi del Guglielmo Marconi sempre ampiamente sotto il livello della decenza. Vi allego la mappa, forse un po' confusionaria del mio giro.
  3. Alla fine, complice anche @dariuz la scelta è caduta su un giro di questo tipo a spanne: 15-19 Agosto 2 giorni a Seattle (città e luoghi sacri della musica), possibile escursione a Cannon Beach in giornata o con pernottamento, concerto dei Foo Fighters 19-20 Agosto Viaggio verso Yellowstone con tappa intermedia da definire, forse Missoula dove ho un contatto 20-25 Agosto Yellowstone/Teton (si sono pochi, ma i giorni sono SEMPRE pochi😅) 25-27 Agosto Denver e partenza il 27 pomeriggio
  4. Grazie, scusa infatti mi pareva che Dario avesse un nickname. Si concordo, Yellowstone è uno di quei viaggi che vorrei fare da tantissimo (e non sempre questo vuol poi dire che sia difficile, sono appena stato in Giappone, che ho sempre pensato fosse difficlissimo e invece...), ma forse merita più tempo, più programmazione e più anticipo. Sull'Oregon e Vancouver ho veramente poche nozioni invece.
  5. Buona sera a tutti, innanzitutto mi scuso per essere mancato per un po' di tempo, mi farò perdonare producendo qualche diario dei miei ultimi viaggetti, promesso! Siccome non posso rompere sempre le scatole solo a @Dario Bosi chiedevo un consulto anche a voi che siete una garanzia. Si parla di nuovo di States, dove manco da qualche anno. Di recente ho avuto una ricaduta con la musica che amo da sempre e vorrei organizzare un pellegrinaggio viaggio nella città dove è nata: Seattle, ho anche già appreso che ci sarà un concerto dei Foo Fighters proprio nei giorni in cui avrei idea di andarci, quindi tutto perfetto no? No. Devo rendere questo viaggio proponibile alla famiglia, alla quale frega poco delle mie tappe religiose, della Sub Pop, dei primi concerti bla bla bla Quindi: avendo indicativamente 12/13 notti in agosto e intenzione di volare su Seattle, come mi consigliereste di organizzare questo tempo? Oregon? Portland? Yellowstone nonostante forse sia un po' tardi per organizzare? Mentre attendo mi metto a ripercorrere qualche viaggio. Grazie ragazzi
  6. misterb3

    Google My Maps

    Aggiorno l'argomento segnalando che la app purtroppo finirà nel folto cimitero dei progetti di google, in compenso però google ora da la possibilità, oltre a raggiungere questo servizio da browser, anche di creare mappe concettuali direttamente su maps. Secondo me è una cosa molto carina, gusto mio ovviamente. Volevo pubblicarvi un esempio, una mappa che ho fatto direttamente su maps anni fa, con i luoghi cult dei film di Tarantino da visitare nel west usa (lo pubblico senza http perchè in questo momento non so perchè ma il forum non mi permette di pubblicare link goo.gl/maps/M2ARYSbZWrecxWkbA
  7. @jarod Bocchette si USB solo davanti Accendi sigari uno davanti, uno dietro al poggia braccio e uno in ultima fila sicuramente, non ricordo se ne aveva altri. Girando ho visto molti furgoni a noleggio, quasi sempre come il nostro (o addirittura da 15, che se non sbaglio è uguale ma con una fila in piu dietro e la portiera diversa) ma anche qualche Chevrolet
  8. Porca miseria scusa mi ero perso la notifica della tua domanda! Certo che ho le foto https://ibb.co/sjvXJgW https://ibb.co/VgDzz47 https://ibb.co/4fPY0m5 https://ibb.co/Ng0xRwL https://ibb.co/ypzH7yR https://ibb.co/1zr8S0D https://ibb.co/sPWPwMF https://ibb.co/Vmb8nhg https://ibb.co/WzxJ1xX https://ibb.co/TkhBcKx Appena visto ero terrorizzato, non avendo mai guidato prima nulla di più grande di un suv da città (qui da noi), ma devo dire che ho avuto meno problemi la con il transit che qua con una auto normale. La visuale è sufficiente, con sensori e tutto non ho mai avuto problemi. Se hai un minimo di abilità puoi stare tranquillo. Spazio ce n'è in abbondanza e anche il bagagliaio è enorme
  9. @Lauretta83 beh non è che ho dovuto cedere, anzi è un piacere ripercorrere viaggi, soprattutto non avendo ancora niente di grosso da organizzare. Eccetto una capatina in Israele.
  10. ... Passiamo tutto il tempo che ci resta a Venice, e quando si fa buio torniamo verso casa, con i soliti tempi biblici dettati dal traffico apparentemente normale ma letale di Los Angeles Lungo la strada c'è ancora un attimo per fermarsi in un luogo culto, sempre famoso per essere comparso in un film, il Johnie's Coffee Shop, dal film The Big Lebowski, altro cult che adoro. 5 settembre, Los Angeles HAPPY BDAY Dulcis in fundo. Oggi è il mio compleanno e lo passerò in volo verso casa, non il massimo. Il nostro volo parte nel tardo pomeriggio ma noi dobbiamo rendere il furgone alle 16, quindi decidiamo di bazzicare nella zona sud, non lontano dall'aeroporto, per cominciare torniamo a Venice Beach, che tanto ci era piaciuta, oggi ci fermiamo a vedere i canali che ne hanno ispirato il nome, facendo una bella passeggiata tra i ponticelli che li attraversano. Sempre a Venice mi fermo a vedere un altra location ovvero la casa del "drugo", sempre da The Big Lebowski, non lontano da li c'è anche la scuola dove è ambientato Greese, che per la verità mia moglie riconosce per caso, quindi ci fermiamo anche li, dove in pochi istanti veniamo avvicinati da un paio di bidelli(?) che ci chiedono se siamo li per visitare la scuola e che se vogliamo qualche ora dopo è possibile anche vedere l'interno. Li ringraziamo, ma purtroppo per quell'ora saremo già in aeroporto a restituire il mezzo, che peccato. Va bé però resta comunque il mio compleanno, quindi quale posto migliore per festeggiare se non dal celebre Randy's Donuts? Decido che è ora di fare schifo, quindi andiamo a fare festa! Direi che le foto parlano da sole in questo caso Il volo è in orario (eccetto a Londra, grrrrr che odio Heathrow!!!) e torniamo a casa stanchi e salvi. Ragazzi non mi dilungo ulteriormente se non per ringraziare tutti voi che mi avete dato dritte fondamentali e indispensabili. GRAZIE A TUTTI!!
  11.  Ciao a tutti, eccomi qua a raccontarvi la nostra seconda volta nel West, non è certamente il più raro dei viaggi che troverete nei diari di questo forum, ma come mi è stato detto: ognuno ha il suo punto di vista, le sue emozioni e il suo modo di viverlo. Questo è il nostro. Come avevo più o meno raccontato QUI avevamo già fatto un giro molto simile qualche anno fa, una sorta di viaggio di nozze posticipato per la nascita di nostra figlia, ma allo stesso improvvisato per via di alcuni imprevisti: in effetti decidemmo di partire solo 2 settimane prima della effettiva partenza, in quello che ai tempi fu il nostro primo viaggio oltre oceano e il primo con la pupetta, allora di 10 mesi. Inevitabilmente l'inesperienza (e il non conoscere questo forum) ci fece commettere molti piccoli errori, ma fu comunque un viaggio stupendo e indimenticabile. DA REPLICARE. E così arriviamo a oggi, nel frattempo la famiglia è cresciuta, abbiamo acquistato esperienza e nuovi compagni di viaggio ben rodati da viaggi fatti insieme in questi anni. Così da 2 ragazzi spaesati con una bimba piccola questa volta siamo partiti in 8: io (Leo), mia moglie Kia le nostre bimbe Vera e Mia, con noi mia cognata Elisa, il suo compagno Lorenzo, mia nipote Sofia e infine Greta la "babysitter" ovvero una giovane amica, allieva di danza di mia moglie, che le mie figlie adorano e che si è aggregata "approfittando" dell'occasione per fare il suo primo viaggio OTR. Un gruppo variegato, non certo adatto alle serate brave ma volenteroso e instancabile, con gli obiettivi di ripercorrere i luoghi che ci avevano colpito la volta scorsa, e allo stesso tempo vedere cose nuove e infine tornare anche in quei luoghi che avrei anche evitato, ma che il resto del gruppo "non può non vedere almeno una volta". Questa volta ovviamente non mi sono ridotto all'ultimo come la volta scorsa, anzi forse ho esagerato cominciando a pianificare più di un anno prima, ma è un lavoro che non mi pesa, anzi in qualche modo mi fa da aperitivo al viaggio stesso. Così ho sondato giornalmente i voli, iniziato a stilare itinerari e tutte le varie cose che sapete bene tutti. Una novità è stata prenotare un van invece delle solite auto spaziose, l'idea era provare a spendere meno, guidare meno, avere un mezzo unico e stare tutti insieme anche durante i lunghi spostamenti, memore del mio viaggi precedenti in Messico e in Maine e Canada dove io e l'altro "guidatore" in pratica non ci vedevamo mai. Così ho cercato su tutti i siti di noleggio auto un furgone 8 o 9 posti ma incredibilmente non ho trovato niente! In pratica si passava dalle auto normali, ai 7 posti, alla Toyota Sienna 8 posti (costosissima e troppo piccola per stare in 8 + bagagli), ai Ford Transit 12 e 15 posti. La cosa mi ha veramente stupito così ho chiesto più o meno a chiunque (amici americani, forum, voi, noleggi) e quasi tutti mi hanno risposto "CREDO che negli States, con la nostra patente B si possa guidare un 12 posti". Dopo mille pareri la conferma ufficiale sono riuscito ad ottenerla stalkerando scrivendo su facebook (sul sito non ci sono né contatti telefonici ne e-mail) al dipartimento dei trasporti californiano, che molto gentilmente mi ha contattato e ha verificato: "SI CON LA B PUOI GUIDARE UN VAN DA 12 POSTI", evviva!! Ho tenuto la mail nel caso mi capitasse di venire fermato da una pattuglia. Per chiudere il discorso van: evidentemente in USA il 9 posti è un segmento strano, avreste dovuto vedere la faccia della ragazza della Avis, quando le ho raccontato questa curiosità, che mi ha guardato come se avessi chiesto un razzo spaziale: "NINE SEATS?! BUT... WHY??"; nonostante prima l'incertezza sulla patente poi il gruppo che, con la frase ricorrente "dai Leo, come sei ansioso, manca un anno!", mi hanno fatto prenotare in ritardo, il risparmio c'è stato. Ho speso circa come a noleggiare due auto grandi (ma con meno spese accessorie tipo la benzina o il drop in città diverse), i prezzi e le disponibilità dei van però cambiano molto più velocemente di quelle delle auto, esempio: un anno prima circa 800€ per 18 giorni, 8 mesi prima il doppio, 4 mesi prima abbondantemente oltre il triplo, fino a non trovarne proprio nell'ultimo periodo; il furgone era enorme, appena l'ho visto mi sono spaventato, un Ford Transit ma non come i nostri, infatti dalle foto nei siti di noleggio il modello non corrispondeva a quello reale, ma guidare e parcheggiare in America è sempre facilissimo quindi non ho avuto nessun problema, nemmeno in percorsi non asfaltati come la zona dei Canyon, anzi ammetto che mi manca, anche perché alla fine, a parte un'oretta, ho guidato sempre io Vabbè ma passiamo al viaggio, siamo tutti carichi a pallettoni. Tutti tranne Aldo, il mio cagnolino, di cui abbiamo una diapositiva qui sotto... 15 agosto, Bologna -> San Francisco SI VIAGGIA Ore 8;20, si parte con British da Bologna, dove viviamo, abbastanza leggeri fatta eccezione per passeggino e seggiolini per auto (vecchi e che butteremo prima del ritorno per essere più leggeri ancora), scalo da un paio d'ore sempre tirate a Londra Heathrow (aeroporto che odio ogni volta sempre di più) e poi si vola a San Francisco con Virgin. Oh ragazzi Virgin è davvero tanta roba!! Tutto bellissimo e in pratica non ho mai dormito perché passavano di continuo a darci cibi e bevande. Sfortunatamente appena partiti mi sono rovesciato una birra addosso e ho fatto amicizia con la signora di fianco a me che avrà bevuto non so quanti Coca e Rhum, in pratica ne chiedeva anche quando passavano a controllare le cinture. Io non sto nella pelle, ho un ricordo stupendo di San Francisco: bellissima, pittoresca, fredda (io non amo il caldo, ho anche una patologia che me lo rende ulteriormente sgradevole), insomma la mia città preferita. Tutto perfetto, arriviamo a San Francisco che è pomeriggio, tempo di arrivare in hotel col taxi e siamo operativi. Si, col taxi, perché dopo tutto questo parlare di van abbiamo deciso di non prenderlo per vedere San Francisco, ma solo dopo qualche giorno. L'hotel in cui siamo stati 7 anni fa è in ristrutturazione, così ripieghiamo su Hotel del Sol, abbastanza vicino alla zona del porto, ottimo per muoversi a piedi. Carino, colorato, allegro e non troppo costoso (rispetto alla media). Decidiamo di uscire subito, così io posso rivedere la mia amata e il gruppo iniziare a ad ambientarsi. La prima cosa che capiscono è che non esageravo quando dicevo "io a San Francisco arrivai con canottiere, costumi e infradito, convinto che California=Caldo e sole, ma ben presto mi sono dovuto comprare jeans e felpe" ed è divertente come nessuno ci creda fin che non lo vede di persona. Facciamo un giretto passando per il Moscone Park di fronte all'hotel, dallo stabilimento Ghirardelli e una breve passeggiata fino al Fisherman's Wharf. Poi si fa sera quindi tutti a cena, decidiamo di avvicinarci all'hotel e ci rendiamo conto che in pratica ci sono pochissimi luoghi per mangiare, andiamo da Jake's Steaks, un fast food senza lode ne infamia. Purtroppo ci accorgiamo subito che i prezzi, rispetto a qualche anno fa, sono abbastanza aumentati, beh c'era da immaginarselo solo paragonando i rincari degli hotel rispetto a 7 anni fa. 16 agosto, San Francisco BIG BUS E ALCATRAZ = La volta scorsa abbiamo visto bene la parte del porto e Sausalito ma abbiamo un po' trascurato downtown. Inoltre non avendo prenotato per tempo non abbiamo visto Alcatraz. Rimediare. Ci alziamo di buon ora, prima colazione in hotel molto buona, poi usciamo a prendere un paio di SIM, anche queste sono diventate piuttosto costose rispetto a pochi anni fa, così optiamo per prenderne una illimitata per fare Hot Spot e una seconda basilare giusto per emergenze. Decidiamo di prendere, grazie ai super poteri di Kia (addetta specializzata in questo) dei biglietti super scontati per un Bus "Hop On/Hop Off" per fare un giro della città e usarlo anche per spostarci. È una cosa molto consumistica e poco OTR lo so, ma che alla fine facciamo sempre. Facciamo prima un giro completo col bus, che ci porta sul Golden Gate Bridge ed è sempre un'emozione mista vento gelido che io in particolare apprezzo, poi proseguiamo e facciamo il giro completo che tocca i punti più famosi della città come il Civic Center, Alamo Square, Chinatown, Golden Gate Park e la zona della Summer of Love in Haight Hashbury veramente assurda quanto divertente. Facciamo alcune fermate come appunto Union Square e andiamo a visitare China Town a piedi. Nel pomeriggio saltiamo su uno dei Big Bus e ci facciamo lasciare al Pier 39, dove ci aspetta la nave per Alcatraz. La visita è veramente interessante e ben fatta. Anche mia figlia grande si gode il tour, la spiegazione interattiva e ancora di più si diverte con i tanti gabbiani e "alcatraces" (uccelli marini, in spagnolo). Insomma un tour che vale la pena di fare, sebbene sia "solo un carcere" gli approfondimenti rendono molto carina la visita. Nel frattempo si è fatta sera e l'imbarcazione ci riporta al molo, e da lì decidiamo di farcela a piedi fino ai dintorni dell'hotel per poi cercare un boccone. Una cosa scontata per chi è pratico di San Francisco, ma non per tutti, è che nella scelta di un percorso non bisogna solo tenere conto delle distanze (che spesso cambiano poco essendo ovviamente organizzata a blocchi) ma anche del dislivello. Fare una strada piuttosto che un'altra può risultare molto più faticoso e lungo anche se la distanza è pressoché la stessa. Così dopo una bella camminata siamo arrivati e abbiamo provato Alegrias un ristorante spagnolo sempre nei pressi dell'hotel. Buono eh, ma ahimè abbiamo speso abbastanza e quando siamo usciti ci siamo fermati in un liquor store a prendere uno spuntino. Ci rifaremo a colazione. 17 agosto, San Francisco BIG VAN E LEVI'S STRAUSS Ci sono alcuni acquisti che consideriamo obbligatori a San Francisco: i Levis per me e la cuffietta a forma di animaletto per le pargole, dunque siamo tornati al Fisherman's Wharf e ce lo siamo girato tutto fino alla fine, fermandoci nei negozi per souvenir e regalini. In mattinata troviamo anche il tempo per "arrampicarci" sulla Lombard Street, la famosissima serpentina in mezzo ai fiori vista in molti film. Sempre molto bella quanto affollata. Vabbè si è fatta una certa ed è ora di andare a ritirare l'autobus il furgone al moleggio. Così parcheggiamo le ragazze in hotel e andiamo nella downtown. Come detto prima quando l'ho visto mi sono preso un colpo. Oltretutto io non ho mai guidato un furgone, neanche i nostri ben più compatti, figuriamoci quel bestione! Però ci ho preso la mano in men che non si dica. In fin dei conti la guida negli States è una cosa semplice, devi solo prenderci la mano con gli incroci "a saluto" e col fatto che il sorpasso a destra è sdoganato e il gioco è fatto. Alcuni appunti sul mezzo: AVIS ci ha permesso di aggiungere tutti i guidatori aggiuntivi che volevamo, ma per ognuno hanno richiesto patente e carte di credito su cui hanno bloccato una cauzione. Mia cognata che per esempio non aveva la carta con se non ha potuto guidare... Che poi non sarebbe cambiato niente visto che ho guidato io. Inoltre successivamente a LA ci siamo ritrovati a percorrere una strada con il pedaggio senza casello, nel caso possa servire questa info, si è occupata AVIS del pagamento è me lo ha addebitato. Infine stranamente ci sono state date due chiavi del mezzo invece che una, per non rischiare di perderle ne abbiamo tenute una io e una Lorenzo. Puntualmente alla riconsegna però ci siamo dimenticati di restituirla e abbiamo ancora una chiave con noi, ma per ora tutto tace... Il gruppo è rimasto entusiasta nel vedere il nostro camper van, figurarsi le bimbe che in pratica ci possono correre dentro. Manca solo il porta ghiaccio di polistirolo, preso subito anche quello! Ora che non siamo più a piedi andiamo a vedere altri luoghi un po' più fuori mano come le Painted Ladies e il quartiere latino di Mission, nonchè una capatina alla casa di Mrs Doubtfire, tutte cose che anche io non avevo mai visto. Proprio il giorno prima avevo scoperto che un mio amico di NYC si era trasferito a San Francisco, incredibile! Così gli ho chiesto qualche posto in cui cenare migliore dei precedenti. Dopo avermi spiegato che solitamente se ha fame come noi, ed è in gruppo come noi, va a mangiare in ristoranti italiani , mi ha consigliato un bellissimo localino con dei piatti fantastici e... NIENTE. NON C'E' POSTO.la nostra maledizione della cena continua. Alla fine siamo finiti in un ristorante latino nei pressi del Lafayette Park e siamo usciti soddisfatti, perdonatemi ma non ricordo il nome. 18 agosto, San Francisco -> Carmel SITTING ON THE DOCK OF THE BAY Questa è la giornata che dedichiamo a Sausalito, per cui io ho un debole. Adoro quel paesino e ben presto anche gli altri se ne innamorano. Mentre passeggiamo, si respira una pace (e un benessere anche) che mi fa stare bene. Capisco quasi perché Otis Redding se ne stava così bene li seduto sul molo. Passiamo qualche ora di relax, poi ci facciamo un giretto verso nord dove saremmo dovuti andare a vedere il parco di Muir, con le sue Sequoie, ma un po' il tempo brutto, un po' qualche problema logistico per entrare, desistiamo e decidiamo di iniziare il viaggio che ci porterà alla prossima tappa: Carmel by the sea. Prima però devo fermarmi assolutamente a salutare il mio amico Mogan, un ragazzo di New York che lavora nell'informatica, di recente per Google, persona educata e a modo, il che rende il nostro incontro vicino casa sua (in Haight Hashbury) letteralmente surreale: lui composto, educatissimo, tranquillo, quasi impacciato e tutto intorno persone che, quando non sono nude, hanno modi e abiti quanto meno pittoreschi. In ogni caso è uno spasso. Altra tappa è nella Silicon Valley a vedere il parco delle "statue" di Android presso il Google Plex e la Apple. Una sciocchezza ma le bimbe si divertono e noi facciamo una pausa. Sfiga vuole che nell'organizzazione non ho ovviamente tenuto conto che lo store è chiuso e che il mio amico oggi non è al lavoro altrimenti magari avrei fatto un tour con lui, a dire il vero neanche sapevo fosse a San Francisco, quindi non ne ho colpa. Peccato. Ci lanciamo verso Carmel per essere li nel tardo pomeriggio. Tempo di prendere le nostre stanze al Carmel Inn & Suites, fare una doccia e sistemarci e siamo pronti per uscire a cena. La volta scorsa trovai con mia moglie un'occasione presso una struttura col nome praticamente identico, ma che aveva delle piccole casine che ci erano piaciute da morire, questa volta invece delle semplici camere, ma comunque confortevoli. Carmel mi era piaciuta molto, l'ho sempre definita "una specie di Cortina ma al mare" , le case, i negozi, la spiaggia, tutto molto bello e particolare. Probabilmente è una delle località che non avrei visitato nuovamente fossi stato con solo la mia famiglia, ma in fin dei conti la cosa non mi scoccia affatto. Il nostro arrivo coincide con uno dei pochi imprevisti di questa vacanza: gli "addebiti selvaggi". Apro la parentesi: solitamente col gruppo prenotiamo su Booking e quasi sempre hotel che non richiedono pagamento al momento della prenotazione, così che in loco poi ognuno si paga la propria stanza e non dobbiamo fare troppi giri di denaro tra noi. Ovviamente Booking chiede comunque una carta di credito come garanzia, ma non prende un centesimo, o almeno così è sempre stato per me. Io e mia moglie abbiamo due carte, la mia per motivi organizzativi, cerchiamo di non usarla. Nonostante questo però per confermare le prenotazioni abbiamo usato la mia, ma solo perché all'atto delle prenotazioni era la prima che avevamo con noi. Beh fatto sta che un paio di mesi prima di partire mi sono state addebitate un paio di caparre per alcuni hotel e, alla mia richiesta di informazioni il centralino di Booking, mi è stato detto che in sostanza è normale per alcuni hotel farlo e che non avevo modo di sapere quali hotel e quanto e quando eventualmente mi avrebbero addebitato altre caparre, se non "controllare l'estratto conto periodicamente", grazie al c**** dico io. Come se non bastasse arrivati a Carmel la reception mi dice che ho già pagato, controllo il mio conto della carta e in effetti mi avevano addebitato poche ore prima, a mezzanotte, l'intero importo delle camere e nei giorni successivi succede lo stesso con un altro hotel. La cosa mi fa abbastanza arrabbiare perché come ho detto solitamente abbiamo sempre pagato in struttura e se avessi saputo di questa cosa non avrei usato sempre la mia carta per prenotare ma magari avrei distribuito su più carte per non raggiungere la soglia massima, o comunque agito diversamente. AMEN. Siamo affamati e bramiamo riscatto viste le non esaltanti cene a San Francisco (il che è anche abbastanza incredibile visto che a detta di molti a San Francisco si mangia molto bene, oh mica può andare tutto sempre dritto). Proviamo la Brophy's Tavern, vicino al nostro Hotel, è pieno ma ci rimedia un tavolo in una sala che alla fine si trasforma nel nostro privé. Ottima cena e andiamo a letto felici. 19 agosto, Carmel-By-The-Sea CARS, MONEY AND SEA LIONS La prima cosa che facciamo l'indomani è imboccare la 17 mile drive e farci il giro completo che ci porta a Monterrey. È abbastanza surreale perché esattamente come la volta scorsa è grigio e uggioso e girano diverse auto d'epoca e di lusso per un raduno che è in allestimento. La 17 Mile Drive è una strada panoramica a pedaggio molto suggestiva che costeggia la penisola a nord di Carmel con molti punti di osservazione, passando tra golf clubs e ville di lusso molto belle immerse nella natura. Ci prendiamo il tempo necessario per farli tutti o quasi. In particolare rimaniamo colpiti dal Lone Cypress e da una scogliera verso nord in cui c'erano leoni marini, uccelli, granchi e scoiattoli. Le bimbe non volevano più andarsene, a dire il vero non solo le bimbe. Finita il percorso siamo arrivati a Monterey, che ha un porto molto carino, con piccoli edifici colarati con i negozi e molti ristorantini che fanno assaggiare le loro zuppe ai passanti. Anche qui, esattamente come 7 anni prima, abbiamo trovato tutto identico: ristoranti, negozi, il molo, il raduno di auto nel piazzale antistante. Solo i leoni marini sono stati "spostati" purtroppo. Ci facciamo un giro poi risaliamo sul furgone, riprendiamo la 17 Mile Drive e andiamo a Point Lobos, a sud di Carmel, una piccola riserva con panorami molto carini, abbiamo visto anche delle lontre nuotare a pochi metri da noi. Infine essendo ormai pomeriggio avviato siamo tornati a Carmel per visitarla e mostrarla al gruppo. Carmel è una località molto caratteristica, con le sue casette uscite da una fiaba, allo stesso tempo è una località costosa e snob, con molti turisti europei ma anche moltissimi americani affezionati. Onestamente se non fosse stato per il gruppo non ci sarei tornato perché non ritengo sia una località da visitare più volte, ma a conti fatti è stata gradevole e rilassante, non certo un sacrificio! Il resto della giornata lo abbiamo passato tra i negozietti (molto belli, anche i souvenir a Carmel sono più curati della media) e un po' di relax al tramonto sulla spiaggia in discesa molto suggestiva con il cielo che nel frattempo si è aperto (incredibile). La sera torniamo a mangiare dal nostro locale di fiducia. 20 agosto, Carmel -> Lee Vining YOSEMITE PARK Arriva il momento di salutare Carmel e partire per lo Yosemite Park, ecco questa invece è una tappa in cui torno molto volentieri. Lungo il viaggio ci facciamo tappa alla Casa de Fruta, un... oddio non saprei come definirlo, un parco giochi+stazione di servizio+fruttivendolo+parco con laghetto. Insomma un luogo davvero simpatico dove prevalentemente si può acquistare frutta di ogni tipo, ma con questo contorno con il laghetto delle tartarughe, le giostre e tante altre cosine. Una mezz'oretta ben spesa! Il resto della giornata lo passiamo a vagare per il parco di Yosemite, arrivando la sera a Lee Vining, dove abbiamo prenotato una casetta prefabbricata stupenda al Lake View Lodge, cucina, giardino, un salottino stupendo e tre camere da letto grandi, une delle quali col bagno privato. Tutte cose bellissime che non abbiamo mai usato . Lo Yosemite è un parco meraviglioso che riserva sorprese dietro ogni curva e miglio dopo miglio cambia radicalmente panorama e atmosfera. Noi ci abbiamo passato una sola giornata un po' per la "fretta" di vedere altre cose, un po' perché tra bimbe e pigrizia non siamo propensi alle lunghissime camminate (anche se poi sia a San Francisco sia successivamente a Las Vegas ci siamo trovati alla sera con le gambe a pezzi e il contapassi fumante) però il parco meriterebbe visite ben più lunghe, magari anche pernottando all'interno nelle poche ma bellissime strutture che ci sono. Vi cito i luoghi che mi sono rimasti più impressi: su tutti Olmsted Point, una montagna di roccia bianca che a seconda della luce del sole diventa ancora più chiara, con degli alberini nati tra le rocce e dalla quale si può ammirare un panorama stupendo e scattare foto molto belle, il lago Tanaya, ma anche un tratto di parco all'entrata, non molto dopo Mariposa e di cui non ricordo il nome, che ci ha obbligati a fermarci e arrampicarci sulle rocce levigate per vedere il fiume. Yosemite sempre stupendo! Come detto il nostro alloggio si trova a Lee Vining, vicino al Mono Lake. La nostra casina è bellissima e di fianco abbiamo tutto quello che ci serve: un benzinaio, un market, il Nicely's un ristorante tipico di quelli che vedi nei film con le poltroncine, la cucina a vista, il bancone e che ha la sola pecca di chiudere "presto" la sera e quindi ci obbliga a sbrigarci appena arrivati, ma che ci vede diventare subito clienti fissi e infine Cory, il gommista; già, un gommista, ma questo lo noteremo solo il giorno dopo... Ottima cena, passeggiatina e tutti a casa, un'altra giornata è finita e come sempre siamo stanchi e felici. 21 agosto, Lee Vining CORY'S JOB AT MONO LAKE E' mattina e non vedo l'ora di iniziare questa giornata. Nella mia classifica delle cose che non vedevo l'ora di rivedere (perché fino a qui in pratica è quasi tutta roba per me già vista) dopo San Francisco c'era senz'altro il Mono Lake, ovviamente non paragonabili come cose, però ai tempi mi era piaciuto veramente, ma veramente tanto. Così, dopo una bella colazione Nicely's andiamo al lago, più precisamente alla South Tufa Area, dove si paga un obolo e si va a fare una passeggiata in questa atmosfera quasi lunare, non fosse per il sole, il caldo e gli scoiattolini che ogni tanto si vedono. Il Mono Lake è praticamente quello che rimane di un antico lago ben più grande e profondo che si è prosciugato mostrando così parte del suo fondale, con queste "guglie" di tufo stupende, è un lago molto salato, vediamo anche le guide che fanno fare degli "esperimenti" ai turisti, fatto sta che se metti una mano a bagno e aspetti qualche istante che si asciughi te la ritrovi con gli aloni bianchi tipo quelli su una maglietta scura quando si suda moltissimo. Inoltre per quanto sia salato il lago ospita alcune forme di vita che abbiamo visto come uccelli, un tipo di insetto volante che si raggruppa in grandi sciami e con grandi doti coreografiche e dei minuscoli gamberetti che a malapena si riescono a notare sulla riva. Ok, è la volta di Bodie, ovvero un paesino non lontano che è stato mantenuto/ricostruito con un aspetto simile a tanti anni prima, in stile western, quando era un villaggio di minatori con il saloon, il becchino, la scuola etc.. Molto suggestivo, non memorabile, ma molto bello per fare degli scatti fotografici. Dopo la visita a Body siamo indecisi tra andare alla Travertine Hot Springs, una sorgente termale tra le montagne a nord rispetto a dove siamo, oppure andare a vedere Mammoth, in direzione Lee Vining ma più a sud per vedere anche Devil's Postpile Monument. Scegliamo democraticamente la seconda, così partiamo. Passato però Lee Vining succede l'inaspettato secondo inconveniente: comincia a suonare una spia del furgone "pressione delle gomme"!! "NO! NON DI NUOVO!!" Va fatto un preambolo: quando abbiamo noleggiato il van ci sono state proposte un paio di assicurazioni aggiuntive abbastanza costose, che di solito facciamo ma che questa volta abbiamo rifiutato. Perché? Beh... perché dai, non possiamo bucare anche questa volta come 2 anni fa in Messico, quando ci fu data un'auto con una vite in una ruota (probabilmente presente già il giorno del ritiro), che si sgonfiava ogni giorno e che quando chiamammo l'assistenza, che avevamo pagato extra, ci dissero che sarebbe arrivata una persona da una città lontana alcune ore e che sarebbe venuta solo per mettere la ruota di scorta, tanto che decidemmo di arrangiarci da soli e di andare dal più assurdo gommista di Merida, (di cui non posso non mettervi una foto, notare i tappi di birra ovunque per terra) che ci mise una toppa, tra la birra della colazione e quella dello spuntino insieme ai suoi compari che stavano li con lui e si accusavano reciprocamente di essere ubriachi (nessuno aveva torto in fondo). Ci fece pagare l'equivalente di 2,80€ per il suo lavoro impeccabile anche se non certo celere Insomma dai, per la legge dei grandi numeri vuoi che buchiamo ancora? SI! Eh si, abbiamo bucato di nuovo, il sensore lo segnala e la gomma soffia che si sente anche ad orecchio. Io non ho problemi con le auto ma nel van non so nemmeno da dove iniziare e anche controllando non mi raccapezzo, così ci fermiamo da un benzinaio dove, mentre le ragazze vanno a prendersi qualcosa da bere, io ottengo il numero e chiamo il gommista più vicino che neanche a farlo apposta è di fronte al nostro hotel, dove siamo passati qualche minuto fa. Il gommista mi avverte che il servizio su strada e riparazione costano 200$. Dico che ci voglio pensare un minuto, così magari posso tentare di montare la ruota di scorta (che in quel momento neanche capiamo dove sia), oppure addirittura tentare di ri-gonfiare e poi correre a Lee Vining sperando che la ruota regga abbastanza e nel caso non dovesse reggere solo in quel caso chiamare. Mi faccio venire alcune idee ma il gommista mi spiega che il carro attrezzi o glielo confermo entro 5 minuti oppure dopo "il ragazzo va a casa". A sto punto sono quasi costretto ad accettare. "AMEN - diciamo - se non succedono altre sfighe abbiamo comunque risparmiato rispetto a fare l'assicurazione". In pochi minuti arriva Cory, il "ragazzo" con un camion enorme che all'evenienza può anche caricarsi il van. Cory arriva carico come una molla, si presenta a tutti, ci tranquillizza, ci fa delle battute per stemperare e subito si mette all'opera per montarci la ruota di scorta e prendersi quella bucata. Non posso fare a meno di sorridere nel vederlo tutto esaltato rotolarsi sotto il furgone con la sua divisa blu, tutta bella con la bandiera americana, la toppa col nome suo e quello della azienda familiare, gli occhiali da sole, ogni genere di accessorio tecnico. Insomma un'americanata coi fiocchi e non posso non fare mentalmente il paragone con i nostri gommisti, altrettanto efficaci ma sicuramente meno appariscenti e soprattutto con los amigos di Merida in Messico. E' tardo pomeriggio ormai così decidiamo di non proseguire ma di tornare a Lee Vining, dove ci accordiamo con il gommista che si tiene la ruota e ce la sistemerà entro la mattina dopo, quando partiremo alla volta della Death Valley. Peccato perché mi sarei fatto volentieri un giro a Mammoth, dove l'altra volta avevamo pernottato. 22 agosto, Lee Vining -> Las Vegas DEATH VALLEY Come da programma partiamo dubito dopo colazione alla volta di Las Vegas, dove arriveremo però solo in tarda serata. La giornata la passeremo in viaggio e a visitare la Death Valley. Sul percorso non c'è tanto da spiegare, molto semplicemente prendiamo la 395 south e successivamente la 190 che attraversa tutto il parco della Death Valley. = La volta scorsa eravamo andati a Las Vegas direttamente da Mammoth, DIMENTICANDOCI LETTERALMENTE la Death Valley, tanto che ci venne in mente vedendo i cartelli lungo la 95, che google maps ci fece prendere più a nord. Siccome però ci scocciava non vederla decidemmo di "passarci" nel tragitto tra Las Vegas e Los Angeles, ma questo limitò molto il tour ovviamente e guardammo solo lo Zabrieskie Point e la zona di Furnace Creek... a mezzogiorno!!! Questa volta abbiamo visitato quanto più punti di interesse possibili e siamo riusciti ad arrivare a Zabriskie Point al tramonto, continuando però verso Las Vegas col buio invece di pernottare nel parco, eh oh, a qualcosa bisogna pur rinunciare (come il Sequoia Park ). Abbiamo anche fatto sul luogo il pass annuale per i parchi, che il Ranger gentilissimo ci ha "scontato" togliendo il prezzo dello Yosemite, pass che ci è servito anche successivamente. Quindi ottimo! Oltre al fatto stesso di viaggiare per ore in paesaggi incredibili ci siamo fermati ad ammirare le dune di Mesquite, il lago secco di Badwater, l'impressionante Devil's Golf Course, un'impressionante stesa si sale pietrificato che vista nel pomeriggio (o comunque quando il sole non è alto nel cielo) è veramente magnifica e poi ovviamente Furnace Creek e Zabriskie Point, anch'esso molto più più suggestivo al tramonto. Poi via come il vento verso Las Vegas, hotel Luxor, ma fino all'ultimo raggio di sole ci siamo goduti i paesaggi incredibili. A proposito di Luce, arriviamo a Las Vegas, altra tappa che probabilmente non avrei fatto se non fossi stato in gruppo. E' sicuramente una tappa da fare, ma per come la vedo io se non si ama il gioco e se si viaggi in famiglia, basta una volta. Però fa lo stesso, fossero questi i sacrifici della vita. La mia "fatica" è ripagata nel vedere le espressioni delle persone del gruppo che non ci sono mai state. Appoggiamo i bagagli e andiamo a mangiare in uno dei ristoranti dell'hotel, tutti a prezzi esorbitanti. Mi ricordavo prezzi migliori ma d'altronde sono passati un po' di anni. 23 agosto, Las Vegas VEGAS RUNNER Riguardo Las Vegas ci siamo preparati da mesi prima giocando a MyVegas slot sul telefono (io, mia moglie e Greta) così avevamo moltissimi crediti, però vuoi per un paio di complicazioni, vuoi perché era il week end, vuoi per una serie di motivi alla fine non siamo riusciti a prendere una stanza gratis, così per non buttare via i crediti siamo riusciti a prenderci dei buoni per giocare alle slot e dei drink. Meglio che niente dai! Non ne avrete a male se non vi sto a raccontare nel dettaglio Las Vegas vero? Riassumo: una giornata in cui abbiamo fatto millemila chilometri a piedi girando in lungo e in largo tutta la Strip sia di giorno che di notte. Un caldo pazzesco, misto a un freddo glaciale dentro gli hotel, in cui passi quasi per forza perché fanno parte delle attrazioni della città, i colori, la gente che beve per strada cose indicibili per la sola ragione che "si può", le maestose fontane del Bellagio che mi fanno sempre sentire Brad Pitt e George Clooney in Ocean's Eleven. Unica pecca è stata non andare a visitare anche la "vecchia strip", causa tempi calcolati male. La sera decidiamo di spendere il nostro buono per le slot, che ci frutta 80 dollari, ovvero il valore stesso del buono, dopo aver perso un bel po di tempo per capirne il funzionamento 24 agosto, Bryce I SEE RED Ammetto che sono sollevato ed esaltato, non amo troppo la confusione di Vegas e soprattutto non vedo l'ora di vedere la natura e i canyon. Quindi si parte per Bryce, il viaggio non è brevissimo ma è gradevole, quando arriviamo in prossimità del parco inizia questo surreale spettacolo di roccia rossa, che ci accompagna fino alla cittadina di Bryce, dove lasciamo i nostri bagagli presso il nostro albergo, il Ruby's Inn, per poi proseguire all'interno del parco stesso (sfruttando ancora il nostro fantastico pass per i parchi). Il panorama nel parco è veramente meraviglioso, i piccoli canyon, sempre di colore rosso, con la luce del pomeriggio che crea ombre, diventano uno spettacolo difficile da raccontare e da immortalare. Facciamo un tour del parco fermandoci praticamente in tutti i vista point. Il nostro hotel è molto carino, le camere sono vista lago e ci troviamo proprio bene. La sera vorremmo fermarci a cenare al ristorante dell'hotel, che ci ispira molto, ma sfortunatamente condividiamo la struttura con un pullman di italiani che purtroppo lo riempie e ci tocca andare in un fast food li vicino. Non la fine del mondo. Andiamo a nanna, solo il tempo di capire la questione fusi orari per il giorno dopo ad Antelope Canyon, che dopo tanti giri e ricerche ci porta alla conclusione che...è la stessa ora di San Francisco e di tutte le zone visitate fino a quel momento, eccetto appunto Bryce . 25 agosto, Page TOO EASY TO SHOT Questo è il giorno di Page. Ci avviamo presto e, sarò ripetitivo lo so ma è cosi, anche in questo caso il viaggio è stato bellissimo e suggestivo: prima le campagne dello Utah, poi le aride montagne dell'Arizona fino ad arrivare verso il Lake Powell, che sembrava veramente stupendo, ma avendo prenotato la visita al Lower Antelope Canyon non ci siamo fermati per il momento, siamo passati dall'hotel Best Western Plus a lasciare i bagagli per poi proseguire. Arriviamo all'Antelope Canyon, abbiamo scelto il Lower, che da quanto ci è parso di capire fosse bello quanto l'upper, un po' più faticoso da visitare per via delle scalette, ma allo stesso tempo meno affollato e con un percorso circolare. Rimaniamo un po' basiti nel vedere una enorme centrale con 3 canne fumarie proprio nel mezzo del panorama. L'Antelope si trova nella riserva Navajo, la prima cosa che ce lo fa notare è l'organizzazione insolitamente "improvvisata" (anche in fase di prenotazione da casa, in cui ho avuto una corrispondenza via mail con un addetto che mi ha prenotato "manualmente" la visita), abbastanza inusuale in America, ma ovviamente nessun problema, anzi tutto perfetto! Un addetto controlla che ci siamo tutti e organizza i gruppi, infine ci ricorda che non sono ammessi zaini, marsupi, gopro, né altri oggetti che non siano telefono e borraccia e che dovremo lasciare una mancia alla guida. Ma iniziamo col tour? Anche perché fino ad ora non abbiamo intravisto niente, dato che si tratta di insenature "sotto terra". La ragazza che si occuperà di noi ci guida a una ripida piccola scalinata, dove si inizia a capire lo spettacolo che vedremo, una volta calatici al suo interno. Ok, è incredibile!! Rimaniamo tutti senza parole nel vedere il colore e le forme delle pareti di roccia (nelle foto potete vedere un paio di esempi simpatici: lo squalo di Nemo e la donna con i capelli al vento), l'atmosfera è incredibile, il percorso è lungo e un po' impervio, ma fattibile senza troppe difficoltà, anzi quello che fa più fatica sono io che sono il più grosso mentre le bimbe si intrufolano senza problemi. Riemergiamo tutti sudati e ci danno da bere acqua fresca. Esperienza stupenda! Anzi posso dire una cosa? Fare le foto li è troppo facile! Quelle che vedete sono fatte senza filtri ne post produzione, in pratica puoi scattare foto con gli occhi chiusi che saranno bellissime. Riprendiamo il nostro furgone e andiamo all'Horseshoe Bend, non lontano. Si paga l'obolo per parcheggiare, poi si prosegue a piedi. I consigli di portarsi da bere sono fondati perché la passeggiata è abbastanza provante tra il sole e la salita, e sopratutto il ritorno ci massacra. La vista però è a dir poco mozzafiato, e non lo dico solo perché io soffro di vertigini, ma perché è proprio cosi: personalmente quando mi sono affacciato, il mio cervello ci ha messo qualche istante a capire letteralmente la dimensione di questo monumento naturale incredibile, facilitato nel vedere in fondo un'imbarcazione con delle persone in bordo, grandi come formiche. Un tripudio di gioia per me che a fatica riesco a guardare giù e vi garantisco che in questo caso, a differenza per esempio dell'Antelope, le mie foto non rendono assolutamente l'idea. Dopo questa visita l'idea sarebbe quella di andare a vedere il Lake Powell, ma siamo tutti a pezzi e appare chiaro che la nostra destinazione sarà più probabilmente la piscina con idromassaggio dell'hotel e la pennichella, e infatti... Va bé dai ci sta, in pratica è la prima pausa che ci concediamo e le bimbe oggi hanno fatto gli straordinari poverine La sera andiamo a cena da Glen Canyon Steak House, locale carino, servizio rivedibile, cena buona ma scarsa e prezzi molto alti. 26 agosto, Monument Valley NO BEER Partiamo dopo colazione alla volta della Monument Valley, dopo un'oretta abbondante di viaggio iniziamo a vedere in lontananza i "monumenti" nella valle e ogni volta che ne vediamo uno e pensiamo sia quello di qualche film poco dopo ne vediamo un altro e un altro ancora fino ad arrivare al parco vero e proprio. Il nostro albergo è il Goulding's Lodge, le nostre stanze hanno un balcone con vista proprio sulla Monument Valley pazzesca, ma meglio andarla a vedere da vicino intanto. Così, nonostante il nostro non sia il mezzo più idoneo, andiamo a fare il tour della valle che dura quasi tre ore. Gli imponenti monumenti di roccia sono stupendi, e li possiamo ammirare anche da vicino, alcuni di questi probabilmente sarebbero più belli di mattina per via dell'angolazione della luce, ma molti invece sono valorizzati al massimo con le ombre del pomeriggio. Al termine del tour arriva il tramonto. Così decidiamo di fare spesa e cenare sui balconi confinanti delle nostre camere, ma qui si consuma la tragedia: in questa località non si vende birra da nessuna parte, così anche io e Lorenzo ceniamo con la fanta, ma la vista compensa il nostro disagio. La notte scopriamo a nostre spese che questa zona oltre a non avere le birre ha anche un invasione di moscerini e cimici in atto, che sommata al condizionatore che fa i capricci rende la mia notte diciamo poco riposante 27 agosto, Tusayan LEO AND THE CHIPMUNKS Ok, io e mia moglie il Grand Canyon l'avevamo già visto anni fa, però la nostra era stata una visita veloce e improvvisata da Las Vegas, questa volta invece facciamo il giro del parco, percorrendo la 64. Abbiamo prenotato al Best Western Premier Crand Canyon a Tusayan, dove arriveremo solo verso sera, visto che il giorno lo passiamo a vedere, tappa per tappa, il parco del Grand Canyon (South Rim). Non c'è molto da dire in effetti, a parte le vergini a guardare giù che come sempre ho, ogni punto panoramico merita di essere visto, è uno spettacolo che da solo vale la pena di andare dall'altra parte del mondo, spazi immensi che noi non siamo abituati a vedere. La giornata prosegue liscia, in pratica il nostro giro del Canyon dura quasi tutto il giorno, eccetto quando ci fermiamo al Mather Point dove ci areniamo per la presenza di questi scoiattolini molesti che non hanno la minima paura delle persone e figuratevi due bimbe... ma che dico, ci mettiamo a giocare e a dargli acqua e noccioline tutti quanti come fossimo bambini! Verso sera arriviamo in hotel, prendiamo le stanze, una sistemata e poi usciamo a mangiare a poche centinaia di metri al Big E Steakhouse & Saloon, un locale molto turistico e pittoresco a tema western, dove però mangiamo da dio, tanto e spendiamo una cifra ragionevole. Promosso! Tutto ciò solo dopo aver incrociato, liberi per strada, tra lo sgomento dei passanti e degli automobilisti, un paio di animali che onestamente non so a che razza appartengano. Voi li conoscete? Inutile che vi dica quanto ci hanno messo a crollare le bimbe tra la cena e l'attività di addestramento scoiattoli ps. per la prima volta il furgone viene guidato non da me, bensì da Kia che si offre di portarci a casa visto che io mi sono fatto un paio di birre, non è un lungo tragitto, ma è la sua prima volta con un mezzo di quelle dimensioni e se la cava egregiamente. 28 agosto, Twentynine Palms GO WEST Pronti via! Prendiamo la Route66 in direzione Twentynine Palms, dove faremo tappa lungo la strada per San Diego. Usciti dalla zona dei Canyon pero decidiamo di fare tappa a Oatman, un paesino buffissimo con le casine in stile western e gli asini che girano liberamente per il paese. Già per arrivarci si percorre un tratto della 66 abbastanza impervio, poi quando si arriva bisogna stare attenti agli asinelli che passano. I negozietti sono carini, perché oltre a quelli classici di souvenir (per altro leggermente meno costosi della media) ci sono anche un paio di negozietti di ciarpame usato molto interessanti. Insomma un'oretta piacevole passata a gironzolare, con le bimbe giù di testa per il cucciolo di asinello. Unica sfortuna è l'assenza di un parcheggio (credo), così tutte le macchine parcheggiate a lato della strada rovinano l'atmosfera. Dopo questa tappa siamo pronti al lungo tragitto che ci porterà a Twentynine Palms per il tramonto. In realtà non è che ci sia poi tanto da dire: deserto, deserto, discesa, deserto, ancora discesa, deserto, deserto, sale, deserto Nonostante questo, sarò strano io forse, ma sono i momenti che più mi attraggono. Questi paesaggi che per noi sono veramente rari da vedere mi affascinano sempre, tanto che per la prima volta chiedo il cambio alla guida, mi riposo 10 minuti e mi metto a godermi il viaggio senza la guida, così da scattare anche qualche foto. Così il viaggio procede senza problemi, ogni tanto la domanda che ci poniamo, tra una discesa a valle e l'altra, è: ma queste case?! La gente ci vive?! Con un caldo cosi?! Prima di arrivare passiamo anche davanti al Roy's Motel & Cafè (location di molti film) e io me ne accorgo per puro caso. Finalmente arriviamo in questa piccola specie di oasi nel deserto, dove abbiamo 3 stanze prenotate al Best Western Garden Hotel at Joshua Tree National Park, hotel carino, economico e comodo essendo lungo la strada. Arriviamo giusto in tempo per goderci un tramonto clamoroso, darci una sistemata e uscire a cena in un ristorante bello ruspante come piace a noi: The Rib Co. un locale vicino all'hotel dove fuori (nonostante i quasi 40°C di sera) grigliano come se non ci fosse un domani e dentro veniamo accolti da un paio di signore con una stazza imponente e che ci portano tanta carne buonissima e altre leccornie tipiche, facendoci spendere poco. Ok, fino ad ora non mi sono soffermato troppo sul cibo, ma è solo per non dilungarmi troppo. Solitamente in questi viaggi noi tendiamo a fare schifo, ma solo due volte al giorno cioè a colazione, spesso in hotel se compresa oppure in locali vicini, e alla sera a cena, saltando il pranzo canonico (magari con qualche spuntino). Se a questo aggiungiamo il fatto che nel gruppo ci sono due forchette letali come me e Lorenzo, ma anche le ragazze (complice il fatto del pranzo saltato) si fanno rispettare, viene da se che la ricerca del luogo per cena diventa una missione ogni giorno. Se a San Francisco ci è andata malino, successivamente non male o abbastanza bene, questa sera usciamo entusiasti da questo luogo che appunto merita un nota e un selfie mosso sotto l'insegna! 29 agosto, San Diego SAN DIEGO Finalmente arriva il turno di San Diego, una città che chiunque ha visto mi ha detto essere bellissima, che chiunque mi ha detto essere meglio di Los Angeles e anche di San Francisco, che non ho mai visto e in cui ho anche una amica (pen pal credo sia la definizione in inglese) italo-americana che mi ha dato ulteriori dritte e che lavora in un hotel, in cui per un pelo non sono finito a dormire senza saperlo. Il nostro hotel invece è l'Horton Grand Hotel, un po' più caro della nostra media, ma in ottima posizione e molto bello. Siccome ormai abbiamo imparato che le stanze non ce le danno mai prima dell'orario, non appena arriviamo a San Diego, nel primo pomeriggio, decidiamo di fermarci a visitare e a rilassarci un po' al Balboa Park, dove alla fine tra un giro a vedere il Cactus Garden, un giro al giardino Giapponese, una capatina di qua e di la dal ponte scavalca la freeway sottostante passando anche dalla United Nations Association, un piccolo "quartiere" una casina per ogni stato membro, molto carino! Come inizio niente male, la città è come me la aspettavo: molto bella, viva ma non frenetica, insomma un compromesso perfetto. Nel tardo pomeriggio andiamo a prendere le stanze, ci diamo una sistemata, cerchiamo un parcheggio giornaliero, etc... Si è fatta sera e andiamo nel posto più invitante tra quelli vicini al Gaslamp BBQ, un pub in cui torneremo anche le due sere successive perché ci troveremo molto bene. 30 agosto, San Diego CORONADO MY LOVE Non ho abbiamo nessuna voglia di guidare e come ho già spiegato Kia ha una passione compulsiva per i bus "hop on hop off", questi due motivi ci spingono a appunto a prendere (sempre a prezzi d'occasione) un bus per fare un giro turistico. Così dopo la colazione in giro andiamo vicino al porto a piedi a prendere il nostro bus. Il giro è molto carino: iniziamo con la zona che già abbiamo visto, vicino al nostro hotel, successivamente prendiamo il gigantesco ponte che porta sull'isola di Coronado. Ok premetto che Coronado è diventato il mio nuovo luogo preferito in cui andare a vivere, scalzando dalla classifica così Sausalito. Che dire, un paesino stupendo, chiaramente zona molto benestante, case stupende, atmosfera tranquilla e una spiaggia stupenda. Tutto intorno al particolare Hotel Coronado che da un tocco "esotico" al tutto. Ci facciamo un bel giro a piedi e poi torniamo al bus che, passando per la zona del Balboa Park, ci porta nella Old City. Veramente carina anche questa, ci fermiamo a fare un po' di shopping e proseguiamo verso Little Italy, che ci dicono essere la più importante d'America come numero di abitanti. La giornata prosegue visitando Harborview, il Waterfront Park e la zona di Embarcadero, niente... ci piace tutto! 31 agosto, San Diego WELCOME TO THE JUNGLE La scelta oggi era tra il SeaPark e lo Zoo di San Diego, giornata dedicata alle bambine. Optiamo per lo Zoo. Non mi dilungo, lo zoo è grandissimo, tanto che ci perdiamo un paio di volte, ma bellissimo. Ci rimaniamo praticamente tutto il giorno. 1 settembre, Los Angeles HOLLYWOOD Arriva il momento di salutare anche San Diego per trasferisci nell'ultima città: Los Angeles. Così partiamo alla mattina verso il nostro hotel, il Ramada Plaza by Wyndham West Hollywood Hotel & Suites. Il viaggio è, neanche a dirlo, stupendo. Le zone a nord di San Diego sono meravigliose, infatti ribadisco che ora è San Diego "e provincia" la mia nuova casa dei sogni! Mentre invece di Los Angeles non ho un ricordo stupendo, la volta scorsa, tra i luoghi visti, era senz'altro quello che mi era piaciuto meno (non brutto eh, sia chiaro). Comunque arriviamo a destinazione, prendiamo le nostre stanze e subito usciamo per andare a fare un giro alla Walk of fame a Hollywood e niente, è il solito delirio: negozi che vendono cose assurde, macchine tamarrissime, arresti in diretta, matti che nudi che ci raccontano la loro vita, etc... Io non amo troppo questa confusione, ma devo dire che me la sono passata bene dai. Successivamente torniamo a bordo del bolide e andiamo a fare le foto di rito con la scritta Hollywood nei pressi del Lake Hollywood Park, ed è già il tramonto. 2 settembre, Los Angeles LET'S DANCE Ok, siamo ancora a Los Angeles e ammetto che già ieri mi è piaciuta più della volta scorsa, bene! Oggi dobbiamo mantenere la promessa fatta Elisa, ovvero andare a fare il tour delle ville degli attori di Hollywood. Anche questa volta Kia riesce a trovare una super occasione e quindi riusciamo a farlo a un prezzo ragionevole, altrimenti stavamo già pensando di dividerci tra chi era interessato e chi no (io). Così torniamo a Hollywood, dove ci aspetta un residuato hard rock anni 80 tipo stile Mötley Crüe, con tanto di capello corvino, gillet di pelle e bandana, che è l'autista e la guida del nostro tour. Ammetto che l'argomento "ville dei vip" non mi entusiasma, ma alla fine, per pochi dollari abbiamo fatto un giro con fermate sul bus aperto sulle colline di Hollywood, nella stessa Hollywood, a Beverly Hills e ci siamo passati una bella mattinata. Devo dire che il fatto che Los Angeles non mi avesse colpito la prima volta, che comunque ci sono milioni di cose da fare e che volessi anche lasciare qualcosa "al caso" ha fatto sì che io trascurassi un po' questi dettagli, altrimenti per esempio questo tour l'avrei pianificato io per poterlo fare col nostro furgone, così come altre escursioni che abbiamo fatto nei giorni successivi, certo che però non avrei avuto una guida anni 80 a raccontarmi gli aneddoti però. Finito il tour ci rechiamo nella zona a nord delle colline, vicino Universal City, al Millennium Dance Complex, dove Kia e le altre ragazze hanno prenotato una lezione di danza (e dove mia moglie rimedia una bella lacerazione del menisco per la quale proprio mentre sto scrivendo si è operata e si sta riprendendo). Nel mentre noi NON ballerini gironzoliamo un po. Fatta anche questa decidiamo di chiudere il pomeriggio tornando a Beverly Hills, dove abbiamo fatto solo una breve sosta la mattina, e fare un giro tra i negozi di lusso, le auto di lusso ed arrivare fino a Rodeo Drive. La sera prima abbiamo cenato al Kitchen 24, un locale sotto l'hotel in cui ci siamo trovati benissimo, così ci siamo tornati di nuovo e anche le sere successive, visto che non ci va di prendere l'auto e a piedi è meglio non esagerare. 3 settembre, Los Angeles BUS AGAIN Come ho detto Kia si è infortunata perciò, sebbene lei riesca a camminare seppur lentamente, i restanti due giorni saranno votati alla pigrizia forzata. Quindi indovinate cosa si può fare per visitare la città e non sforzare troppo il ginocchio??? Un bel giro col Bus!! Ovviamente! A Los Angeles, vista la grandezza della città, i bus di ogni compagnia fanno due percorsi: quello a nord (Hollywood e dintorni) e quello a sud/est (Venice, Santa Monica, etc...), noi ovviamente optiamo per il secondo. Così, non lontano dall'hotel prendiamo il bus e partiamo. Purtroppo facciamo l'errore di fare un giro completo e solo dopo ci fermiamo (a parte Kia che è giustificata mi pare di capire che la stanchezza inizia a farsi sentire un po' per tutti, in effetti sono l'unico che preferiva scendere e fare tante fermate). Il tour prevede Beverly Hills, Santa Monica, Venice Beach e poi si risale sulla Venice Blv. Venice in particolare (che non ho mai visto prima) ci fa un certo effetto e decidiamo di fermarci al prossimo giro. Dopo il primo giro la prima tappa è Santa Monica, dove ci facciamo una passeggiata sulla 4th fino al molo, un luogo stupendo in cui rimaniamo un po' prima risalire e renderci conto che dobbiamo tornare al capolinea per non rimanere a piedi, visto che il bus fa la sua ultima corsa. Mentre vi sto scrivendo sono appena tornato dal cinema, dove sono stato a vedere "C'era una volta...a Hollywood", nona pellicola di Quentin Tarantino, tra i registi che adoro. Nel film si vedono ovviamente moltissime location che ho visitato nei giorni in cui ero vacanza, una su tutte è il Bruin Theatre che ha diverse scene del film girate fuori e dentro, guardate nelle foto qui sotto cosa c'era in programmazione al Bruin quando ci sono passato 4 settembre, Los Angeles MY MOVIE La giornata di ieri è stata piuttosto confusionaria, abbiamo girato tanto e visto poco, ci siamo ustionati al sole, Kia è sempre zoppicante, insomma un bollettino di guerra. Oggi sarebbe stato il giorno dedicato al tour degli Studios, ma mi pare di capire che questa gita non importa a nessuno. Così inizio a insinuare l'idea di non andarci e di fare altro, io comunque li ho già visti anni fa, belli ma visto quanto abbiamo ancora da vedere e il mio redivivo interesse per la città degli angeli. Due giorni prima, passando dalle ville dei vip, abbiamo vista anche quella di Tarantino e questo mi ha fatto venire un'dea: invece di visitare gli studios organizzo un tour fai-da-te delle location celebri (esistenti) dei suoi film (e di altri volendo, ma sono quello più ferrato e finaimo per andare solo nei posti che propongo io), cerchia ristretta successivamente al solo Pulp Fiction per ragioni logistiche e di tempo. Spero che conosciate tutti il capolavoro in questione. Così la mattina partiamo e mi fermo a vedere alcuni di questi luoghi, come l'incrocio dove Butch investe Marsellus Wallace, la casa di Jim e il Pawn Shop dove si svolge la scena di Zed , la cosa divertente è che proprio davanti a quest'ultimo, dopo che ho fatto le mie foto di rito arriva un ragazzo con una moto un chopper e la posiziona esattamente come nel film per poi chiedermi una foto. Immancabile la battuta su Zed ("Zed is dead baby"). Successivamente andiamo a Malibù, a Zuma Beach, che diamine siamo in California da 3 settimane e finalmente mettiamo i piedi sulla sabbia! E' impressionante la differenza di clima tra la zona a nord di Hollywood e Malibù, credo ci fossero 10°C di differenza, si sta da Dio: la spiaggia è bellissima, c'è poca gente e a un certo punto vediamo addirittura li vicino una famiglia di delfini!!! Dopo qualche ora in spiaggia decidiamo di andare a vedere per bene Venice Beach. Bè vi dico in tutta sincerità: non vedere prima questa splendida parte di Los Angeles è il vero motivo per cui non ho mai apprezzato a pieno questa città, fino ad oggi s'intende. Arriviamo e troviamo un'atmosfera fantastica, iniziamo girando per i negozietti di indumenti usati e souvenir. Arriviamo alla spiaggia dove ci sono ragazzi che si divertono con skateboard, pattini e quant'altro, artisti di strada il tutto in una cornice che è l'emblema della California come molti se la immaginano. Siamo tutti innamorati di Venice Beach!
  12. @pandathegreat ciao, grazie! Scusa ma non le ha caricate neanche stavolta, cosi ho rispoverato le mie conoscenze di webdesign e ho capito il problema (url delle foto troppo lunghi e mandati a capo in automatico) ora ho corretto il messaggio che ti ho mandato e dovrebbe andare bene, se appena hai un attimo lo RI-RI-Correggi te ne sarò grato. Grazie!
  13. Perfetto, nessun problema @pandathegreat ti ho inviato un messaggio privato.
  14. Ho visto che le foto non sono più disponibili, volevo modificare il post per rimetterle ma non riesco. Qualcuno mi può aiutare?
  15. Ragazzi mi stavo chiedendo: lo faccio il diario del viaggio, visto che comunque ce ne sono gia mille dello stesso giro? Nella mia testa avevo pensato di farlo live mentre ero la durante i viaggi, ma poi ho guidato sempre io e quindi nada....
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