al3cs Inviato 7 Aprile Segnala Inviato 7 Aprile 13 ore fa, pandathegreat ha scritto: La piccola Sminky, ogni volta che deve fare qualcosa a lei sgradito (tipo farsi prendere in braccio) o deve annunciarsi quando lei, gattina nera, è completamente invisibile su qualsiasi superficie scura e vuole essere sicura che nessuno possa posare le terga su di lei, lancia un possente SGNAU! Quest'esclamazione è entrata nel nostro lessico familiare e indica un qualcosa che non ci piace... Vita vissuta Il tempio moderno costruito con architetture e cura che ricordano quelli antichi è strano ma davvero bello; i nostri architetti che progettano chiese fatte di oscene colate di calcestruzzo avrebbero qualcosa da imparare!
pandathegreat Inviato 7 Aprile Segnala Inviato 7 Aprile 5 minuti fa, al3cs ha scritto: chiese fatte di oscene colate di calcestruzzo Noi siamo giunti ad una conclusione... sono talmente belle le chiese costruite fino al 1900 che quelle successive sono brutte per contratto! 2
pandathegreat Inviato 8 Aprile Segnala Inviato 8 Aprile Sabato 10 gennaio 2026 - Udaipur Dopo l'ottima colazione, alle 9 in punto arriva Divyanshu, la nostra guida di oggi. Ha 25 anni, studia economia e non gli piace fare il bancario, preferisce fare la guida! Parla un buon inglese, ma veloce, è un casino stargli dietro, ma è bravo e ci racconta un sacco di aneddoti, senza abbellire con dettagli inutili. Ci racconta che questi disegni sui muri indicano la casa dove si è festeggiato un matrimonio, si trovano sia sulla casa dello sposo che su quella della sposa con la data di matrimonio. Quasi ovunque è rappresentato Ganesh, sempre accompagnato da Mushika, il suo topolino. La prima tappa è lo Jagdish Temple, dove lui fa il volontario durante i festival. Stamattina la nebbia è ancora fitta, ma i pinnacoli del tempio che sfumano nel cielo sono fantastici. Lord Shiva Ci descrive la cerimonia, la preghiera, le pareti scolpite all'esterno: la fascia più bassa rappresenta gli inferi, con demoni che sembrano gatti, sopra la vita terrena con le attività dell'umanità, sopra ancora tutti i desideri e i bisogni, per poi arrivare alle divinità, che svettano verso il cielo. Sì, se ve lo state chiedendo, tra i desideri terreni c'è anche il sesso, parecchie delle figure trombano allegramente! Il giorno della festa un monaco si arrampica, a piedi nudi e senza nessun DPI, in cima alla guglia più alta per esporre la bandiera... non è il lavoro per me e tantomeno per Barbara!!! Terminato il giro, andiamo verso il City Palace, la residenza del re di Udaipur, un palazzo sfarzoso costruito lungo 22 generazioni di regnanti con aggiunte e abbellimenti che lo rendono vario e interessante! Come sempre Ganesh ci accoglie all'ingresso Ci racconta del re Pratap e del suo cavallo Chetak che gli salvò la vita durante una battaglia; nonostante fosse ferito ad una zampa, portò il re in salvo. Chetak è celebrato ovunque, quadri, sculture, incisioni. Il re era una macchina da guerra, aveva perso una mano, un orecchio, aveva una gamba deforme per le ferite... l'occhio invece glielo aveva cavato il fratello, geloso del suo potere, quando si dice "Parenti Serpenti". Il palazzo copre completamente una collina, con giardini e piazzali alberati per tutta la sua altezza, tra pareti di marmo e stanze completamente in specchi e vetri di provenienza europea, non osiamo immaginare quanto possano essere costati all'epoca! Vishnu in groppa a Garuda, la sua aquila Poco prima di uscire, andiamo letteralmente in brodo di giuggiole quando troviamo una lettera firmata da Giorgio VI, il padre della Betty, che conferisce un incarico al Maharajah di Udaipur! Visto che la specialità del posto è la pittura, ci tocca la visita ad uno studio, dove approfittano per completare i regalini, comprando una serie di cartoline viaggiate su cui è stata dipinta una piccola scena dai libri sacri e un piccolo quadretto per noi, con rappresentati gli animali simbolo del Rajasthan, cammello, elefante, tigre e cavallo. Ci dirigiamo verso Saheliyon-ki-Bari, un giardino con fontane in ghisa importate da Liverpool e destinato alle mogli del re e alle ancelle, dove gli uomini non potevano accedere e le donne erano libere di fare quello che volevano. Naturalmente, anche qui Barbara è l'attrazione del giorno... selfie, richieste di foto con i bambini, se controlliamo l'instagram indiano, lei c'è di sicuro! Si è fatta l'ora di pranzo e troviamo il miglior pranzo finora, per 1600 rupie mangiamo divinamente al 1559 A.D.. Sazi e soddisfatti, torniamo verso il City Palace, dove alle 15 ci aspetta la crociera sul Lake Pichola con sbarco al Jagmandir Palace, l'equivalente maschile del giardino, un palazzo del piacere per il re, uno scannatoio in pratica! È un'isola dalla quale si gode la vista della città vecchia, un palazzo che è tra quelli indicati come ispirazione al Taj Mahal... in effetti qui è vissuto Shah Jahan, in fuga dal padre Jahangir che voleva eliminarlo... parenti serpenti... L'isola è un'oasi di pace in mezzo al lago, vista la foschia, rinunciamo al tramonto per tornare in città, salutiamo Divyanshu e ci facciamo un giro al Gangaur Ghat, dove troviamo altre coppie intente a fare il servizio fotografico, alcuni sono abbigliati un po' sopra le righe, con tanto di scimitarra! Mi viene in mente che Barbara avrebbe voluto fare un massaggio, è un po' tardi, ma ci danno appuntamento per le 18:45... la piccola indiana smonta e rimonta Barbara manco fosse un Lego, che esce un'ora dopo, soddisfatta! Cena al rooftop ieri, oggi ci sono parecchi fuochi artificiali intorno, è la stagione dei matrimoni! A proposito, cena ottima, 2200 rupie, mancia inclusa. 5
al3cs Inviato 8 Aprile Segnala Inviato 8 Aprile Tutte famiglie unite e parenti affettuosi da quelle parti, eh? 1
pandathegreat Inviato 8 Aprile Segnala Inviato 8 Aprile Beh tra figli che incarcerano i padri, fratelli che si ammazzano tra loro, avvelenamenti, tradimenti e simili, pare 'na puntata de Beautiful! 2
mouette Inviato 19 Aprile Autore Segnala Inviato 19 Aprile (modificato) Domenica 11 gennaio 2026 Senso del tempo completamente perso, mi dicono sia domenica. Oggi sarà una giornata di lungo e puro trasferimento, partiamo alle 9 da Udaipur dopo un' ottima omelette al formaggio e arriviamo a Jodhpur alle sette di sera passate. In mezzo, il secondo topone del viaggio - la metro di NYC è ancora saldamente in testa - che però vede solo Paolo, perché io sto facendo la meritata pipì in un bagno finalmente simil Africa, dopo aver preso il masala chai in un posto non al di sopra di ogni sospetto (ma stiamo bene, quindi OK). Dice il programma: RANAKPUR JAIN TEMPLE Dice Google Maps: 62 km da Udaipur Misteriosamente Prakash riesce a metterci 5 ore, facciamo un giro incomprensibile e arriviamo alle 14, ovviamente digiuni, ma prima di mangiare bisogna visitare il tempio che poi chiude!!! A parziale consolazione, la costruzione principale del complesso è semplicemente straordinaria. C'è un gruppo di scolarette che mi fissa, quando le saluto esplodono i sorrisi, vorrebbero una foto ma l'inflessibile guardiano dice no, nel tempio niente foto personali, solo artistiche ... sono sicura che gli dei non se la prenderebbero, più artistico dei sorrisi felici di queste ragazzine c'è poco al mondo Finalmente pappa, all'alba delle tre: aloo ripiene e lenticchie, tutto buonissimo. Da qui in poi solo strada, quasi quattro ore alla fine. Jodhpur a prima vista sembra ricca, ci sono un sacco di locali e negozi dall’aria occidentale e costosa, mescolati alla solita varia umanità e ai banchetti improvvisati di street food. Arriviamo in hotel che è già buio, la stanza è grande come il nostro appartamento e il bagno può fare da box , ed è tutto pulito e profumato. La cena viene servita all’aperto, e ci accomodiamo a fianco di un braciere dove scoppiettano i ciocchi, che meraviglia, torno bambina, a quando “aiutavo” il nonno a cuocere il pollo sul caminetto e me ne restavo incantata per ore a guardare le fiamme guizzanti ❤️ Vi va una italianissima BRUSHETTA? o preferite un italianerrimo Masala Garlic Bread? Modificato 19 Aprile da mouette 4
mouette Inviato 19 Aprile Autore Segnala Inviato 19 Aprile Lunedì 12 gennaio 2026 Ci sono i muffin a colazione, gaudium magnum, e infatti ... magno! Alle 9 viene a prenderci Praky e dopo una mezz'ora siamo al Fort Mehrangarh dove ci aspetta la nostra guida di oggi, Awan, manco a dirlo un giovine maschio. Del resto non riesco a immaginare una ventenne indiana che parli con noi da pari a pari, sembrano tutte timidissime, con mio grande dispiacere. Dedichiamo uno splendido paio di ore al forte, che è privato e affidato a un trust gestito dal Maharaja di Jodhpur. È lunedì e la situazione è molto più vivibile degli ultimi giorni, forse perché è relativamente presto. Una trentina di anni fa è stato installato per nostra fortuna un ascensore che conduce alla rocca: più emozionante di Disneyland Tower of Terror, improvvisamente si ferma e piomba nel buio Il secondo tentativo ci va meglio e arriviamo sani e salvi sulla terrazza dell'incoronazione da cui comincia un girotondo di sale, cortili e affacci, uno più bello e scenografico dell'altro, di una incredibile quantità di pareti intagliate e decorate. Il sole splende e per la prima volta siamo in maniche corte e occhiali da sole La guida ci racconta aneddoti sul passato del Forte e una volta di più mi rendo conto di quanto sia limitata ed eurocentrica la mia pur grande passione per la storia. Concluso il giro ci spostiamo di poco, a una specie di tempio dello stesso marmo bianco del Taj Mahal che in realtà è un cenotafio eretto a partire dal 1899 a perenne memoria di non so più quale Maharaja, che per primo è stato cremato qui, vicino al forte, e non più come i predecessori nella zona di Mandore, vicino al nostro hotel a dieci chilometri da qui. Il guardiano giustamente si incazza con un gruppetto di indiani che è entrato con le scarpe, poi guarda noi e vede una mancia quindi si placa istantaneamente e insiste per farci un paio di foto con tanto di turbante per il mio signore e Pandone … speriamo non abbia preso le pulci, va Segue giro al mercato, con inevitabile passaggio nel negozio BELLISSIMO di un artigiano BRAVISSIMO dove ti viene ribadito in tutti i modi che non sei obbligato a comprare niente e vogliono solo farti apprezzare la loro arte, ma poi cercano di venderti anche tua madre ... ammetto che questa storia inizia un po’ a scocciarmi, capisco che ci sono accordi tra guide ed esercenti locali, che la guida ci guadagna e il negoziante ancora di più, capisco che quello che per loro costa una follia per noi è abbordabilissimo, ma comincio a scocciarmi lo stesso … anche se va detto, è l’unico lato negativo che ho trovato in questo viaggio. Finalmente, usciti dal negozio si va a pranzo, in un posto buono ma con un servizio veramente lentissimo … a quanto sembra ci è vietato mangiare prima delle due, se poi sono le tre meglio Una volta finito ci facciamo lasciare dal povero sconsolato Praky al mercato di stamattina con la promessa di fargli sapere che siamo arrivati vivi anche stavolta, e ci facciamo un giro dei soliti. Rinuncio a una bella gonna che costa troppo, 15 euro... qui non si tratta, pare, con gran delusione di Paolo. E mia, mi sto rifacendo il guardaroba estivo e non ci devo più pensare per i prossimi cinque o sei anni almeno, se trovo la bramata gonna blu che ancora mi manca Roma, scansete. La sosta in divieto qui è elevata a poesia Il tuc tuc che prendiamo per 300 rupie ci porta a destinazione per le 17, lanciandosi come se ne andasse dell'onore dell'India intera al grido di "ARRIVERETE IN HOTEL, IN QUESTA VITA O NELL'ALTRA" … non so se abbiamo fatto vittime lungo il percorso, per fortuna avevo i capelli sugli occhi 3
pandathegreat Inviato 19 Aprile Segnala Inviato 19 Aprile 4 minuti fa, mouette ha scritto: "ARRIVERETE IN HOTEL, IN QUESTA VITA O NELL'ALTRA" E da qui il mio... "Non voglio arrivare presto, voglio arrivare vivo!!!" 1
al3cs Inviato 19 Aprile Segnala Inviato 19 Aprile 31 minuti fa, mouette ha scritto: Una trentina di anni fa è stato installato per nostra fortuna un ascensore che conduce alla rocca: più emozionante di Disneyland Tower of Terror, improvvisamente si ferma e piomba nel buio 33 minuti fa, mouette ha scritto: Il tuc tuc che prendiamo per 300 rupie ci porta a destinazione per le 17, lanciandosi come se ne andasse dell'onore dell'India intera al grido di "ARRIVERETE IN HOTEL, IN QUESTA VITA O NELL'ALTRA" … non so se abbiamo fatto vittime lungo il percorso, per fortuna avevo i capelli sugli occhi Storia, cultura, cucina e brividi da roller coaster: non vi siete fatti mancare nulla, eh? (dopo l'ascensore avreste potuto tranquillamente affidare al Gange le mie spoglie mortali ) 1
luisa53 Inviato 19 Aprile Segnala Inviato 19 Aprile (modificato) 4 ore fa, mouette ha scritto: il secondo topone del viaggio All'inizio ho pensato a un tappone e quindi a un errore di battuta. 🤣 2 ore fa, mouette ha scritto: ma poi cercano di venderti anche tua madre ... ammetto che questa storia inizia un po’ a scocciarmi, capisco che ci sono accordi tra guide ed esercenti locali, che la guida ci guadagna e il negoziante ancora di più, capisco che quello che per loro costa una follia per noi è abbordabilissimo, ma comincio a scocciarmi lo stesso … anche se va detto, è l’unico lato negativo che ho trovato in questo viaggio. Lo stesso per noi in Vietnam e Cambogia: anche se non sono mai stati insistenti, la cosa ci ha un po' disturbato, per non parlare delle mance che abbiamo veramente sentito come un obbligo. Noto una certa somiglianza anche fra il traffico delle città indiane e quelle vietnamite e nel modo di guidare fra i tuc tuc indiani e i motorini vietnamiti. 😆 I palazzi che avete visitato sono meravigliosi! Modificato 19 Aprile da luisa53 1
Eky Inviato 20 Aprile Segnala Inviato 20 Aprile (modificato) 🤣🤣🤣 17 ore fa, mouette ha scritto: ... Il tuc tuc che prendiamo per 300 rupie ci porta a destinazione per le 17, lanciandosi come se ne andasse dell'onore dell'India intera al grido di "ARRIVERETE IN HOTEL, IN QUESTA VITA O NELL'ALTRA" … non so se abbiamo fatto vittime lungo il percorso, per fortuna avevo i capelli sugli occhi sono morta a questa frase 🤣🤣🤣 Modificato 20 Aprile da Eky 2
pandathegreat Inviato 22 Aprile Segnala Inviato 22 Aprile Martedì 13 gennaio - Jodhpur - Jaisalmer Altra giornata di trasferimento, 5 ore di viaggio verso Jaisalmer. La strada è ottima, appena rifatta, una sosta tè e pipì, sosta pranzo con coccole alla cucciolata e arrivo in hotel verso le 3, niente ritardi, niente sorpre... Sorpresa! Scopriamo che Pappu ha prenotato per stasera il tramonto nel deserto, con tanto di cammellata, nonostante gli avessimo detto che a noi non interessavano attività con gli animali! L'albergo di stasera è l'Heritage House, un edificio moderno ma costruito nello stile delle vecchie haveli, con tanto di cortile interno, terrazza e decorazioni in stile, molto bello e abbiamo anche mangiato molto bene. Praky ci dà al massimo un’ora per sistemarci, noi in 20 minuti siamo fuori e via, verso il deserto! Arrivando in città, abbiamo visto il paesaggio cambiare, dai boschi e dalle coltivazioni si passa ad una specie di savana, sabbia ai bordi e secco ovunque. La destinazione per il tramonto è ad una 40ina di km da Jaisalmer, la strada corre veloce all’inizio, poi da 4 diventa 2 corsie, 1 corsia, 1 corsia con deviazioni sullo sterrato e alla fine ci vogliono quasi 2 ore di strada per il Desert View Resort, un posto gestito dalla comunità locale. Noi abbiamo incluso solo il giro in cammello, aggiungendo 3000 rupie si possono fare sia il giro in jeep, lo spettacolo danzante e la cena... Già non siamo convinti del cammello, le danze x turisti ci lasciano indifferenti e decliniamo l'aggiunta e dopo il tè di benvenuto, è ora di cammello. Lo sapete quanto è alto il cammello? Beh, di preciso non lo so, ma è davvero alto e si monta partendo da terra... La bestia alza prima il posteriore, sbalzandoti in avanti, poi l'anteriore e ti trovi a 2 m di altezza su una sella che dire scomoda è poco... il movimento è quello di una nave col mare grosso e a ogni passo Barbara pensava "meno male che non sono Paolo" e io "AHIA, LE PALLE!". Potete vedere il piacere di Barbara di montare il bestio, con quella faccia rilassata e contenta che solo Omar Sharif e Peter O'Toole riescono ad avere in groppa al cammello... Quello che sembra un sorriso stampato sul volto di Barbara, è in realtà un ghigno di terrore, visto che da lì in alto soffre le vertigini e appena la strada comincia a salire, lei non vede l'ora di scendere! Il giovane conduttore... Dopo 20 minuti di sofferenza arriviamo in cima alle dune, Barbara decide subito che sul cammello non ci sale più, ci godiamo il miglior tramonto del viaggio passeggiando tra i cammelli e sedendoci sulla sabbia. Sono viva!!! Il sole cala nella foschia, questo tramonto non ha più nulla da offrire e torniamo verso la macchina, io sul cammello "AHIA, LE PALLE", che ho deciso che sarà il suo nome, e Barbara con la sua nuova specializzazione, la conduttrice di cammelli! Impara l'arte e mettila da parte!!! Ottima cena in hotel con le specialità di questa zona del Rajasthan, tra cui una verdura del deserto che abbiamo trovato solo qui, quattro chiacchiere con 2 coppie inglesi in viaggio e col direttore dell'hotel, che ci racconta un po' di curiosità sul luogo! 1 2
pandathegreat Inviato 30 Aprile Segnala Inviato 30 Aprile 14 gennaio Giornata dedicata alla visita della città, questa volta è Imran a farci da guida, naturalmente uomo, con 2 occhi di un colore assurdo, tra il grigio e il verde. Cominciamo dal lago artificiale che fino al 1965 è stata l'unica fonte d'acqua della città, finché il governo del Rajasthan non ha aperto il Rajasthan Canal, altrimenti conosciuto come Indira Gandhi Canal, che scorre per 682 km portando l'acqua fino a Jaisalmer. Qui l'acqua corrente nelle case è arrivata nel 1985, ma prima di allora gli abitanti venivano fino al lago per prendere l'acqua di cui avevano bisogno. Il laghetto ha un paio di costruzioni ad ombrello riservate al re ma le coste sono aperte a tutti. Bella la storia del Tilon ki pol, un palazzo costruito da una famosa "ballerina" del XIV secolo che usava i suoi guadagni per aiutare i poveri. La forma a cancello irritò molto i cittadini che si lamentarono col re, il quale diede ordine di abbatterlo... Tilon allora fece costruire un Tempio Vishnu nel punto più alto, evitando l'abbattimento, ma da allora i membri della famiglia reale non passano più lì sotto! Proseguiamo per il Forte, che è l'unico forte abitato del Rajasthan, circa 6000 persone abitano ancora qui, tra i vicoli stretti della città vecchia. Tutto qui è costruito con l'arenaria gialla, che dà il soprannome a questa città, Golden City. Nemmeno qui sfuggiamo (o meglio, Barbara non sfugge) ad innumerevoli richieste di foto, con le bimbette che sorridono quando scatto! Case, palazzi e fortificazioni hanno questo colore dorato caldo, che diventa incredibile verso il pomeriggio. Visitiamo le haveli più famose, visitiamo i soliti negozi (e riusciamo a non comprare nulla 3 volte su 4) e pranziamo su uno dei tetti, con vista sull'haveli Patwon-ki, un complesso di 5 haveli unite, costruite nell'arco di 60 anni da una famiglia di commercianti. Al momento della partizione, nel 1948, le rotte di commercio terrestri si interruppero e i commerci si spostarono a Bombay via mare. Le haveli conobbero 30 anni di abbandono, solo nel '78 vennero parzialmente acquistate dal governo per preservarle, le altre acquistate da privati, una è un piccolo museo e le altre 2 sono abitate. Le strade sono piene di gente, piene di piccoli negozi coloratissimi, con i commessi che parlano tutte le lingue più una e che hanno sempre qualcosa da offrire che il vicino non ha, ormai siamo pratici, abbiamo comprato tutto il comprabile e riusciamo a schivare anche i più insistenti! Il complesso dei templi all'interno del forte è la cosa più incredibile per la qualità e la quantità di decorazioni, sarebbe vietato fotografare, ma basta lasciare una mancia e si può scattare come se non ci fosse un domani... pecunia non olet, diceva il nostro Vespasiano, ma si vede che un po' di soldi non fanno schifo nemmeno qui! Addirittura c'è il santone che ti aiuta a pregare, naturalmente previa offerta! Bella anche la storia della Nathmalji Haveli commissionata dal I° ministro di Jaisalmer che la fece decorare da 2 fratelli, che per dimostrare la loro bravura, la divisero in 2 metà e fecero delle decorazioni leggermente diverse tra loro. Mentre aspettiamo di entrare in una delle haveli, veniamo coinvolti nello spettacolo di un giovane mago, che con grande maestria fa apparire e scomparire monete, accompagnato da uno stuolo di ragazzini urlanti! In questo caso la mancia è più che meritata, il giovane mago ha una carriera davanti a se, se non altro perché è un paraculo da competizione! Terminato il giro, ci spostiamo nei cenotafi reali, poco fuori città. Qui si svolgono ancora le cremazioni dei reali ed è compito dei nipoti costruire il monumento per il nonno. Nella tomba sono ricordate anche mogli e concubine del regnante, che alla sua morte, seguendo la pratica del Sati si immolavano, più o meno volontariamente, sulla pira funebre del marito defunto. Più mogli e più concubine c'erano, maggiore era l'importanza del defunto... Torniamo in città e ci facciamo lasciare sotto il forte per vedercelo per conto nostro, alla ricerca della cottolona per Barbara! Ma prima, ci vediamo la Ba-Ri haveli, una piccola residenza diventata un museo di famiglia, con alcuni ambienti ben conservati e una raccolta di cimeli e ricordi di famiglia. La caccia alla cottolona inizia, ne troviamo una bella, ma è un pantalone, compare lei, l'eletta, blu e ricamata come desiderato, prezzo iniziale 2500... no, 600... il minimo è 1800, no, 650, va bene 1200, no 700... "così mi tagli la gola"... 900... facciamo a metà, 800... E alla fine, la spunto io, il re delle trattative!!! Certo, parlando con l'autista sicuramente scopriremmo di averla pagata almeno il doppio di quanto vale, ma visti i prezzi, possiamo essere contenti. Torniamo in hotel col tuc tuc, la città è piccola, poche emozioni forti, ci gustiamo una lemon soda sour sulla terrazza dell'hotel nella luce dorata del tramonto. Cena in hotel, la giornata è stata abbastanza impegnativa, quattro chiacchiere e nanna!!! 4
al3cs Inviato 30 Aprile Segnala Inviato 30 Aprile 17 minuti fa, pandathegreat ha scritto: Differenza architettonica quasi impercettibile Comunque la maestria delle incisioni lascia davvero senza parole! 2
mouette Inviato 31 Maggio Autore Segnala Inviato 31 Maggio Giovedì 15 gennaio 2026 Poco da riferire oggi, è giornata di attesa e poco più. Colazione alle nove con un sontuoso pancake con banana e NUTELLA , due chiacchiere con la famiglia della gemella della mia vicina di casa di Verona, che ritroveremo sul volo (anche loro vanno a Delhi, vivono là e si sono concessi un week end lungo al centro della settimana) e poi aspettiamo le 11.30 per salire in auto con Praky per l'ultima volta. Ma prima il doloroso distacco da uno degli oggettini più belli e più sobri incontrati in questo viaggio ... troppo fragile per nasconderlo in valigia, altrettanto rimpianto Prakash è stato un ottimo compagno di viaggio, discreto ma sempre presente e pronto a darci una mano pratica, consigli e a preoccuparsi per noi come neanche mamma chioccia. Lo salutiamo con calore, augurandogli di trovare gente meno indisciplinata da scarrozzare in giro al prossimo tour ... resterà nei nostri ricordi con un sorriso, come Petit, come Robert, Ulug-Bek, Amir, Shrek, come tutti quelli che ci hanno accompagnato dove non avremmo avuto il coraggio o la possibilità di andare da soli. Grazie Praky! Alle 12 siamo in aeroporto e aspettiamo un orario consono per accedere al controllo bagagli, lo scalo è veramente minuscolo, ospita cinque o sei voli al giorno ma le misure di sicurezza sono più ferree che al JFK e Paolo scopre con amarezza che una volta mostrato il passaporto per entrare non si esce più se non in volo. Addio, pacchetti svettanti nel fumo, cime di nicotina e catrame! Addio, bionde strisce di tabacco che accendevate i miei mattini, lasciando nell’aria quell'aroma denso e indimenticabile! E dopo il momento Lucia Mondella, ecco il momento Ispettore Clouseau "Aeroporto di Jaisalmer – Sezione Minacce Tecnologiche RAPPORTO DI SICUREZZA INTERNA Sospettati: Coppia di turisti pallidi (lui visibilmente in crisi di astinenza da tabacco, lei con tendenze alla sghignazzata non autorizzata) Oggetto del sequestro temporaneo: dispositivo metallico cilindrico ad estensione variabile. Dinamica dei fatti: Durante lo screening di routine del bagaglio ai raggi X, l'operatore identificava un oggetto metallico altamente sospetto. È stato ordinato il ribaltamento totale del bagaglio sul bancone. La coppia ha proceduto a mostrare l'intero contenuto della propria vita privata ai passeggeri in coda. Dopo un'accurata ispezione tattile e visiva l'oggetto pericoloso è stato identificato come strumento ecologico per l'aspirazione di liquidi (comunemente noto come cannuccia telescopica). Il sospettato maschio si è dapprima profuso in spiegazioni farfugliate e poi in un incontrollabile irrispettoso attacco di ridarola, mentre la moglie ridacchiava alle sue spalle fin dall'inizio della perquisizione, dimostrando altrettanta mancanza di rispetto nei confronti dell'autorità. Ciò nonostante la coppia è stata infine rilasciata, ma si consiglia di mantenere l'uomo sotto sorveglianza: ha l'aria troppo innocente per essere innocente." Paolo ha una lunga storia di creatività e vivacizzazione della monotona vita del personale aeroportuale, una volta o l'altra vi racconterò un paio di episodi cui ho assistito di persona personalmente Evitato l'ergastolo, ci disponiamo ad attendere il nostro volo, che funziona tipo autobus: veloci, tutti giù, veloci, tutti su, decollo, atterraggio, veloci, tutti giù, veloci, tutti su e via così in loop. Anche se partiamo un po' in ritardo, alle 17.15 siamo puntualissimi a Delhi, dove ci aspettano un autista e un assistente in lingua dei Segni con cartello a mio nome per... assisterci! Io che sono pessima visto che non ho chiesto niente a nessuno mi prendo le valigie da sola, toh, e i due poveretti non sanno più cosa fare, non conosco la lingua dei segni, non gli permetto di farmi facchinaggio, sorrido e dico Thank you in continuazione mentre continuo a farmi i fatti miei ... ci scortano fuori dall'area arrivi e ci lasciano con un evidente sospiro di sollievo Appena fuori ci aspetta un altro autista, Pappu, che in solo un'ora e mezzo per quindici chilometri ci porta al solito B&B nel traffico in delirio. Roma in un venerdì di pioggia e sciopero dei mezzi ci spiccia casa, ragazzi. Andiamo a cena al solito afghano, dove Sandeep si ricorda persino il nome di Paolo e, magno con gaudio, ci mangiamo montone e pollo allo spiedo con melanzane e NIENTE CURRY! Poi gita alla ricerca della banca così gentile da darci soldi (trovata al quarto tentativo) e via in stanza con l'ultima camomilla della scatola comprata proprio qui, sembra ieri e sono già due settimane ... volate via, davvero. Degno di nota il (non) pranzo in aeroporto: dopo aver buttato due terrificanti sandwich al formaggio che contenevano solo maionese mais e insalata abbiamo risolto con un pacchetto di patatine, due biscotti e mezzo e un masala chai. Se siamo usciti indenni dal mezzo sandwich, secondo me possiamo passare sereni al cibo di strada 2
mouette Inviato 31 Maggio Autore Segnala Inviato 31 Maggio Venerdì 16 gennaio 2026 Ed eccoci all'ultimo giorno ... anche se per certi versi siamo un po' provati, il viaggio è volato, sembrano passati dieci minuti da che stavamo davanti al Life Tree BnB alle quattro del mattino disperando che ci aprissero, e siamo di nuovo qui, ma pronti a ripartire. Ci resta un'ultima giornata piena a Delhi, e abbiamo convenuto di passarla con Shivam, la giovane guida del primo giorno, quello che ci ha iniziati alla TROKA del masala chai. Ci siamo sentiti ieri sera per confermare e alle nove siamo pronti a partire per chiudere il nostro viaggio salutando la capitale. Gli chiediamo di tornare al Qutb Minar che abbiamo visto senza guida e la scelta è azzeccatissima: c'è il sole, pochissima gente e con qualcuno che ti spiega cosa vedi è tutta un'altra cosa. Stesso discorso per il Lotus Temple, anche questo molto meno affollato, ce lo godiamo decisamente meglio. Poi ammettiamolo ... dopo due settimane così dense, così intense, così faticose - non abbiamo più vent'anni, e neanche quaranta, ragazzi se si sente, anche da sorda - un po' di disimpegno ci sta, vedere cose già viste ci sta, chiacchierare con leggerezza con il nostro giovane guru ci sta. Mentre stiamo andando al Mausoleo di Gandhi purtroppo il povero Pappu, dopo 20 anni a Delhi senza un incidente, ha un brutto incontro con il posteriore di un camion su una rotonda infernale (okay, a Delhi di paradisiache non ce ne sono ) ... 3500 rupie per il fanale e una brutta botta al paraurti. Mi aspettavo una sosta lunga e faticosa per dirimere, invece lui e l'autista del camion se la sbrigano in due minuti, forse si sono scambiati i numeri. Pappu dice che con l'assicurazione va troppo lunga e cambierà il pezzo da solo. Dopo un breve consiglio di famiglia, di comune accordo gli proponiamo di portarci al b&b subito dopo pranzo in modo da avere più tempo per fare il lavoro prima di portarci in aeroporto e Pappu accetta sollevato. Tappa al Mausoleo di Gandhi, il Raj Ghat, che sorge sul luogo della cremazione. E' un posto semplice e bellissimo, che trasmette pace: c'è una piattaforma quadrata di marmo nero, circondata da un parco curato e silenzioso. Sulla pietra sono incise le parole «He Ram» (Oh Dio), considerate le sue ultime parole prima di morire, e una fiamma perpetua arde in suo ricordo. Ammetto che Gandhi non è una figura che mi affascini particolarmente, non sono attratta dai religiosi, dai mistici e dalla spiritualità, sono una bestiaccia cattiva e concreta e mi sono emozionata mille volte di più di fronte alla tomba di Winston, ma sono contenta che siamo passati anche di qui, è davvero la giusta conclusione per il nostro (primo?) viaggio nel Subcontinente. Mentre torniamo all'auto Shivam ci dice che siamo davvero brave persone, che non gli capita quasi mai di trovare turisti che lo considerino e lo trattino alla pari, e che ha apprezzato moltissimo che abbiamo deciso di saltare la visita al Birla Mandir per permettere a Pappu di gestire con calma la sistemazione dell'auto ... gli diciamo che visto il traffico di Delhi ci sembra una cattiveria fargli perdere quelle che potrebbero essere tre ore preziose per sistemare tutto, e rassicuriamo entrambi che al Pappu dell'agenzia non diremo nulla della piccola defaillance del Pappu dell'auto, e poi non preoccupatevi, il Birla Mandir lo abbiamo visto il primo giorno! Shivam sgrana gli occhi, anche quello abbiamo fatto il primo giorno, dopo una notte in volo e stravolti dal fuso, caspita, che fighi che siamo, ciò! Ringalluzziti e gongolanti ce ne andiamo a pranzo in un ristorante fighetto a Connaught Place, che come tutti i posti fighetti non ci entusiasma troppo e dove tiriamo lunghissimo il pasto perché abbiamo visto che come finiamo l'ultimo boccone Shivam smette immediatamente di mangiare e non c'è verso di convincerlo a finire. Ne ha fatti di danni l'uomo bianco ... Dopo pranzo via subito verso il B&B, lasciamo liberi i nostri compagni di giornata e passiamo un rilassante pomeriggio pigrottissimo in attesa che Pappu venga a recuperarci alle 23.30 per portarci all'aeroporto. Cena dal nostro afghano di fiducia che ci stende il tappeto rosso - in quattro cene qui non abbiamo visto un altro europeo manco a pagare, e gli avventori locali non lasciano mance - e poi diamo un'ultima sistemata alle valigie e siamo pronti a salutare Nonnasantina e il suo luminoso ostello Verona rules the world Fa concorrenza a Las Khivas, siamo molto soddisfatti! La folla presente in aeroporto a quest'ora è impressionante e i controlli sono veramente deliranti, a un certo punto ci guardiamo e ci diciamo che abbiamo finalmente trovato un buon motivo per non tornare, ci mettiamo un'eternità e quando finalmente ce la facciamo la coda estenuante per entrare alla lounge ci spinge a desistere, tanto ormai manca solo un'ora al volo. Volo che farà una lunga deviazione su Pakistan e Afghanistan per non passare sopra a Teheran, al contrario dell'andata, sinistro presagio di quel che sarebbe successo un mese e mezzo dopo ... ma che ci riporta finalmente dalle nostre bestiaccine incazzose, che ci accolgono con una raffica di MIAO che ci sprofonda nel rimorso e nella vergogna. Promettiamo seduta stante di non ripartire più almeno fino alla prossima volta Passa qualche giorno, comincio a sviluppare le foto ... Paolo ... Paolo! PAOLO! Manca un pezzo di India! Non trovo le foto del Birla Mandir! Né sulla reflex, né sul cellulare, né su WhatsApp. Ho perso il Birla Mandir! Caxxo, caxxo, CAXXO!!! Paolo è sorpreso, cerchiamo di ricordare se ho cambiato scheda, non ci spieghiamo cosa possa essere successo, per fortuna ci sono le sue ... caxxo, caxxo, CAXXO! sono sparite anche le mie, non le ho neanche sul cellulare, ma non è possibile, ci siamo anche fatti un selfie, la reflex ce l'avevamo sicuro, era già buio e ricordo benissimo che abbiamo messo le impostazioni notturne. Ricerche frenetiche, ipotesi fantascientifiche, chiamiamo Piero Angela, Mulder e Scully, Giacobbo, chiamiamo Maga Magò, le nostre foto sono finite in un Triangolo delle Bermuda digitale, siamo avviliti, depressi e anche un po' incazzati. Ma ... ma la calma è la virtù dei forti, e con tutta quella che riusciamo a mettere insieme nei giorni successivi si prosegue con la sistemazione delle foto e del diario. E puff! Il Triangolo restituisce il maltolto ... lo splendido, candido tempio, luminoso sullo sfondo della notte, commovente nella sua bellezza un po' algida, splendente tra le luci della città ... sì, la città di Jaipur! E così, nominata PIRLA MANDIR la divinità tutelare del nostro viaggio, possiamo dichiarare conclusa questa avventura, davvero splendida, il viaggio con il rapporto aspettative/realtà più sbilanciato in assoluto, a pari merito col Giappone ... solo che il Giappone ci ha sorpresi al contrario Conclusa? chissà ... stamattina, domenica 31 maggio, ho beccato il consorte in animata conversazione con Gemini, stavano parlando di un itinerario di due settimane in Gujarat. Che dite, devo preoccuparmi? 4 1
al3cs Inviato 31 Maggio Segnala Inviato 31 Maggio 1 ora fa, mouette ha scritto: Conclusa? chissà ... stamattina, domenica 31 maggio, ho beccato il consorte in animata conversazione con Gemini, stavano parlando di un itinerario di due settimane in Gujarat. Che dite, devo preoccuparmi? L'età che avanza comincia a darvi alla testa ! Dopo il vostro diario non posso che confermare che, nonostante l'indubbio fascino storico e culturale, l'India per me continuerà ad essere tema solo di diari, racconti e documentari . Ma grazie per aver condiviso la vostra avventura P.s. Se cercate spunti e non lo avete visto, recuperate su Prime Video la serie James May Our man in... India (è la terza stagione dopo Giappone e Italia)! 2
pandathegreat Inviato 1 Giugno Segnala Inviato 1 Giugno Il 25/01/2026 at 17:00, pandathegreat ha scritto: Ho sempre considerato l'India il paese delle 3 M... Merda, Malaria e Miseria Come già detto nell'introduzione, queste parole di Patrizio Roversi erano la mia base di partenza per l'India. Sarà che sono passati più di 30 anni da quando le pronunciò nella prima edizione di Turisti per Caso, sarà che in questi anni sono stati fatti notevoli passi avanti, sarà che sono cambiato io, che adesso apprezzo anche i paesi "brutti, sporchi e cattivi", ma questa fetta di India che abbiamo visitato mi ha davvero stupito in positivo. Certo, non si può dire che sia un posto pulito, ma i centri storici e le zone turistiche sono davvero ben tenute, pulite e lucidate, la pupù di vacca viene accuratamente raccolta e usata come combustibile, ci sono centri medici e farmacie fornite ovunque e la miseria non è diversa da quella che abbiamo visto in Madagascar, con la differenza che i malgasci sono più allegri. Le zone periferiche invece sono davvero ingombre di rifiuti e sulle discariche sorgono dei villaggi, più o meno temporanei, dove le persone vivono veramente degli scarti del resto della città. Le periferie ci sono anche da noi, ma considerando che Delhi ha una superfice paragonabile a quella di Roma, ma con una popolazione 10 volte maggiore, i problemi sono moltiplicati per 10!!! C'è una sorta di razzismo anche qui, più di una guida ci ha detto di non fare l'elemosina ai bambini, "they are gipsies", sono zingari; più volte e con guide diverse ci è capitato che letteralmente spostassero i locali per far passare noi turisti bianchi e loro si spostavano con un sorriso e senza lamentarsi. Non ci siamo mai sentiti in pericolo, nemmeno in giro da soli e con le fotocamere al collo, il vero rischio è il giro in tuc tuc, che però aggiunge quel tocco di adrenalina che ogni tanto ci vuole. E poi la bellezza... ovunque, ognuna delle città visitate ha il suo stile peculiare, le sue decorazioni, i suoi colori... ogni posto è diverso da quello del giorno prima, con una bellezza diversa, quei ghirigori scolpiti sul granito o sull'arenaria, le incisioni con marmo e pietre dure, gli specchi che arrivavano sempre dall'Europa in cambio di quello che aveva da offrire l'India dell'epoca, spezie, oro, pietre preziose. Il paese mi è piaciuto un sacco, la cucina è ancora più varia e saporita di quanto credessi e anche se a fine viaggio anelavo per un panino col prosciutto, alla fine abbiamo mangiato davvero bene, per fortuna (e per prudenza) non abbiamo avuto nessun problema! Eh sì, ieri discutevo con Gemini per un itinerario, magari non sarà l'anno prossimo, ma sono sicuro che ci torneremo! 3
zimbabwe2 Inviato 1 Giugno Segnala Inviato 1 Giugno Ogni tanto torno... Bello un diario sull'India. In India ci sono stato molte molte volte per lavoro, l'ultima un paio d'anni fa e, per la prima volta, mia moglie ü venuta con me. Anch'io ero di quelli che: in certi paesi mai!!! a meno che non mi paghino!! Mi hanno pagato e ci sono andato... e mi sono ricreduto (su quasi tutti). Non ho ancora letto tutto il diario quindi spero di non ripetermi ma, quando mi chiedono consigli sull'India, io consiglio sempre di vedere il film: Marigold Hotel. Secondo me da una bella idea di come si possa vivere l'impatto con la cultura indiana. Una frase che adoro e': Inizialmente sei sopraffatto. Ma gradualmente ti rendi conto che è come un'onda. Resistete e verrete abbattuti. Tuffati dentro e nuoterai dall'altra parte 2
pandathegreat Inviato 3 Giugno Segnala Inviato 3 Giugno Il 01/06/2026 at 17:20, zimbabwe2 ha scritto: Inizialmente sei sopraffatto. Ma gradualmente ti rendi conto che è come un'onda. Resistete e verrete abbattuti. Tuffati dentro e nuoterai dall'altra parte è la stessa cosa che dico a chi si trasferisce a Roma! 1
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